Val d'Adige, Tessari, Monte Cordespino, Roda del Canal - via della Livera
Dettagli
- Accesso stradale: da Affi (raggiungibile dall’autostrada del Brennero o da Peschiera del Garda), nei pressi della rotonda all’uscita dell’autostrada, seguire le indicazioni per il paese di Brentino. Prima di arrivare a Brentino, seguire l’indicazione per il piccolo abitato di Tessari. Giunti sul ponte che passa sopra l’autostrada, svoltare a sinistra al termine della strada (evitando precedenti deviazioni) arrivando così a comodo parcheggio.
- Avvicinamento: a sinistra (faccia a monte) del parcheggio principale di Tessari, imboccare il sentiero che passa tra le vigne fino ad arrivare ad una sbarra. Continuare per circa 100 metri costeggiando il canale e poi rientrare nella zona alberata.
- Attacco: scritta rossa alla base della via.
- Discesa: dal termine della via per tracce raggiungendo il sentiero tenere la destra. Giungere sino alla palina e seguire le indicazioni per "Castel Presina – Madonna della Corona". Continuare sul sentiero ignorando eventuali deviazioni e giungere ad una seconda palina. Scendere verso destra e seguire i tornanti che portano sino al parcheggio principale di Tessairi.
- Difficoltà: 6a. Proteggibilità: RS1.
- Sviluppo: 100 metri per 4 lunghezze.
- Attrezzatura: via attrezzata con spit, utili cordini.
- Esposizione: est.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: autunno, inverno, primavera.
- Tempo salita: 1h30.
- Primi salitori: M. Brighente, D. Dal Cerè, 2016.
- Riferimenti bibliografici: Leorato M., Confente C., Val d'Adige Plaisir, Idea Montagna, Luglio 2024.
- Relazione
- Lunghezza 1, 6a, 25 metri: salire al di sopra della scritta (in rosso) da dove è ben visibile il primo spit, passando tra la roccia e il grande albero alla sua destra. Sfruttando ottimi appoggi per i piedi, traversare la placca verso destra per qualche metro restando al di sotto di una sporgenza (5b), al termine della quale della quale si prosegue con un passo in verticale sfruttando buchini per le mani (5c). Traversare quindi a sinistra (6A). Risalire ancora in diagonale verso destra fino alla sosta. È consigliabile allungare le protezioni nei cambi di direzione. Sosta su spit da collegare.
- Lunghezza 2, 5b, 18 metri: salire subito sopra la sosta con passi molto semplici sino a raggiungere un piccolo terrazzo da dove sono ben visibili due spit. Da qui seguono passi leggermente aggettanti ma con ottime mani e ottimi appoggi e ottimamente protetta. Poi segue un terreno più facili (III) e protetti solo con cordoni, ma facilmente integrabile. Sosta su spit e anello da collegare. La relazioen del riferimento bibliografico indicato riporta 6a, ma la nostra valutazione è 5b.
- Lunghezza 3, 5a, 20 metri: in verticale sopra la sosta con facili movimenti (prestare molta attenzione a rocce poco stabili), poi per muretto più verticale sino alla sosta. Di qui è consigliato fare sicura per poi giungere alla base della parete posta pochi metri più in alto. Alla base della parete è presente ancora il nome della via in rosso.
- Lunghezza 4, 5a, 30 metri: salire in verticale su roccia non sempre stabile. La linea del tiro è decisamente verticale. Tenendosi leggermente sulla destra (in direzione di un alberello) e sfruttando un accennato spigolo si possono trovare ottimi appigli e appoggi. Rientrare pochi passi verso sinistra e continuare sino in sosta.
- Aggiornamento: relazione a cura di Gennara Jenny Masciale, da una ripetizione del 26 aprile 2026 con Rebecca Antinori.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.