Monte Mucrone (m.2335), Parete Piacenza - via Giampi-Simonetti
Dettagli
- Accesso stradale: da Biella, percorrere interamente la SP144. Una volta giunti al Santuario proseguire fino al parcheggio più alto ove è possibile lasciare l’auto. Coordinate parcheggio: 45°37'44.3"N 7°58'25.0"E.
- Avvicinamento: parcheggiata la macchina, imboccare il sentiero D11A (ex pista da sci Busancano) e seguirlo sino a prendere, sulla sinistra, il sentiero D11B. Proseguire su quest’ultimo, che sale per mughi su piccola ma evidente traccia, superare l’Alpe Bose e raggiungere la base della Parete Piacenza per ripida traccia tra grandi pietraie. Costeggiare la parete verso sinistra sino alla partenza della via (10 metri a destra della Ferrata del Limbo). (1h30)
- Attacco: targhetta con nome della via alla base e fila di fix ben visibile.
- Discesa: dall’ultima sosta puntare alla cima del Mucrone tra erba e rododendri fino ad intercettare il sentiero del Limbo, che porta in vetta in circa 15 minuti. Da qui scendere in direzione nord verso l’Anticima del Monte Mucrone e successivamente al Lago del Mucrone. Da qui, dapprima su sentiero D24 e successivamente sul sentiero D11 , si giunge al primo bivio preso durante l’avvicinamento. Proseguire sul D11A che per strada sterrata riporta all’auto. (2h00)
- Difficoltà: 6b (5c e A0).
- Sviluppo: circa 300 metri la via, a cui vanno aggiunti altri 100 metri circa per raggiungere la cima del Mucrone.
- Attrezzatura: la via è ottimamente attrezzata sia sui tiri (fix inox) sia alle soste (catena su due fix e anello di calata su tutte tranne S8 e S13, che sono da collegare). Per la nostra ripetizione abbiamo utilizzato una singola da 40 metri (i tiri non superano mai i 30 metri) e 14 rinvii. Protezioni veloci inutili: avevamo qualche friend medio e piccolo ma non li abbiamo utilizzati.
- Esposizione: nord-est.
- Tipo di roccia: metagranitoidi-gneiss. Ottima.
- Periodo consigliato: da primavera a autunno. In estate la via rimane per buona parte in ombra anche al mattino; evitare comunque le giornate più calde.
- Tempo salita: 4h00/4h30
- Primi salitori: Gianni Lanza, Roby Sellone, Teo Bizzocchi, Seba Biolcati, Dafne Munaretto, Marco Roggero, Luca Ruffino, Giorgio Santimaria, 2 e 5 settembre 2017.
- Riferimenti bibliografici:
- Relazione
- Lunghezza 1, 6b (A0), 6a, 5c, 30 metri: muro verticale di decisione e traverso a sinistra su altra struttura staccata, 6b (A0), salire in verticale su placca per pochi metri, 6a, e traverso a sinistra, 5c.
- Lunghezza 2, 5a, 20 metri: in verticale sullo sperone, traverso a sinistra e placca.
- Lunghezza 3, 5c, 30 metri: fessura e bombamento leggermente verso destra.
- Lunghezza 4, 5c, 15 metri: placca e muretto strapiombante con buone prese.
- Lunghezza 5, 5c, 6b (A0), 15 metri: traverso a sinistra molto bello, 5c, poi placca liscia con fessura molto stretta e uscita su piatte, 6b (A0).
- Lunghezza 6, 5a, 30 metri: traverso a destra su cengia poi sperone, 5a, breve corda fissa, paretina elementare ed una seconda corda fissa per superare una breve fascia di rododendri.
- Lunghezza 7, 4a, 30 metri: sperone.
- Lunghezza 8, 4a, III, 30 metri: sperone.
- Attraversare una cengia erbosa per circa 30-40 metri verso sinistra e raggiungere la partenza del secondo salto. Targhetta con nome della via.
- Lunghezza 9, 5c,5b, 30 metri: placca molto bella, poi leggermente a sinistra, 5c, poi 5b.
- Lunghezza 10, 5c, passo 6a, 5b, 30 metri: placca su ottima roccia intervallata da terrazzino, 5c, passo di 6a, poi buone prese seguite da placca finale delicata 5b.
- Lunghezza 11, 4c, 30 metri: placca inclinata su ottima roccia poi un po’ a destra superando lo spigolo e la Via Ugo Angelino che punta al tetto sovrastante. Attenzione al rischio incastro corda, allungare bene le protezioni.
- Lunghezza 12, 4a, 25 metri: placchette inclinate e cenge vegetate.
- Lunghezza 13, 4a, poi III, 30 metri: placchette inclinate e cenge vegetate.
- VARIANTE DI ATTACCO: per facilitare la partenza è possibile salire i primi metri della Ferrata del Limbo per poi staccarsi e traversare verso destra (A0) per una ventina di metri raggiungendo direttamente la S2 per facili roccette (III). Soluzione non verificata.
- Note: via plaisir di soddisfazione, ottimamente spittata, divertente e con alcuni passaggi duri ma sempre azzerabili. Davvero molto belli L5, L9 e L10. Roccia quasi sempre molto compatta e con ottimo grip. Bello l’ambiente, di montagna, e sicuramente poco affollato da quando la funivia non è più in funzione (eravamo gli unici in tutta la parete). Bella la vista sulla valle, col Santuario sempre protagonista. L12 e L13 sono molto semplici e servono solo a raggiungere il termine della via, noi le abbiamo superate in conserva tra balze d’erba e facili roccette.
- Aggiornamento: relazione a cura di Francesco Serra e Marco Bienati, da una ripetizione del 10 agosto 2025.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.