Spalti di Capitel d'Orsa - via Pirata Samu
Dettagli
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Accesso stradale:
da Affi (raggiungibile dall’autostrada del Brennero o da Peschiera del Garda), nei pressi della rotonda all’uscita dell’autostrada, andare verso l’evidente centro commerciale e continuare seguendo le indicazioni per Brentino, prima a sinistra ad una rotonda e poi a destra ad un semaforo. Seguire la strada, superando due strade che salgono a sinistra per il paese di Brentino. Circa dopo 200 metri dalla seconda, svoltare a sinistra seguendo la strada con indicazione per Pizzeria Castel. Proseguire fino ad uno slargo a sinistra, su un tornante, adatto a posteggiare due auto.
Qui il link con la posizione del parcheggio: 45°38'46.5"N 10°52'20.1"E - Google Maps
Se risulta occupato, tornare più in basso e parcheggiare in un altro slargo. -
Avvicinamento:
risalire brevemente la strada cementata, fino ad un sentierino che si stacca a sinistra (indicazione sentiero CAI 674, palina con indicazione per Sentiero CAI 74). Seguire il sentiero, facendo attenzione, in una zona libera da alberi, ad individuare degli ometti a sinistra, in corrispondenza di una specie di larga cengia erbosa. Seguirla (qualche ometto, a zone stretta), fino ad arrivare all’evidente tubo di una condotta forzata. Tornare indietro di una ventina di metri, salire un dosso ripido con una debole traccia, arrivando nei pressi di un traliccio dell’energia elettrica. Ora seguire in salita il grosso tubo della condotta forzata, fino a quando arriva vicino alle prime pareti.
Ora seguire una traccia che corre orizzontale sotto le pareti, verso sinistra. - Attacco: individuare una paretina, nascosta tra gli alberi, con piastrina metallica con numero 7 sotto uno strapiombino e piastrina con numero 6 più sopra a destra.
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Discesa:
dall’uscita della via si trova una targhetta metallica che indica di andare verso destra. Seguire delle tracce nel bosco, fino ad arrivare al grosso tubo della condotta forzata. Seguirlo in salita, fino ad arrivare al sentiero 74 (674). Ora continuare su sentiero, verso destra, prima in piano e poi in discesa, raggiungendo il tratto di sentiero usato per l’avvicinamento. Da lì, a ritroso, si arriva al parcheggio. (0h45)
È anche possibile scendere in doppia (soluzione non verificata). - Difficoltà: 6b+ (6a+ e A0). Proteggibilità: da S1 a S2.
- Sviluppo: circa 220 metri.
- Attrezzatura: soste attrezzate con fix, alcune con catene, l'ultima sosta su albero. Sui tiri fix. Friend non indispnesabili ma utilizzabili in qualche punto.
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: ottimo calcare, a zone molto lavorato.
- Periodo consigliato: tutto l’anno, ma in estate troppo caldo e d’inverno sole fino al primo pomeriggio (a dicembre fino alle 14,00).
- Tempo salita: 4h00.
- Primi salitori: S. Giarola, 2004.
- Riferimenti bibliografici: Leorato M., Confente C., Val d’Adige plaisir, Edizioni Idea Montagna.
- Relazione
- Lunghezza 1, 6a+, poi facile e 5a, 5b, 40 metri: salire su muretto subito ostico, presente un chiodo e due fix. Al termine del muretto si raggiunge una esile cengia erbosa, da percorrere verso sinistra (alberi con cordone, clessidra). Si arriva ad un albero con diversi cordoni, che costituisce la sosta del I° tiro, ma conviene continuare, salendo un gradone e poi un muretto verticale con buone lame, fino alla sosta. A sinistra del muretto di attacco originale c'è una variante più facile (IV+, chiodo visibile) che porta allo stesso traverso, soluzione non verificata.
- Lunghezza 2, 6a, 30 metri: salire su roccia molto bella e lavorata, raggiungendo il primo fix visibile. NON continuare su invitante muro giallo, ma traversare a destra (fix). Dopo un primo tratto non continuare a traversare (qui prosegue la Via del Luce), ma salire un bel muro che porta ad uno strapiombino molto ammanigliato. Dopo di questo si sale a sinistra alla sosta.
- Lunghezza 3, 6a, 35 metri: salire a sinistra su roccette e vegetazione, fin sotto un bel muro (lama iniziale super) da salire direttamente.
- Lunghezza 4, 6a+, 30 metri: salire verso sinistra tra rocce e vegetazione, arrivando ad un muro compatto molto bello. Salire il muro, concatenando alcune lamette provvidenziali, fino alla sosta dietro alcuni alberi.
- Lunghezza 5, 6a+, passo di 6b, 25 metri: traversare a destra su cengia, quindi salire su muro a destra di un diedro. Circa a metà del muro si trova un passo difficile. Si continua andando leggermente verso destra e poi dritti alla sosta.
- Lunghezza 6, 6b+, 30 metri: salire a sinistra della sosta, stando sulla roccia più arrampicabile gialla (linea dei fix spostata un po' a destra su muro grigio molto difficile). Si arriva sotto uno strapiombo, si traversa a destra ad una pancia, da salire (tratto chiave) fino a raggiungere una bella fessura, al termine della quale si trova la sosta, a sinistra.
- Lunghezza 7, passo di 6b, 5c, 35 metri: traversare a destra, poi salire un tratto verticale. Prima di una piccola cengia, occorre traversare ancora ad un fix a destra, su uno strapiombo. Superare lo strapiombo, arrivando alla piccola cengia. Continuare per due diedri ed un tratto lavorato finale. Al termine di trova la sosta a fix, ma se si intende scendere a piedi conviene continuare qualche metro, facendo poi sosta su alberi o sulle numerose clessidre presenti.
- Note: bella via, con alcune lunghezze davvero meritevoli. Purtroppo la prima lunghezza e alcuni brevi tratti presentano molta vegetazione. Il posto selvaggio, con continua vista sulla Basilica della Madonna della Corona, merita molto.
- Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 21 dicembre 2024 con Alessandro Pelo Pelanda e le cordate Max Garavaglia, Claudio Boldorini e Alessandro Ceriani, Said Taghipour, Gianmaria Romanò.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.