Scalaro, Parete delle Stelle (m.2000 circa) - via Attraverso il buco
Dettagli
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Accesso stradale:
dall'uscita di Quincinetto dell'autostrada A5, alla prima rotonda, imboccare la terza uscita lasciando sulla destra un distributore di benzina, e seguire le indicazioni per "Loc. Scalaro". Appena fuori dal paese si svolta a dx (ulteriori indicazioni) e si risale la vallata per una dozzina di chilometri, passando dal fondo valle a 1700 metri (calcolare una mezz'ora di strada) lungo una strada man mano più stretta e tortuosa.
Arrivati in località Alpe Fumà Inferiore, ad un successivo bivio, prendere a dx (in mezzo al bivio c'è un masso con alcune indicazioni poco leggibili per la Parete delle Stelle). Proseguire lungamente fino ad arrivare ad uno slargo ove è possibile parcheggiare.
Se lo slargo è pieno, è possibile proseguire lungo la strada per altri 200/300 metri fino al suo termine: qui è possibile girarsi e c'è posto per quattro auto. -
Avvicinamento:
ritornare indietro lungo la strada, superando lo slargo di parcheggio di un 200 metri fino all'imbocco di un sentiero segnalato (segni bianchi e rossi e cartello parzialmente danneggiato ma con ben visibili le indicazioni per la Parete delle stelle).
Il sentiero va seguito per circa 0h40, è ben tracciato, ma specie nei pressi della parete scompare un po' tra la vegetazione e diviene ripido: usare scarpe da avvicinamento ed evitare dopo piogge. Si arriva così alla parte dx della parete. Seguire il sentiero che la risale alla base verso sx viso a monte. Ad un bivio, seguire la traccia alta arrivando infine nella zona dove attacca la via. - Attacco: targhetta metallica con il nome della via e l'indicazione "Max 5c" (vedi foto).
- Discesa: con due doppie (necessari due corde da 60 metri, i tiri sono tutti lunghi sui 30 metri circa). Da S4 a S2 (la sosta "appesa"). Da S2 a terra.
- Difficoltà: 5c, proteggibilità S1-S2.
- Sviluppo: circa 120 metri per 4 lunghezze di corda.
- Attrezzatura: soste su spit collegati da catene e maglie rapide per le calate. In via spit un po' distanziati anche in alcuni tratti non semplici. Scarse possibilità di integrazione (in qualche punto usato un friend medio ed uno piccolo) in generale comunque non necessaria.
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: gneiss molto vario: da compatto a lavorato, molto bello, per un'arrampicata che richiede comunque un po' di abitudine.
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Periodo consigliato:
data la quota (la base della via è sui 2000 metri) tarda primavera (la strada dovrebbe essere chiusa molto in basso fino a metà aprile), estate, inizio dell'autunno.
A metà giugno la parete inizia ad andare in ombra verso le 16.00/16.30. - Tempo salita: 2h00.
- Primi salitori: V. Totaro, D. Serena, R. Sgubin.
- Riferimenti bibliografici: Predan G., Statale 26, Giugno 2017 (guida reperita presso la falesia di Montestrutto) - difficoltà un poco sottovalutate sulle vie ripetute.
- Relazione
- (Nota: tra parentesi la difficoltà riportate dal riferimento bibliografico indicato, quella indicata è invece la mia personale valutazione)
- Lunghezza 1, 5b (5a), 30 metri: partenza ripida, primo spit piuttosto alto. Man mano che si sale la roccia diventa più lavorata, anche con buchi, e leggermente più appoggiata. Si arriva infine ad un cengia e si risale un muretto tre/quattro metri sopra la cengia fino alla sosta su un terrazzino.
- Lunghezza 2, 5c (5b), 30 metri: si sale leggermente verso destra, primo tratto semplice ed abbattuto, poi la roccia si impenna, la chiodatura non è cortissima, ma la roccia è più appigliata di quello che possa sembrare da sotto. Si sale facendo un arco verso sx contornando una zona strapiombante fino ad arrivare alla sosta, scomoda e appesa.
- Lunghezza 3, 5c (5b), 30 metri: salire a destra della sosta superando uno strapiombino atletico. Più sopra si piega leggermente a sx proseguendo per placche più appoggiate cui segue un meretto più verticale, con spittatura abbastanza lunga che porta alla sosta. Dall'ultimo spit alla sosta sono passato a dx e, visto che li avevo, ho aggiunto un paio di friend medi.
- Lunghezza 4, 5a (4c), 30 metri: per placca semplice fino ad un caratteristico buco formato da rocce incastrate, buco che da il nome alla via. Occorre infatti passarci dentro, senza particolari difficoltà (no zaino!). Segue poi un tratto più semplice fino alla sosta finale.
- Note: bella via, su roccia ottima in un ambiente magnifico, visibile anche il fondovalle, quasi 2000 metri più in basso. Molto consigliabile. Arrampicata un poco esigente data la chiodatura non cortissima.
- Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, da una ripetizione del 14 giugno 2026 con Luca Scolari
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.