Pania Secca, Pilastro sud-est via Montagna-Dellacasa

Pania Secca, Pilastro sud-est via Montagna-Dellacasa

Dettagli

  • Accesso stradale: raggiungere Castelnuovo Garfagnana, nelle Alpi Apuane, quindi andare verso la località Piglionico. Ai vari bivi tenere sempre le indicazioni per il Rifugio Rossi, arrivando infine ad una piccola strada asfaltata nei boschi (verificare se occorre pagare un pedaggio ad una macchinetta lungo la strada). Non arrivare a Piglionico, ma parcheggiare nel bosco a sinistra, in una zona attrezzata per picnic con tavoli e panche di legno (poco visibile col buio), 500 metri prima che la strada diventi sterrata. Presente una indicazione in legno per Osservatorio Naturalistico "La Grotta Bianca".
  • Avvicinamento:
    • Seguire la strada forestale che sale nel bosco tra i tavoli. La strada fa poi una svolta verso sinistra.
    • Arrivati ad un bivio andare a destra.
    • Poco dopo lasciare la forestale e salire a sinistra nel bosco, seguendo una serie di ometti (traccia evidente). Si sale su terreno ripido, poi man mano la traccia diventa meno visibile.
    • Salire senza via obbligata (qualche ometto), fino a raggiungere la base della parete NE, con un ampio ghiaione.
    • Traversare verso sinistra l’ampio ghiaione, quindi al suo termine trovare una traccia che continua nel bosco.
    • Seguire la traccia costeggiando delle pareti (si passa anche di fianco ad una caverna).
    • Le tracce poi diventano meno presenti, si sale un pendio ripido verso destra fino ad arrivare su una cresta. Ci si trova sopra un ripido pendio erboso che si stringe più sotto a canale, e di fronte si vede il bellissimo Pilastro Sud Est della Pania Secca.
    • Non proseguire verso destra sulla cresta, anche se ci sono tracce. Scendere invece il ripido pendio erboso, stando verso il lato sinistro (faccia a valle).
    • Si arriva ad un canaletto più in centro, da seguire agevolmente, fino ad una zona vegetata, dove traversare a destra.
    • Prima di arrivare verso le pareti, scendere per altro pendio ripido con alberi ed erba alta, cercando i punti migliori con dei piccoli traversi, fino ad arrivare sul fondo di un canale.
    • Attraversare il facile canale, e salire verso la base della parete.
     Tempo: circa 2h00.
  • Attacco: non salire per le prime belle placconate che ci si trova davanti: qui partono delle varianti e la via Cordata del Cottolengo. Noi abbiamo attaccato erroneamente qui, salendo come descritto nella lunghezza 1.
    Attraversare invece a sinistra, oltre uno spigolo con vegetazione, fino alla base della larga cresta (soluzione da noi NON verificata).
  • Discesa: rispetto alla direzione di arrivo, percorrere la cresta verso sinistra (lato mare), e pi scendere per pendio facile verso destra. Seguire tracce e sentierino con qualche saliscendi, verso NO, fino a raggiungere il sentiero che sale al Rifugio Rossi (numero 7). Imboccarlo a destra e raggiungere una zona con cartelli indicatori, dove proseguire per Baita Pania FM6 Piglionico. Arrivati ad una sbarra, si trova la strada per Piglionico, che seguita verso destra riporta al punto di partenza. (1h30)
  • Difficoltà: VI+ max. con la variante di L3. Proteggibilità: R3, tratti R4 (soprattutto i più facili).
  • Sviluppo: circa 700 metri comprendendo lo zoccolo iniziale (circa 90 metri) e la crestina facile finale (circa 150 metri).
  • Attrezzatura: soste attrezzate tipicamente su 2-3 chiodi, poche con vecchi fix/spit. Conviene, dove possibile, rinforzare le soste con friend. Nei tiri presenti pochi chiodi. Portare una serie di friend fino al n° 3 BD, può tornare utile anche il n° 4 BD. Martello e qualche chiodo consigliabili per emergenze, soprattutto per ribattere alcuni chiodi un po' ballerini (attenzione!).
  • Esposizione: sud-est.
  • Tipo di roccia: calcare grigio con qualche intrusione di marmo, qualità variabile, da friabile a ottima.
  • Periodo consigliato: dalla primavera all’autunno. Attenzione ai pendii erbosi dopo periodi di pioggia.
  • Tempo salita: 6h00.
  • Primi salitori: Euro Montagna, L. Dellacasa, 1963.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Baldi J, Apuane a Spit & Chiodi, Idea Montagna Editore

    • Giannetti R., Toscana Pareti, Edizioni Versante Sud

  • Relazione
  • Lunghezza 1, III-IV+ a seconda del percorso, 100 metri: oRIGINALE (soluzione non verificata). • Salire la cresta arrotondata con difficoltà basse, ma su terreno detritico. Si raggiunge una sosta con due vecchi fix. Continuare su gradoni fino ad una sosta su due vecchi fix (circa 100 m? II, III); SOLUZIONE SEGUITA DA NOI (sconsigliabile). • Salire sulla direttiva della prima parete compatta che si trova, per poi piegare verso sinistra su rampa rotta erbosa, fino a sostare scomodamente su un alberello (30 metri, max III); • Continuare a salire in obliquo verso sinistra, fino ad un tratto di roccia verticale con erba, dove si trova un chiodo con vecchia fettuccia. Superare il tratto verticale arrivando ad un pulpito. Qui la vegetazione sparisce. Salire su gradoni e placca abbattuta, evitare una sosta con due vecchi fix, e raggiungere la sosta successiva su due vecchi fix, alla base delle difficoltà (60 metri, max IV+);
  • Lunghezza 2, VI-, 45 metri: salire sopra la sosta per placche abbattute, arrivando ad un diedro con larga fessura. Salire delicatamente (alcune prese da verificare), uscendo su terreno più facile a gradoni si raggiunge la sosta su due chiodi.
  • Lunghezza 3, VI+, 35 metri: qui la via originale dovrebbe andare a destra, aggirando la parte difficile, per poi salire alla stessa sosta descritta qui (soluzione non verificata). Una bella variante prevede invece di salire dritto seguendo un vago diedro: si sale ad un tettino che si evita a destra, con alcuni passi difficili. Si arriva ad un altro tettino, che si evita a destra grazie ad una fessura. Si sale ora verso destra fino alla sosta su due chiodi.
  • Lunghezza 4, V, 15 metri: salire a destra della sosta, con passo delicato, poi traversare a destra e seguire un breve diedro di roccia rotta. Al suo termine uscire a destra, doppiando uno spigolo, fino ad una piccola cengia dove si sosta su due chiodi.
  • Lunghezza 5, VI, 35 metri: salire un diedro erboso a destra della sosta, con alcuni passi difficili. Al suo termine si esce a sinistra e si sale ad un pulpito, sosta su spit e chiodo.
  • Lunghezza 6, V+, 30 metri: affrontare un muretto verticale improteggibile, quindi continuare più facilmente per gradoni con erba, fino alla sosta verso sinistra, su due chiodi.
  • Lunghezza 7, IV, 40 metri.: salire a destra della sosta, poi continuare salendo verso sinistra, verso uno spigolo, dietro il quale si trova la sosta su due chiodi.
  • Lunghezza 8, III, 50 metri: salire a destra della sosta, sopra una crestina. Seguirla cercando i passaggi più semplici. Scendere ad una selletta, dove si trova un chiodo. Da lì scendere a destra, arrampicando su roccette, evitando l'ultimo breve tratto di cresta. Si arriva ad una grande sella, alla base del risalto successivo. Salire facilmente su tratto detritico, fino ad un alberello dove fare sosta.
  • Lunghezza 9, II, passi di IV, 30 metri: continuare su detriti e roccette, arrivando ad un breve muretto friabile da superare, per poi raggiungere la sosta sotto una parete verticale, su tre chiodi.
  • Lunghezza 10, IV+, 40 metri.: salire dritto ad un chiodo (non seguire dei chiodi verso sx), quindi andare verso destra alla base di un caminetto, da seguire fino al suo termine, dove si trova un terrazzino. Sosta su tre chiodi.
  • Lunghezza 11, VI-, 50 metri: salire ad un diedrino con fessura, dove si vede un chiodo. Proseguire nel diedrino (attenzione alla qualità della roccia), uscendo poi su un tratto piatto. Andare verso sinistra e doppiare uno spigoletto, dietro il quale si sale per diedrino ammanigliato e rotto, arrivando ad un tratto facile abbattuto e con erba. Andare verso la successiva parete e sostare su due chiodi.
  • Lunghezza 12, IV+, 30 metri: salire dritto per diedro con strapiombino, quindi su tratto più facile, poi verso sinistra, sosta su due chiodi.
  • Lunghezza 13, V+, 35 metri: salire il diedro sopra la sosta, dopo qualche metro spostarsi verso sinistra, dove è più facile, per poi tornare verso destra e salire il tratto finale del diedro, chiuso da un tetto. Traversare a destra e poi salire un tratto strapiombante con buone prese, dopo il quale si sosta a destra, su due chiodi ed un chiodo in basso a sinistra.
  • Lunghezza 14, III, 40 metri.: salire sopra la sosta su roccette ben ammanigliate, arrivando su una cresta. Seguirla verso monte, e al termine delle difficoltà attrezzare una sosta.
  • Lunghezza 15, I, 150 metri: da qui si può proseguire slegati, con attenzione, seguendo la facile cresta, fino ad arrivare ad una paretina rotta ma più difficile. Seguire le tracce che la costeggiano verso sinistra, fino ad arrivare in un tratto molto facile che sale al crestone sommitale. Seguendolo verso destra si arriva alla cima della Pania Secca.
  • Note: bellissima via, su un pilastro davvero estetico. La qualità della roccia non è sempre ottimale, come pure le protezioni. Anche l’avvicinamento prevede dei tratti in cui procedere con attenzione. A tutti gli effetti è da ritenere alpinistica.
    NB: la via presenta alcune varianti, e in alcun tratti è vicina alla via La cordata del Cottolengo, che presenta difficoltà maggiori e con cui condivide alcune soste (info dal web).
     
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione dell'8 giugno 2024 con Alessandro Ceriani e la cordata Gianmaria Romanò e Riccardo Montipò.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.