Pala di Socorda (m.2440) - via Il Maleducato

Pala di Socorda (m.2440) - via Il Maleducato

Dettagli

  • Accesso stradale: raggiungere la Val di Fassa, zona Pera di Fassa. Ci sono tre possibilità di accesso alla Pala di Socorda:
    • andare in macchina fino alla frazione di Munciòn, dove si trova un parcheggio con pochi posti prima del cartello di divieto di transito, e da lì raggiungere a piedi il Rifugio Gardeccia seguendo la strada asfaltata, in circa 1h00;
    • parcheggiare alla partenza della seggiovia Vajolet per Pian Pecei a Pozza di Fassa e salire con essa per due tronconi. Dal secondo troncone un comodo sentiero in leggera salita porta al Rifugio Gardeccia in circa 0h30;
    • parcheggiare alla partenza della funivia Vigo-Ciampedie a Vigo di Fassa e salire con essa. Dall’arrivo un comodo sentiero porta al Rifugio Gardeccia in circa 0h50 (soluzione non verificata).
  • Avvicinamento: dal rifugio Gardeccia scendere brevemente la strada che porta a valle. Subito dopo un ponte di legno salire a sinistra per il sentiero 583 (Sentiero delle Scalette). Il sentiero prima sale brevemente verso destra e poi continua in piano sotto la direttiva delle pareti. Evitare una traccia con ometto che sale nelle ghiaie, perché porterebbe sulla sinistra del grande canale che scende nella parte sinistra della Pala di Socorda. Continuare invece in piano, più verso la parte destra della parete, individuando un ripido pendio che sale alla base della parete.
    In alternativa, se si arriva direttamente da Muncion dalla strada asfaltata che conduce al Gardeccia, arrivare al sentiero delle scalette prima del ponte, oppure molto prima individuare una traccia che porta direttamente al Sentiero delle Scalette (soluzione non verificata).
    Tempo circa 0h30/0h40 da Gardeccia, 1h30 da Muncion.
  • Attacco: individuare nella parete una grande zona rossastra con ampio tetto, la cosiddetta "Porta dei nani". Più a destra si trova una targa dedicata ad Alessandro Bartoli. L’attacco è ancora più a destra, e a sinistra di una zona di parete con un caratteristico tetto a scala. Cordino alla base e un altro poco sopra, su una parete verticale grigia.
  • Discesa: E' molto alpinistica, da non sottovalutare:
    • dall’ultima sosta calarsi circa 40 metri fino ad una zona adagiata. Proprio sulla direttiva della calata si trova un roccione con la sosta, su fix con anello e cordone in clessidra. Qualche metro a sinistra è visibile un ometto;
    • fare una calata di circa 55 metri, arrivando al termine della parete, in uno stretto canale. È possibile spezzare la calata circa 25 metri prima, dove si trova un’altra sosta attrezzata in parete;
    • scendere nel canale, a destra faccia alla parete (non salire a sinistra verso una selletta). Il canale è sabbioso-ghiaioso molto delicato, occorre fare molta attenzione, presenti alcuni ometti, molto radi, da seguire;
    • si arriva ad una zona più larga, dove si scende verso sinistra (terreno ripido) e si punta più sotto ad un ometto visibile su una paretina;
    • raggiunto l’ometto, si segue una stretta cengia verso destra;
    • ora si scende un pendio detritico verso un roccione in messo al canale, arrivando sul suo lato destro;
    • scendere delle roccette facili (dall’alto sembra più difficile) e continuare costeggiando la parete di destra, fino a quando si trova un altro grosso torrione, con un blocco incastrato sulla destra;
    • scendere a sinistra, costeggiando il torrione ed arrivando di nuovo sul fondo del canale, dove si vede, poco più in fondo, una caratteristica piccola torre esile;
    • raggiungere la piccola torre, a destra, dove si trova uno spuntone con cordone (lasciato anche un nuovo cordone e nuova maglia rapida). Sulla relazione di Grill invece si aggira la torre a sinistra, scendendo in arrampicata;
    • fare la breve doppia dallo spuntone (verificarne la solidità) fino ad una cengia stretta;
    • seguire la cengia verso un visibile ometto;
    • continuare in discesa, raggiungendo un altro ometto visibile;
    • proseguire fino ad un ometto su uno scoglio roccioso, leggermente a sinistra. Si tratta del termine di una crestina rocciosa, che scende verso un grande canale;
    • dalla cima dello scoglio roccioso scendere la crestina facile ma esposta (rari ometti);
    • si prosegue a sinistra verso il continuo della cresta, fino ad una zona più pianeggiante, dove si trova un ometto, prima di una zona più ripida. Non scendere, ma fare attenzione, la sosta con fix di calata con anello (e due chiodi, di cui uno collegato con cordino) è poco visibile, proprio di fronte all’ometto, a destra nella direzione di discesa;
    • fare una calata di circa 25-30m verso un canalino secondario a destra (faccia  a valle);
    • scendere nel canalino, raggiungendo un grosso canale che va verso valle;
    • scendere nel canale, cercando i punti più facili e con qualche passo di arrampicata (I-III);
    • arrivati allo sbocco a valle, salire un breve pendio terroso a destra, a raggiungere un pendio ghiaioso;
    • attraversare il pendio, verso valle, fino a raggiungere una traccia in ghiaie più grosse, che scende fino al sentiero delle Scalette, che riporta verso Gardeccia. Eventualmente, dopo un breve tratto sul sentiero, è possibile scendere direttamente verso la strada, seguendo le ghiaie sul bordo sinistro di un canale (attenzione, alla data della ripetizione c’era un palo dell’elettricità caduto, dove abbiamo dovuto aggirare la zona esposta ai fili elettrici). In alternativa, all’uscita del canale si può andare a sinistra, costeggiare la parete fino all’attacco della via e oltre, e poi scendere per tracce fino alla strada (soluzione non verificata).
    Tempo: circa 2h30/3h00 fino alla conca di Gardeccia.
  • Difficoltà: VII max, obbligato un passo VI+, per il resto obbligato VI e A0. Proteggibilità: R2/R3.
  • Sviluppo: circa 575 metri.
  • Attrezzatura: serie di friend (utile, ma non indispensabile, anche il numero 4 BD), serie di nut, martello chiodi non necessari, ma utili per eventuali emergenze.
    Soste attrezzate con un fix con anello, diverse con aggiunta di un chiodo o cordone in clessidra (vedere la relazione). Lungo i tiri qualche chiodo e diversi cordoni in clessidra.
  • Esposizione: sud-est.
  • Tipo di roccia: dolomia-calcare di qualità ottima, salvo qualche tratto ripulito ma in cui occorre ancora fare attenzione.
  • Periodo consigliato: estate-autunno, attenzione alle ore di luce disponibili, considerando anche la lunga discesa. Attenzione nel ripetere la via a inizio stagione: ci potrebbe essere neve nel canale di discesa.
  • Tempo salita: 8h00.
  • Primi salitori: Heinz Grill, Florian Kluckner, Martin e Franz Heiss, Barbara Holzer, Sandra Schieder,
    Ivo Rabanser e Stefan Comploi, Giugno 2019.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, VI, 30 metri: si sale su gradini, per poi proseguire su parete subito verticale. Andare leggermente a sinistra fin sotto un piccolo strapiombo ad arco, ma in quel punto non lo si segue e si traversa a sinistra, per poi salire di nuovo sul verticale. Sosta su un fix con anello.
  • Lunghezza 2, VII o VI+ e A0, 15 metri: si sale leggermente, per raggiungere degli appigli, poi ci si sposta delicatamente a sinistra, fino ad un cordone. Si va ancora a sinistra e poi si sale alla sosta su un fix con anello.
  • Lunghezza 3, VI-, poi V, III, 25 metri: salire a sinistra della sosta un camino-diedro con roccia slavata. Il primo passo è delicato, poi diventa più facile. Fuori dal camino si sale su roccette ed erba. Arrivati ad un roccione, si va verso la sua faccia esterna, dove si trova la sosta su un fix con anello, circa sotto la direttiva di un mugo secco.
  • Lunghezza 4, VI+, 30 metri: salire a destra della sosta dei gradoni erbosi, fino a raggiungere una fessura gialla a sinistra del mugo secco. Salire la fessura e poi uscire a sinistra. Raggiungere un cordone più in alto e traversare a sinistra (difficile in libera), a raggiungere una zona più articolata. Salire verso sinistra fin sotto uno strapiombino, superarlo (due chiodi) e continuare nel successivo diedro, dopo di esso si sosta su un fix con anello.
  • Lunghezza 5, VI, 25 metri: spostarsi a sinistra (cordone) e alzarsi alcuni metri. Traversare a destra ad uno spigolo e salire dritti. Poi più facilmente si raggiunge la sosta su fix e cordone in clessidra.
  • Lunghezza 6, VI+, V+, 20 metri: traversare a sinistra, salendo a due cordoni. Traversare ancora a sinistra, arrivando ad un diedro. Inizialmente seguirlo, per poi abbandonarlo e andare a sinistra, salendo direttamente alla sosta visibile, su due fix.
  • Lunghezza 7, VI, poi V-, 15 metri: traversare a destra (primo passo a raggiungere un gradone difficile), poi salire in obliquo verso destra su muro ammanigliato, fix e chiodo in sosta.
  • Lunghezza 8, V, VI, 50 metri: salire leggermente a destra, per poi traversare appena possibile a sinistra, verso una fessura-lama. Proseguire verticalmente su muro molto bello. Raggiungere una fessura strapiombante giallastra a destra. Salirla su roccia ripulita ma friabile, che poi diventa grigia e solida. Si esce su cengia con alberi, sosta su fix e cordone in clessidra.
  • Lunghezza 9, V-, 35 metri: salire un bel pilastro con roccia molto lavorata a buchi e clessidre, superando un paio di strapiombi ammanigliati (diversi cordoni). Si esce su un pulpito erboso, sosta su fix e cordone in clessidra.
  • Lunghezza 10, V, 45 metri: su ancora per pilastro con buchi, per poi continuare su roccette più facili, sosta su fix e cordone in clessidra.
  • Lunghezza 11, VI, VI+, 40 metri: salire verso sinistra ad uno strapiombo, superandolo dove presenta a sinistra una fessura grigia. Dopo la fessura si va leggermente a destra e si sale su muro a sinistra di uno spigolo. Alla seconda clessidra con cordino (esile), si sale leggermente e si traversa a destra oltre lo spigolo, dove si trova un chiodo con cordone non visibile (difficile). Ora si sale più facilmente, stando anche leggermente a destra, fino alla sosta su fix e cordone in clessidra.
  • Lunghezza 12, IV, III, 30 metri: si sale sopra la sosta per un vago canale facile, per poi piegare più in alto verso sinistra, sosta su fix e cordone in clessidra.
  • Lunghezza 13, V, IV, 30 metri: traversare a sinistra, leggermente più in alto (cordoni), passando sotto gli strapiombi. Al loro termine, dove più agevole, salire sopra un ripiano. Non proseguire verso una grotta giallastra, ma salire a sinistra su uno spigoletto (cordone) e seguirlo, sempre stando sulla sinistra di grotte-strapiombi giallastri, fino ad un pulpito dove si sosta su fix e cordone in clessidra.
  • Lunghezza 14, IV+, 40 metri: salire abbastanza linearmente su parete con roccia appigliata, ma con qualche tratto in cui occorre fare attenzione, sosta leggermente a destra su fix e cordone in clessidra.
  • Lunghezza 15, IV+, 35 metri: salire in obliquo verso destra, su parete con buoni appigli (un cordone visibile, poi un altro più in alto a destra), quindi puntare dritto verso gli strapiombi, dove si trova la sosta su fix e chiodo.
  • Lunghezza 16, V, 40 metri: salire leggermente a sinistra e traversare a sinistra, fin dove è possibile salire un breve strapiombo ammanigliato. Andare verso sinistra su belle rocce grigie ammanigliate, per sbucare in una zona facile. Salire verso destra e raggiungere la sosta sotto uno strapiombino con fessura, su fix con anello. Dopo lo strapiombino , invece che andare a sinistra è possibile salire un diedro a destra, che porta allo stesso punto (V+, soluzione non verificata). In sosta si trova il barattolo con libro di via (al momento della ripetizione mancava matita/biro per scrivere).
  • Lunghezza 17, IV+, 30 metri: su per fessura sopra la sosta, fino ad un ripiano a destra con una zona strapiombante rossastra (cordone visibile). Salire nella parte destra, su roccia ammanigliata, uscendo sulla cresta terminale, ad una sella. Seguire ora la cresta verso destra, fino alla base di un breve risalto, dove si sosta su cordone in clessidra, sosta da rinforzare.
  • Lunghezza 18, III, 40 metri: salire sopra la sosta, o più facilmente alla sua sinistra, e continuare su crestina, fino ad un piccolo intaglio. Continuare oltre esso, fino alla sosta con fix poco sopra, a sinistra.
  • Note: via molto bella e godibile, con un primo tratto molto sostenuto e continuo ed una parte superiore più facile ma quasi sempre su roccia comunque ottima. Le protezioni ci sono, spesso su vecchi cordoni in clessidra, ma occorre aggiungere protezioni mobili. Non mancano tratti lunghi dove occorre arrampicare lontano dalle protezioni, ma solitamente sono ben protetti/proteggibili i passaggi più duri.
    La discesa invece è un’altra storia: è decisamente alpinistica per il terreno in cui si svolge; tenendo conto che si procede slegati, si consiglia una consolidata esperienza.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, salita del 3 settembre 2023 con Alessandro Ceriani.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.