Val d'Ossola, zona del Pilastro Corsini (m.600) - via Churri ca chiove
Dettagli
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Accesso stradale:
dalla strada statale 33 del Sempione uscire per la Val Formazza (indicazioni "Crodo - Valle Antigorio - Valle Formazza"). Seguire poi le indicazioni per Oira e Pontemaglio, e, al bivio successivo, svoltare a dx (indicazione "Formazza") raggiungendo Pontemaglio. Superare una galleria scavata nella roccia viva e, poco dopo, girare a dx su ponte che attraversa il fiume, parcheggiando subito a sx (spiazzo con gru).
Esiste un accesso alternativo che prevede di rimanere sulla strada per la Val Formazza, senza seguire le indicazioni per Oira e Pontemaglio. Superata una galleria, si prosegue per qualche centinaio di metri fino ad individuare sulla sx della strada una attività di produzione di marmi e graniti.
Ritornando indietro di poche decine di metri dovrebbe essere possibile parcheggiare in zona e scendere a dx al fiume, guadandolo su una strada cementata in cui l'acqua passa sotto e anche sopra a seconda della portata del fiume. Valutare se effettuare il guado o se sfruttare la precedente indicazione, che allunga l'avvicinamento a piedi di circa 10 minuti. -
Avvicinamento:
se si è seguito il primo accesso descritto, occorre proseguire a piedi per la strada sterrata, chiusa da una sbarra. Dopo un po' (circa 10 minuti) la sterrata ritorna verso il fiume, aggirando una cascina in parte abbandonata. Qui è visibile il guado cementato descritto nel secondo accesso, e da qui il percorso è comune.
Lasciare la sterrata andando verso la cascina, attraversare i prati alla sua sx dirigendosi verso il bosco, in corrispondenza di una costruzione semidiroccata al limitare del bosco, sul cui muro sono evidenti tre bolli rossi: lì comincia il sentiero di avvicinamento.
Seguire con attenzione il sentiero, marcato da numerosi bolli rossi (di solito a gruppi di tre) spesso un po' sbiaditi o poco visibili e da svariati ometti. Nella prima parte dell'avvicinamento si incrociano numerosi sentierini, ed è quindi facile sbagliare. Se non trovate un bollo rosso entro cinquanta metri
dal precedente avete probabilmente sbagliato sentiero: ritornate all'ultima indicazione, e verificate il percorso da lì.
Nella salita si supera un breve tratto di ferrata (dei gradini nella roccia) e si passa alla base di un traliccio dell'alta tensione. Dal traliccio si sale a dx (bolli e strisce).
Ad un certo punto il sentiero arriva ad un bivio dove, sulla roccia, sono riportati con scritte gialle i nomi delle vie (Churri Ca Chiove, Le bionde trecce).
Si prosegue quindi verso dx con vari saliscendi e un'ultima discesa che porta a superare un torrentello a conduce all'attacco della via. Circa 10' dalle scritte gialle, complessivamente 1h00, calcolare 10 minuti in meno se si sceglie l'accesso con guado. - Attacco: evidente scritta alla base della via.
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Discesa:
a corde doppie sulla via, le prime due si possono unire in un'unica calata. Ritornati all'attacco si segue a ritroso il sentiero di accesso.
Scendendo, ad un bivio, abbiamo trovato un altro sentiero, meglio segnato di quello descritto (bolli e strisce di vernice) che scende verso dx (anzichè sx) e arriva comunque nel bosco al limitare del prato. Probabilmente si può utilizzare anche come sentiero di accesso, ed è tracciato un po' meglio dell'accesso sopra descritto. - Difficoltà: 6b (6a e A0).
- Sviluppo: circa 260 metri.
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Attrezzatura:
mezze corde, sedici rinvi, protezioni veloci inutili (non sarebbero utilizzabili).
Tutti i tiri sono lunghi tra i 30 e 40 metri. Tutte le soste sono attrezzate con due spit collegati da catena o arnese di metallo con anello per la calata, tranne la penultima, che in calata si può saltare. - Esposizione: sud-ovest.
- Tipo di roccia: gneiss con ottimo grip.
- Periodo consigliato: autunno, inverno, primavera. Ad inizio dicembre la parete è al sole dalle 10.00 alle 15.00, proseguendo nella stagione il sole arriva un po' più tardi.
- Tempo salita: 3h00.
- Primi salitori: Paolo Stroppini & co., 2007.
- Relazione
- La descrizione della via è necessariamente sommaria: il percorso è chiaramente indicato dai numerosi spit, e per lunghi tratti è molto uniforme (placca) senza caratteristiche particolarmente distintive.
- Lunghezza 1, 6a: risalire un vago diedro (facile) arrivando quasi alla base di un muro verticale dove si nota a dx una sosta su due anelli, da ignorare: appartiene alla via "I guardiani dell'Ossola". La nostra via sale invece verso sx per cengia obliqua e per tre successivi risalti. Dopo il primo, il secondo si sale più facilmente di quanto potrebbe sembrare grazie a delle sottili lame/maniglie. Il terzo risalto permette poi di salire in obliquo a sx per cengette raggiungendo la sosta (chiodatura un po' lunga in quest'ultimo tratto).
- Lunghezza 2, 6b: salire verso dx superando un primo risalto e poi un altro. Da qui a sx per placca, a tratti lavorata, con passi delicati fino alla sosta. Tiro vario, non solo placca.
- Lunghezza 3, 6b: lunghezza quasi completamente in placca, che viene salita cercando i punti più deboli. Circa a metà si supera un bel tratto su cristalli bianchi.
- Lunghezza 4, 6a: primo tratto semplice, fino ad un risalto che si sale a sx di un alberello, tratto in placca ed altro risalto.
- Lunghezza 5, 5b: lunghezza più semplice della precedente. Punto caratteristico il superamento di un risalto verso dx, che permette di raggiungere un altro sistema di placche. Arrivando in sosta si notano sulla dx gli spit della via "I guardiani dell'Ossola".
- Lunghezza 6, 3c: lunghezza di raccordo che conduce in breve ad un'ampia cengia boscosa alla base del risalto successivo.
- Lunghezza 7, 6a: dritti in placca via via più ripida, eventualmente più semplice spostandosi un poco a sx e poi rientrando a dx.
- Lunghezza 8, 4c: ultima lunghezza, semplice, per placchette fino alla sosta finale.
- Note: bella via su roccia ottima, quasi interamente in placca. Chiodatura buona a spit, è comunque un tipo di arrampicata abbastanza tecnico che richiede un minimo di abitudine.
- Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi e Angelo Baldizzone da una ripetizione dell'8 dicembre 2024.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.