Val D'Adige, Bastionate di Tessari - via Morgana

Val D'Adige, Bastionate di Tessari - via Morgana

Dettagli

  • Accesso stradale: da Affi (raggiungibile dall’autostrada del Brennero o da Peschiera del Garda), nei pressi della rotonda all’uscita dell’autostrada, seguire le indicazioni per il paese di Brentino. Prima di arrivare a Brentino, andare verso il piccolo abitato di Tessari (si può arrivare qui anche da nord). Si passa su un ponte sopra l’autostrada, si evita una prima svolta a sinistra che costeggia il fiume e al termine della strada si svolta a sinistra, su sterrata (a destra si entra nel paesino). Seguendo la sterrata si arriva ad un comodo parcheggio.
  • Avvicinamento: dal parcheggio, faccia a monte, andare brevemente a destra, dove si trova subito una forestale che sale. Seguirla e ad un bivio tenere a destra. Continuare superando una pietraia fino a due panchine sulla dx ed ometti a bordo sterrata. Poco dopo di essa si trova a sinistra una traccia (ometti) che deve essere seguita, fino ad arrivare alla parete. (0h20)
  • Attacco: arrivati alla parete, costeggiarla verso destra fino ad individuare un tratto di pendio più ripido che porta ad una cengia dove si trova l’attacco, sotto una zona strapiombante (scritta alla base), circa 10 metri a destra di Le nebbie di Avalon.
  • Discesa: dall’uscita della via non salire direttamente per ghiaie, ma andare a destra e salire una dorsale più erbosa. Arrivare sotto la direttiva di alcuni muri rocciosi impegnativi. A destra di questi sale una larga traccia su ghiaia ometto), che si insinua nel punto debole dell’ultimo salto. Salire questo vago canale tra alberi e facili roccette, e continuare tendenzialmente in salita seguendo vaghe tracce. Si arriva ad un sentiero orizzontale (Sentiero del Cordespino), da seguire verso sinistra, in direzione del forte di San Marco. Molto prima di esso, ad una sella, prendere una debole traccia che scende nel canalone a sinistra (bolli rossi). Seguirla lungamente (a tratti esposto), evitando un paio di deviazioni a destra, fino ad arrivare al bosco. Ci si ricongiunge infine alla parte di sentiero iniziale usata per l’avvicinamento. (1h00)
  • Difficoltà: 6c (6b e A0). Proteggibilità: S2.
  • Sviluppo: totale circa 165 metri.
  • Attrezzatura: soste attrezzate con due fix. Lungo i tiri fix. Portare una serie di friend per qualche tratto dove è possibile proteggersi. Indicativamente portare 15 rinvii (per L2).
  • Esposizione: sud, sud-est.
  • Tipo di roccia: calcare, dolomia, ottima, salvo la lunghezza facile di raccordo e l’uscita finale, dove occorre fare attenzione. In qualche punto si trova ancora qualche presa da verificare.
  • Periodo consigliato: tutto l’anno, ma in estate troppo caldo. D’inverno (gennaio) sole dalle 9:30-10:00 circa, fino al tardo pomeriggio.
  • Tempo salita: 4h00.
  • Primi salitori: Matteo Rivadossi, Cristina Oldrati, P. Amadio, dicembre 2024.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 6c o A0/A1, 20 metri: salire un gradone (fix) e poi spostarsi a sinistra, verso un evidente fix con cordone. Da lì comincia un tratto molto strapiombante, con prese spesso buone ma continuo. Dopo un breve tratto ci si sposta a destra e poi si va dritto, per raggiungere una spaccatura che porta alla sosta.
  • Lunghezza 2, 6b, 35 metri: salire un bellissimo diedro poco pronunciato, che spesso presenta una fessura. Al suo termine si traversa a sinistra alla sosta, con movimento delicato. Bellissimo.
  • Lunghezza 3, 6a+, 25 metri: salire un vago diedro-rampa che va ad arco verso sinistra. Circa a metà presenta un passo non facile, distante dall'ultima protezione, occorre proteggersi con un friend poco prima. Si traversa poi leggermente a sinistra, passando dalla zona gialla ad una grigia con prese più nette, quindi si sale direttamente un muro che porta alla sosta. Attenzione ad un masso all'altezza della sosta, staccato e bloccato con due catene.
  • Lunghezza 4, 6b, tratto 6b+, 20 metri: su direttamente per muro compatto e verticale, fin sotto una tettino. Si continua in verticale, arrivando ad un tratto più difficile, con roccia lichenosa. Ci si sposta leggermente a destra, si sale a raggiungere una lama e si continua in verticale fino alla sosta, che si trova poco prima di un tratto facile.
  • Lunghezza 5, III, 20 metri: salire per gradoni e ghiaie, facendo attenzione a non fare cadere sassi, fino al muretto successivo, dove si sosta su roccia compatta a sinistra di un diedro.
  • Lunghezza 6, 6c, 25 metri: salire un muro compatto e difficile, per poi piegare a destra e salire rocce più facili, arrivando ad un grande cengia. Su un muretto si trova la sosta.
  • Lunghezza 7, II, 20 metri: si sale per facile pendio con ghiaie e sassi, si passa un masso con clessidra e cordone, si sale ancora brevemente e si fa sosta su albero, dove ormai le difficoltà sono terminate. Noi abbiamo concatenato questo tiro col precedente.
  • Note: via molto bella e impegnativa, con roccia prevalentemente compatta e linea estetica. La chiodatura non è vicina, ma per la maggior parte della via non è pericolosa, anche se da non sottovalutare. Diverse partenze dei tiri con primo fix un po' alto.
    Sicuramente consigliabile, ma per godersela necessita avere un buon 6b assodato (con esperienza nei passaggi in artificiale, per passare da un fix all’altro nei punti più difficili), sicuramente meglio sapersi muovere sul 6c.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 31 gennaio 2026 con Claudio Boldorini e Max Garavaglia.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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