Val d'Adige, Gruppo del Corno D'Aquilio, Torre senza nome (toponimo proposto) - via Tastasal
Dettagli
- Accesso stradale: raggiungere la località Coste in Lessinia (altopiano che si trova sopra la Val d’Adige, sulla sinistra orografica). Si può arrivare agevolmente dalla strada che sale dal paese di Peri (provincia di Verona). Da Coste proseguire ancora brevemente fino al parcheggio denominato "Tommasi 2" (si trova in google maps https://maps.app.goo.gl/mEAgRZ5RwzKVrZyQA).
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Avvicinamento:
- Dal parcheggio prendere una strada asfaltata che sale a sinistra (palina con varie indicazioni, seguire il sentiero 234 – Corno d’Aquilio);
- proseguendo, si lascia la strada che svolta a destra e si prosegue dritto, passando per la proprietà dell’agriturismo Le Coste;
- si segue la strada sterrata, che poi diventa sentiero, fino ad una palina con indicazione a sinistra per il sentiero 250 – Rocca Pia. Continuare invece dritto per il sentiero 234 – Corno d’Aquilio;
- il sentiero 234 svolta a destra (cartello Riserva Naturale), va bene anche dritto per scalinata terrosa;
- si arriva ad un bivio, dove tenere la destra;
- si continua lungamente, in falsopiano leggermente in discesa, fino a quando il sentiero comincia a salire ripidamente;
- quando si arriva in prossimità di una barriera rocciosa, il sentiero piega a destra (muretto a secco). Abbandonare il sentiero e traversare invece a sinistra, seguendo una traccia circa orizzontale, che passa sempre in prossimità della fascia rocciosa;
- si arriva in breve a vedere la torre, che si trova poco prima della Parete dei Lavoratori (pilastro evidente e più alto dove sale la via Cotechino e Pearà).
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Attacco:
sulla destra della base della torre, sotto la direttiva di una fessura-lama. Presente un ometto ed un cordone su un albero, appena a destra.
Attacco GPS: 45°41'04.9"N 10°56'45.6"E
Posizione Maps: https://maps.app.goo.gl/aRxpZ5s1TXrDshsg7 -
Discesa:
in corda doppia:
- dalla cima scendere a S3 assicurati o con una brevissima doppia;
- da S3, con una doppia di circa 50 metri si arriva alla base della parete, vicino all’attacco della via.
- Difficoltà: VIII (VI+ e A0/A1). Proteggibilità: R2, utilizzando friend e nut.
- Sviluppo: circa 70 metri.
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Attrezzatura:
soste attrezzate su due fix da 10mm (S2 e S3 hanno uno dei due fix con anello, e fix collegati con cordone), in vetta la sosta è su cordone su grosso masso.
Nei tiri materiale presente quasi nullo, solo pochissimi chiodi (vedere relazione).
Utili due serie di friend fino al n°3 BD (per L1, se ci si vuole proteggere bene, mentre per la parte restante basta una serie), una serie di nut.
Martello e chiodi non indispensabili, ma potrebbero tornare utili. - Esposizione: ovest.
- Tipo di roccia: calcare, dolomia, a tratti ottima ma con zone dove prestare attenzione per blocchi instabili e prese da verificare. Terreno alpinistico.
- Periodo consigliato: fine primavera, estate, autunno.
- Tempo salita: In apertura circa 3h00.
- Primi salitori: Alessandro Ceriani, Walter Polidori, Gianmaria Romanò, Said Taghipour, New Rocks team, 02/05/2026.
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Riferimenti bibliografici:
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Una via che si trova sul grande ed evidente spigolone visibile dall’autostrada del Brennero, posto più in basso rispetto alla via relazionata: Dulcis in Fundo, Parete Incantata, di N. Tondini - A. Mangano - C. Cuoghi, del 1996. Si veda: http://www.oltrelavetta.com/alpi-e-prealpi-oreintali/valle-delladige/dulcis-in-fundocorno-daquilio/ e Arrampicare in Val d’Adige – Monte Cimo.
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Via Oltre i Confini del Pensiero alla Parete Bahador, che si trova di fianco, a destra, rispetto alla Parete Incantata. Si veda: Val d'Adige, Gruppo del Corno D'Aquilio, Parete Bahador (toponimo proposto) - vie I Confini del Pensiero, Oltre i Confini del Pensiero - Scuola Guido Della Torre
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Via Cotechino e Pearà, che si trova poco più avanti della Torre senza nome. Si veda: https://www.scuolaguidodellatorre.it/relazioni/val-d-adige-gruppo-del-corno-d-aquilio-parete-dei-lavoratori-toponimo-proposto-via-cotechino-e-peara/954/
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Sulla stessa torre salgono le vie Lessinia Crack e Fessur-INA.
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- Relazione
- Lunghezza 1, VI+, VIII, oppure VI+ e A0/A1, 20 metri: salire un gradone a destra della fessura, quindi prendere la fessura e salirla (un chiodo). La fessura poi si stringe e diventa più difficile. Seguirla e uscire su gradini erbosi (un chiodo al termine della fessura). Sosta (scomoda) subito davanti, alla base di un diedro.
- Lunghezza 2, V+, 20 metri: traversare a sinistra (un chiodo), passare sotto un diedro e traversare ancora fino ad un altro diedro. Salire nel diedro, con buona roccia. Quando diventa difficile, traversare a destra (delicato) e salire per muretti fessurati e rotti, nei pressi di un diedro (un chiodo con cordone al termine del diedro). Si esce a sinistra su una comoda cengia, dove si sosta.
- Lunghezza 3, VI, passo VI+, V, 20 metri: salire sopra la sosta, seguendo una fessura ed una lama sulla destra. Al termine della fessura (un chiodo) si traversa a sinistra su roccia rotta (attenzione) e si sale per saltini al bel ripiano dell’anticima, dove si sosta. Libro di via in una spaccatura alla base del muretto di sosta, sotto un ometto.
- Lunghezza 4, IV, 10 metri: se si vuole arrivare sulla vera cima (consigliato), salire il muretto sopra la sosta e poi doppiare lo spigolo di destra, arrivando ad una zona più facile, che porta in vetta. Sosta su cordone intorno ad un grosso masso.
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Note:
bella via trad, da proteggere a friend! È molto breve purtroppo, ma alcuni tratti sono davvero belli.
Il posto merita una visita, e vale la pena salire fino alla cima vera e propria della torre, per il panorama incredibile sulla Val d’Adige.
In alternativa, può essere salito solo il I tiro come monotiro trad (ma occorre collegare i due fix, e serve una maglia rapida, perché non c’è anello di calata).
Dopo la salita si consiglia una tappa all’home restaurant Caffè ale Coste, di Righetti Nicoletta, ottimo per i piatti tipici veronesi e per l’ospitalità (tel. 347 152 4890). Arrivando dalla via, si trova poco prima del parcheggio Tommasi 2, sulla sinistra (indicazione).
Un bell'articolo Walter su questa apertura: La Torre senza nome. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, dalla salita di apertura del 2 maggio 2026.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.