Monte Pastello - via Partigiani sul Pastello

Monte Pastello - via Partigiani sul Pastello

Dettagli

  • Accesso stradale: raggiungere Cavalo (frazione di Fumane, VR), e da lì salire verso il Forte di Masua / Molane (sulla strada principale, ad un certo punto fare attenzione ad una svolta a sinistra, cartelli).
    Raggiunta la località Molane (m.880), che si trova prima del Forte Masua, prendere una strada sterrata sulla sinistra (cartello CAI del sentiero Molane-Dolcè). Seguire brevemente la sterrata fino a un passaggio con filo spinato e cartelli indicatori. Parcheggiare in uno slargo disponibile.
  • Avvicinamento: superare il passaggio con filo spinato, da richiudere con cura. Seguire il sentiero CAI Molane-Dolcè in piano. Fare attenzione poi ad abbandonare il sentiero principale e prendere invece un sentiero più stretto a sinistra, che prosegue dritto e poi scende. Si segue il sentiero, ben marcato, fino ad un ampio tratto in piano, dove si devono individuare, poco dentro il bordo sinistro del sentiero, due ometti a qualche metro l’uno dall’altro, circa sotto la direttiva dello spigolo di sinistra del Monte Pastello (spigolo ovest). Ora salire nel bosco molto ripido, facendo attenzione a seguire bolli azzurri e ometti, prima dritto e poi tendenzialmente verso destra, evitando una breve barra rocciosa. Arrivati nei pressi dello spigolo ovest, i segni vanno in traverso a destra e poi salgono, fino ad arrivare alla zona di parete dove si trova la via 40 Galee. Da qui traversare ancora verso destra, oltrepassando l’attacco di Pilastro centrale, fino ad un ometto, dopo il quale si trova un muretto.
    Attenzione, percorso ripido e faticoso, con presenza di alcune roccette. (0h45)
  • Attacco: sul muretto di attacco si trova la scritta PSP e un cordone in clessidra.
  • Discesa: dall’ultima sosta salire verso destra, con alcuni brevi tratti in salita, fino ad una piccola radura erbosa. Seguire le tracce sul suo bordo sinistro, fino ad arrivare ad una seconda radura più ampia. Continuare sulla traccia, fino ad un albero isolato in fondo, dove si passa alla sua sinistra. Si raggiunge di nuovo il bosco, di fronte, dove si trova una buona traccia, che porta ad un sentiero. Seguirlo a destra, fino ad arrivare ad una grande sterrata. La si segue a sinistra, in discesa, arrivando ad un’altra sterrata. Andare ancora a sinistra, fino ad arrivare al punto di partenza dove si è lasciata l’auto. (0h40)
  • Difficoltà: VII (VI+ e A0). Proteggibilità: S2 prima lunghezza, poi R3.
  • Sviluppo: circa 215 metri.
  • Attrezzatura: soste in parete attrezzate con due fix.  Lungo i tiri chiodi (fix nella prima lunghezza). Portare una serie di friend fino al n°3 BD.
  • Esposizione: ovest.
  • Tipo di roccia: calcare, dolomia, buona ma con zone a blocchi e qualche presa da verificare.
  • Periodo consigliato: dalla primavera all’autunno.
  • Tempo salita: 3h00/3h30.
  • Primi salitori: Confente, Sganzerla, Gaspari, Leorato, Dal Pozzolo, terminata nel 2024.
  • Riferimenti bibliografici: Leorato M., Confente C., Val d’Adige Plaisir, Edizioni Idea Montagna.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 6a+, 35 metri: salire il muretto sopra la sosta, quindi andare a destra e salire uno strapiombino. Seguire una vaga rampa verso sinistra, quindi affrontare un muro compatto non facile. Lunghezza protetta principalmente a fix.
  • Lunghezza 2, VI+, VII un passo, 25 metri: salire un muretto compatto (chiodo), quindi continuare su un altro muretto con passi non semplici. Un ultimo muretto, con lama verticale un po' svasa, è particolarmente impegnativo. Dopo di questo si arriva alla sosta, su una cengia rocciosa.
  • Lunghezza 3, V, 20 metri: traversare a sinistra sulla cengia rocciosa, raggiungendo poi la sosta leggermente più in alto, poco prima del termine della parete.
  • Lunghezza 4, passi VI+, 35 metri: traversare a sinistra (molto delicato, chiodo), fino a raggiungere un canale con salti rocciosi. Eventualmente, dovrebbe essere più facile scendere qualche metro dalla sosta e traversare più sotto. Si raggiunge una parete a destra, dove nei primi metri si può aiutarsi con un albero. Poi l'arrampicata, su tacchette e fessurine un po' lisciate, risulta difficile per qualche metro. Al termine del muro, su roccette più facili, si arriva alla sosta.
  • Lunghezza 5, V+, 20 metri: salire un muretto a sinistra della sosta, raggiungere uno strapiombino ammanigliato e superarlo. Si continua per saltini e poi roccette, che portano alla sosta, vicino ad un albero contorto.
  • Lunghezza 6, passi VI+, 35 metri: salire a sinistra, doppiando lo spigolo della parete. Qui si trovano dei muretti che fanno diedro con la parete. Il primo salto presenta una uscita delicata, poi si arriva ad un netto diedro fessurato, da salire fino al suo termine.
  • Lunghezza 7, VI+, 20 metri: salire a destra della sosta, puntando al fessurone di destra. Si sale con movimenti delicati, spesso sulla parete a sinistra del fessurone. Si arriva quindi alla parte finale, che piega a destra e arriva ad una comoda cengia.
  • Lunghezza 8, V, 25 metri: salire un muretto e poi altri muretti discontinui, poi salire verso destra rocce facili, arrivando infine alla sosta, con libro di via.
  • Note: bella via tradizionale (salvo il primo tiro a fix). Non è assolutamente da sottovalutare, consigliata esperienza alpinistica.
    Prima di questa via abbiamo salito anche la via Giochi estivi, ottenendo una combinazione molto bella. Per poterlo fare, dall’uscita della via Giochi estivi, nel bosco abbiamo traversato brevemente verso destra, fino a trovare un ometto. Siamo quindi scesi in direzione della parete, individuando una corda fissa. Seguire la fissa fino al suo termine, dove si trova un albero con l’ultima sosta con anello della via Comete. Indicazioni con corde da 60 metri:
    • Doppia 1, seguendo i fix della via, fino alla prima sosta, abbastanza vicina, con due fix;
    • Doppia 2, saltando una sosta e fermandosi a quella successiva;
    • Doppia 3, saltando una sosta e fermandosi a quella successiva;
    • Doppia 4, fino alla base della parete, proprio in corrispondenza dell’attacco della via Partigiani sul Pastello (leggermente a sinistra, faccia a monte).
    Informazioni e note storiche prese dal web
    Il primo tiro è stato aperto nell’inverno 2017-2018 da C. Confente e L. Sganzerla. Nel 2021 L. Gaspari e Zampini hanno risalito il primo tiro e non trovando prosecuzione hanno proseguito a friend il camino sulla destra (ora secondo tiro della via Giochi estivi) per poi uscirne sulla sinistra e calarsi da una pianta (scritta Gaspari-Zampini ancora visibile). Nel 2022 L. Gaspari ritorna con C. Confente, trovando il camino già chiodato proseguono per placche sulla sinistra ed effettuano un aereo traverso sempre verso sinistra fino ad un camino sbarrato da una pianta. Nell'aprile 2024 L. Gaspari, M. Leorato e D. Dal Pozzolo proseguono oltre il massimo punto raggiunto in precedenza guadagnando l'uscita.
    La via è dedicata ai protagonisti dell'operazione, tuttavia mai realizzata, ideata dal "Conte di Serego" che prevedeva di sabotare la ferrovia facendo esplodere parte della montagna. Il piccolo nucleo indipendente di uomini mal equipaggiati che si muoveva tra Monte, Cavalo e Dolcè a seguito di un rastrellamento fu catturato. Tre degli esponenti principali furono torturati barbaramente dai nazifascisti e deportati a Mauthausen, solo uno sopravvisse. Il capogruppo, ex carabiniere, Giobatta Vivaldi fu fucilato il 14/11/1944. La via prende il nome dall'articolo dello storico Olinto Domenichini pubblicato sull'Annuario Storico della Valpolicella 2011-2012.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione con Battista Casiraghi del 17 maggio 2025.
     
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.