Presolana del Prato (m.2427) - via L'ira di Milio
Dettagli
- Accesso stradale: da Bergamo seguire le indicazioni per la Val Seriana e per il Passo della Presolana, fino ad arrivare ad un grosso parcheggio di fronte alle piste da sci, con un brutto edificio anni ’70 che dà sulla strada ("Casa per ferie Neve"), poco prima del passo.
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Avvicinamento:
dal parcheggio prendere una strada sterrata che sale verso il versante Presolana (cartelli) e seguirla. Continuare fino a quando, in corrispondenza di una curva, c’è un sentiero che parte a sinistra (cartelli per la Baita Cassinelli e la Presolana).
Seguire il sentiero molto lungamente con lieve pendenza, fino ad arrivare ad una zona senza alberi con una traccia che sale a destra su dosso erboso (è possibile arrivare qui più direttamente prendendo un sentiero ripido che parte più a valle del parcheggio usato).
Salire per la traccia erbosa o il sentiero a sinistra di essa, continuando fino ad incontrare poco dopo la Baita Cassinelli.
Continuare ora più faticosamente su pendii ripidi e a zone ghiaiosi, fino ad arrivare sotto la direttiva della parete Sud della Presolana Centrale. Si continua ancora, lasciandosi a sinistra la Cappella Savina e il Bivacco Città di Clusone (buon posto per eventuale bivacco). Si segue il sentiero per la Grotta dei Pagani, ma si devia prima verso la parete. Visto il grande numero di torrioni, fare riferimento alla foto della parete in questione. (1h30/2h00) - Attacco: circa in centro parete, presente scritta rossa col nome della via.
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Discesa:
si effettua in corda doppia.
- Doppia1 da S5 alla prima sosta di L4 (quella evitata nella descrizione della lunghezza).
- Doppia 2 dritta, evitando di seguire la via salita, fino ad una sosta sulla via Attimi fuggenti.
- Doppia 3 fino alla base della parete.
- Difficoltà: 6b (6a e A0). Proteggibilità: S1, qualche tratto più facile S2.
- Sviluppo: circa 180 metri.
- Attrezzatura: soste attrezzate con golfari per la calata. Portare solo rinvii, eventualmente qualche friend da piccolo a medio.
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: calcare super, compatto e con molti buchi.
- Periodo consigliato: dalla primavera all’autunno, anche in inverno se la parete è pulita dalla neve (condizioni da verificare).
- Tempo salita: 2h30.
- Primi salitori: Gianni Tomasoni, Emilio Scandella e altri compagni, 1996.
- Riferimenti bibliografici: Panseri M., Bertolotti M., Presolana, Edizioni Versante Sud.
- Relazione
- Lunghezza 1, 5c, 25 metri: salire il muro a buchi sopra la sosta, partendo da una vaga spaccatura. Si prosegue su saltini di roccia compatta, fino alla base di una placca molto bella.
- Lunghezza 2, 6a, 50 metri: salire la placca, fino ad un diedrino giallo, da cui fare un passaggio delicato con traversino a sinistra. Si prosegue di nuovo dritto, arrivando ad una sosta alla base di una cengia erbosa inclinata. Conviene proseguire, per cengia con brevi passaggi su roccette, fino a sostare alla base di un pilastro.
- Lunghezza 3, 6a, breve tratto 6b, 30 metri: salire il bel pilastro, poi si va verso sinistra e si traversa nettamente a sinistra (delicato). Ora si trova un passo difficile per salire un breve muro con buchi sfuggenti (passo chiave, protetto da un fix). Continuare per altri tratti verticali, ma con migliori prese. Attenzione, i primi fix del tiro sono con piastrine differenti.
- Lunghezza 4, 5b, 35 metri: su per stupendo muro a buchi netti, arrivare ad una sosta e proseguire alla successiva, su terreno abbattuto.
- Lunghezza 5, 5b, 40 metri: salire verso destra (a sinistra sale la via "Attimi fuggenti"), salire un muretto, spostarsi poi a sinistra verso un altro muretto. Qui, stando a destra, si raggiunge la cresta e occorre traversare a sinistra per raggiungere l'ultima sosta, in comune con "Attimi fuggenti". Noi, invece di stare a destra, siamo saliti verso sinistra, su muro più compatto, per poi proseguire direttamente verso la sosta (passo 5c).
- Note: bella via godibile, su roccia ottima, con alcuni passi tecnici e delicati.
- Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione con Battista Casiraghi del 14 giugno 2025.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.