Monte Muzzerone, Parete Striata - via Kimera

Monte Muzzerone, Parete Striata - via Kimera

Dettagli

  • Accesso stradale: raggiungere La Spezia e da lì andare verso Portovenere. Arrivati alla frazione "Le Grazie", svoltare a destra quando si trova il cartello "Monte Castellana – palestra di roccia". Si segue la stretta strada, ad un bivio si tiene la sinistra e ad un secondo bivio si va ancora a sinistra. Seguono diversi tornanti fino ad arrivare ad un forte, dove si parcheggia sotto le sue mura.
  • Avvicinamento: due possibilità:
    1. con sentiero (sconsigliato)
      Questo approccio era il classico per la Parete Striata, ma una frana lo ha danneggiato. In seguito sono state ripristinate le fisse, ma si passa ancora tra sassoni su pendio esposto (soluzione ora non verificata da noi, ma qualche cordata ha scelto questa opzione).
      - Dal forte seguire il sentiero verso Portovenere (516, ex 1a), che parte dal tornante prima del forte, vicino al tavolino e al cartello con divieto di campeggio.
      - Seguire in piano il sentiero. Si oltrepassa un bunker con antenne, continuando per il sentiero che poi scende ripido. Si arriva ad una costruzione alta in cemento abbandonata sulla sinistra (nascosta tra gli alberi).
      - Scendere ancora circa 50 metri e poi seguire una traccia che va a destra (ometto) e scende nella vegetazione con un cavo metallico.
      - Si arriva ad una vecchia costruzione, si passa sul tetto piano e si scende per una scaletta di metallo.
      - Si scende per crestina con cavo metallico e si va a destra, dove c’è una zona piana con bella veduta (sommità del Pilastro della discordia).
      - Procedere a destra verso la parete, ad individuare un pendio ripido attrezzato con corde e funi metalliche, da seguire.
      - Si continua per tracce verso il basso, fino ad andare verso la base della Parete Striata, dove si vede una fune metallica, con tratti di corda. Seguirla verso sinistra, in orizzontale. Un piccolo tratto è senza fune, poi la si ritrova. Si trovano le scritte di diversi attacchi di vie, fino ad arrivare molto a sinistra.
      Attenzione, fune in cattive condizioni, verificare sempre il loro stato.
      Tempo: circa 0h20.
    2. con corde doppie (consigliato)
      Dal tornante sotto le mura del forte, seguire il sentiero che parte vicino al tavolino e al cartello con divieto di campeggio. Il sentiero parte in piano e poi scende ripido. In corrispondenza di un’ansa con grossi blocchi squadrati (uno con due “X” pitturate) non continuare a scendere (approccio -1-) ma seguire una traccia che traversa a destra, fino ad arrivare ad una cava (si passa anche in un grosso antro). Individuare a sinistra, in corrispondenza di una parete liscia, alla fine della via “Ossi di seppia”, una sosta con fix kevlar e anello di calata, verso il mare.
      Calate con due mezze corde da 60 metri:
      - fare una calata ad una sosta a destra di un gruppo di piante (faccia a monte). Questa sosta presenta dei fix un po' vecchi. Se possibile scendere ancora, ad una sosta recente un po' più sotto a sinistra (soluzione non verificata).
      - fare la seconda calata lunga fino a raggiungere una stretta cengia con vecchia corda fissa.
      Sulla via si notano altre soste con fix recenti e cordone, per fare doppie più corte con corda da 70 metri (soluzione non verificata).
      - Ora seguire la corda fissa verso sinistra (faccia a monte), passando l’attacco di diverse vie.
      Tempo: circa 1h00, se non ci sono intoppi.
  • Attacco: subito dopo aver passato l’attacco di Supernova (piastrina con nome), si trova uno spiazzo con fix visibile poco sopra e scritta graffiata sulla roccia poco visibile: Kimera.
  • Discesa: usciti dalla via scendere a sinistra oltre la crestina, raggiungendo una zona erbosa. Un ometto indica di proseguire dritto nel bosco. Seguire una traccia che in breve, in salita, porta ad un bunker con antenne. Costeggiare la recinzione a destra, fino ad arrivare al sentiero usato per l’avvicinamento, col quale ritornare verso il forte.
  • Difficoltà: 6b+ (6a e A0). Proteggibilità: S1+.
  • Sviluppo: circa 205 metri.
  • Attrezzatura: soste attrezzate con fix e catena (inox), sui tiri fix inox. Portare solo 15 rinvii.
  • Esposizione: ovest.
  • Tipo di roccia: roccia calcarea compatta. Solo qualche presa da verificare e qualche sasso sulle cenge.
  • Periodo consigliato: tutto l’anno, ma in estate troppo caldo, anche se la parete è spesso ventilata.
  • Tempo salita: 4h00/5h00.
  • Primi salitori: Roberto Vigiani e Luisa Siliani, gennaio 2007.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 5c, 6a, 40 metri: su per bella placca, fino ad un diedrino a sinistra (non andare a destra, anche se si vede più in alto una sosta). Doppiare a sinistra il diedrino e salire alla sosta.
  • Lunghezza 2, 6b, 35 metri: salire un bel muro verticale tecnico, andare leggermente a destra e poi salire tra gli alberi (visibile una zona dove si passa agevolmente). Si arriva ad un altro muro. Salire inizialmente grazie al tronco di un albero, continuare su muro a tacchette e poi in un bel diedro, con uscita a sinistra. Si continua su muretti con belle rigole.
  • Lunghezza 3, 6a, 30 metri: salire in un diedro, per poi andare verso sinistra e continuare su bel muro. Si raggiunge e sale un diedrino e poi si va a sinistra alla sosta.
  • Lunghezza 4, 6b+, 35 metri: si parte con un muro tecnico su roccia un po' lisciata, arrivando ad uno strapiombo con canne. Salire a raggiungere una bella lama sopra lo strapiombo, quindi uscire a sinistra con un difficile blocco. Continuare in diedro su roccia abbastanza liscia e poi su un muro con piccole lame (linea di fix a sinistra, evitare lo strapiombo a destra, apparentemente alla via "Marinai, spit e guai", 6c).
  • Lunghezza 5, III, 25 metri: salire facilmente in un boschetto ad una cengia (corda fissa). Andare a sinistra fino alla sosta.
  • Lunghezza 6, 5c, 40 metri: salire leggermente a sinistra per muretti, per poi salire verso destra. Si arriva ad un muretto aggettante ma ben ammanigliato, e si esce alla sosta su una crestina.
  • Note: bella via sportiva, con roccia salda, con splendida vista sul mare.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Pietro Cerio Ceriani e Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 2 giugno 2023 con Guido Carnevali, Alessandro Ceriani e Claudio Boldorini.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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