Val D'Adige, Bastionate di Tessari - via Rosso Kora
Dettagli
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Accesso stradale:
da Affi seguire le indicazioni per la Valpolicella/Val d'Adige/Brentino.
Prima di arrivare a Brentino, seguire l'indicazione per Tessari: si passa su un ponte sopra l'autostrada, poi su un ponte sopra un canale e si svolta quindi a sinistra, su sterrata (attenzione con auto basse), arrivando in breve ad un comodo parcheggio sterrato. -
Avvicinamento:
dall'ingresso del parcheggio, imboccare il sentiero/sterrata che sale verso monte. Ad un primo bivio prendere verso destra e proseguire per svariati tornanti, passando poi sopra alla zona del "Trapezio". Continuare superando una pietraia fino a due panchine sulla dx ed ometti a bordo sterrata. Salire a sx per traccia (targhetta metallica su un masso e bolli rossi). Seguire questa traccia arrivando in breve alla base della parete che va seguita verso dx fino ad individuare una scritta con l'indicazione per la via "New Age". Proseguire per un centinaio di metri rimanendo sulla traccia alla base della parete, senza infilarsi su qualche cengia giungendo fino all'attacco. (0h25)
La via rimane tra le vie "Winter Blues" e "New Age", entrambe con scritta alla base. - Attacco: scritta rossa alla base.
- Discesa: dall'uscita della via seguire verso sx (sud, sx) una traccia di sentiero marcata da bolli rossi, che conduce ad una sella con la parete su cui sorge ben visibile un forte. Da qui la traccia scende a sx ripidamente: sempre segnata, supera in alcuni punti dei saltini di roccia da scendere arrampicando (passaggi semplici e non particolarmente esposti). Ad un bivio si segue la traccia verso sx (viso a valle), facendo sempre attenzione a cercare i vari bolli (in alcuni tratti si traversa orizzontalmente, senza scendere), entrando così nel tratto di bosco più fitto. Qui la traccia scende ripidamente, su terreno a tratti leggermente franoso, ma si scende senza particolari problemi, arrivando infine ad una zona più brulla e, poco dopo, al sentiero/sterrata seguito nell'avvicinamento. Da qui in breve al parcheggio. (0h40)
- Difficoltà: 6b (6a e A0). Proteggibilità S1.
- Sviluppo: 370 metri per una decina di lunghezze ed alcuni trasferimenti.
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Attrezzatura:
via attrezzata a spit ravvicinati sulle prime 4 lunghezze (le più difficili ed interessanti).
Nella parte alta protezioni molto più rade, facilmente integrabili, se se ne sente il bisogno (nella nostra ripetizione abbiamo aggiunto solo qualche cordino su alberello). Soste attrezzate nella parte bassa, di solito con uno spit normale ed uno spit artigianale con anello. Nella parte alta non sempre presenti ma facilmente attrezzabili su alberi. - Esposizione: est.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: stagione: autunno, inverno, primavera: la parete è molto assolata (evitare l'estate!). In inverno al sole dalle 9.00/9.30.
- Tempo salita: 4h00.
- Primi salitori: M. Brighente, D. Beltrame, C. Gotter, 2021.
- Riferimenti bibliografici: Leorato M., Confente C., Val D'adige Plaisir, Idea Montagna Edizioni, 2024.
- Relazione
- Lunghezza 1, 6a, 25 metri: si sale un primo facile tratto in placca cui segue un diedrino con un complicato spostamento a sinistra. Da qui per diedro leggermente obliquo a sx, più semplice, che si stringe sempre più fino a quando un evidente spit non segnala di traversare decisamente verso dx (non semplice) uscendo poco sopra alla sosta.
- Trasferimento per tracce di sentiero che salgono verso dx fino ad arrivare ad una gola, con sosta sul suo lato sinistro. Presenti detriti, attenzione a come ci si muove.
- Lunghezza 2, 6a+, 25/30 metri: si sale a dx rispetto alla sosta, per un muro a prima vista repulsivo, ma che è invece molto appigliato, con ottime prese e appoggi, abbastanza ripulito. Dopo un primo tratto verticale si traversa decisamente verso dx per alcuni metri e si prosegue poi in verticale per vago diedro fino alla sosta su cengetta con albero. Attenzione che non tutte le prese/appoggi sono solidi: verificare sempre. Bella lunghezza abbastanza continua.
- Lunghezza 3, 6a (passo) poi 6a, 20/25 metri: spostarsi a destra (spit), salire poi dritti (spit), spostarsi a destra (ottima presa) e con un passo delicato rientrare a sinistra (spit). Da qui le difficoltà descrescono, si prosegue in verticale fino alla sosta su cengetta con albero. Uscita in sosta non semplice.
- Lunghezza 4, 6a, 5c, 20 metri: dalla sosta spostarsi a destra e salire su un grosso macigno e poi verticale senza niente di particolare da segnalare. Da ultimo ci si sposta un po' a sinistra e si esce ad una cengetta con albero. Sosta da attrezzare su grossa clessidra e spit artigianale con anello.
- Lunghezza 5, III, 30 metri: salire in obliquo verso destra: cordone su alberello, più sopra uno spit non visibile dalla sosta. Senza particolari difficoltà si arriva alla comoda sosta.
- Lunghezza 6, 5c, poi 5a, 30/35 metri: un poco a destra si sale per placca compatta e vago diedro. Dopo i primi 4/5 metri le difficoltà descrescono decisamente. Sosta alla base di una placca.
- Lunghezza 7, 5a, poi III/II, 50 metri: dritti per placca di 4/5 metri (spit). La parete poi si abbatte e si esce su placche appoggiate. Sosta da attrezzare su un albero.
- Da quì sarebbe possibile uscire a sx per tracce: visibile qualche ometto, soluzione non verificata.
- Trasferimento: proseguire per tracce obliquando decisamente a dx fino alla base di un risalto ove sono visibili, tracciate in vernice rossa, le lettere "R" e "K". Più in alto è visibile un cordone su spuntone.
- Lunghezza 8, III, IV, 25 metri: salire un vago canalino (roccia delicata) fino ad una grossa pianta che si passa a dx per raggiungere il risalto successivo dove è visibile un chiodo rosso. Sosta poco sopra.
- Proseguire per qualche metro fino alla base del risalto successivo.
- Lunghezza 9, IV-, II, 50 metri: superare un primo muretto (chiodo) cui segue una successione di facili saltini che portano alla dorsale di vetta. Sosta da attrezzare su albero.
- Note: le prime lunghezze sono le più intressanti, molto bella in particolare la seconda. Parte alta poco significativa, ma tanto vale proseguire fino in cima.
- Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, da una ripetizione del 31 gennaio 2026 con Matteo Riva.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.