Val Vedrano - cascata Anima fragile

Val Vedrano - cascata Anima fragile

Dettagli

  • Accesso stradale: da Morbegno salire in direzione della Val Gerola, una volta raggiunta Gerola Alta prendere la strada che porta all’abitato di Laveggiolo. Presenti parcheggi a fine della strada.
  • Avvicinamento: partire dal parcheggio e  percorrere la strada carrabile che si inoltra nella valle. Arrivati ad un ponte di legno, attraversare il fiume ed abbandonare la strada carrabile seguendo il sentiero estivo che costeggia il torrente. Fin da subito sono visibili la Cascata Centrale in fondo alla valle e la Sogno di Giaro sul versante sinistro, Anima fragile rimane invece nascosta. Proseguire fin quasi a raggiungere la cascata centrale fin quando sarà necessario salire il pendio sulla sinistra per raggiungere l’ora evidente attacco. (1h15)
  • Attacco: la via originale parte dall’evidente colata di ghiaccio alla base dei un canale che solca tutto il monte Piazzo, noi siamo riusciti ad aggiungere un saltino di ghiaccio/misto partendo dalla bastionata sotto l’attacco originale. (Vedi traccia gps: scaricare il file e rinominare eliminando l'estensione .txt)
  • Discesa: dalla cima seguire il filo di cresta fino a raggiungere la croce del monte Piazzo. Da qui scendere per sentiero sul versante opposto fino a raggiungere la strada carrozzabile che riporta al ponte di legno incontrato durante l’avvicinamento.
  • Difficoltà: WI 4/M4/III.
  • Sviluppo: circa 150 metri su ghiaccio misto/circa 500m di canale.
  • Attrezzatura: due corde da almeno 60 metri, meglio 70, chiodi da ghiaccio, una scelta di friend e cordoni, in via non c’è nulla.
  • Esposizione: nord-ovest.
  • Tempo salita: 4h00/5h00.
  • Primi salitori: Cristian Cinghio Candiotto, 2017.
  • Riferimenti bibliografici: https://www.guidaalpinacinghio.it
  • Relazione
  • Lunghezza 0, 80 metri: zoccolo basso: salire la goulottina che in circa 15 metri porta su un pendio sotto l'accacco vero e proprio, possibilità di fare subito sosta, noi abbiamo optato per salire questa lunghezza in conserva e di raggiungere con circa 80 metri l'attacco.
  • Lunghezza 1, 50 metri: attaccare la guolotte sulla sinistra, prima facile poi breve muro verticale e risalti più facili fino a raggiungere un punto più adagiato alla base di un altro salto. Sosta su ghiaccio.
  • Lunghezza 2, 20 metri: attaccare il salto quasi verticale e raggiungere la base di un altro salto. Sosta su ghiaccio. Possibile percorrere le prime due lunghezze con un tiro unico, ma costringe il secondo a fare dei metri in conserva su difficoltà facili.
  • Lunghezza 3, 35 metri: nuovo salto quasi verticale più ampio prima che il canale diventi più stretto con altri saltini più incassati. Possibilità di fare sosta su punti più adagiati.
  • Lunghezza 4, 35/40 metri: altri saltini divertenti e sinuosi all'interno del canale fino alla fine del ghiaccio. Sosta su ghiaccio o più avanti su piccoli alberi. Anche qui è possibile concatenare le due lunghezze ma con dei passaggi facili in conserva.
  • A questo punto le difficoltà su ghiaccio sono finite, si prosegue per canale a 40°/45° fino ad arrivare ad uno sperone di roccia. Traversare verso destra (faccia a monte) circa 100 metri, intercettare lo sperone che con un paio di passaggi di misto/toppe d'erba consente di raggiungere il filo di cresta (non continuare nel canale). Proseguire sul filo di cresta fino a raggiungere la vetta. Possibili cornici.
  • Note: bella linea selvaggia che sale l’evidente canale che solca la parete. 
    Salita la prima volta da Cristian Cinghio Candiotto (2017)  in freesolo in 2h15. 
    Chiamata Anima Fraglie in quanto durante l’apertura le condizioni erano molto magre.
    Riporto qui sotto la relazione orinale di Cinghio:
    • L1 50m 80°/90° M4 X: placca verticale con passaggi di ghiaccio e misto aleatori.
    • L2 50m 80° pass.a 90° M4
    • L3 50m 80° pass.a 90°
    • L4 50m passaggio a 90° poi si appoggia fino a divenire canale.
    • L5/L6/L7: ora si percorrono 150 metri di canale a 40° fino ad intercettare lo sperone di roccia che permette di accedere alla cresta finale.
    • L8 50m passaggi di 2°/3° su buona roccia fino alla cresta sommitale. Ora in conserva si segue la cresta senza difficoltà’ che in circa 100 metri porta alla fine della via.
    ATTENZIONE: noi l’abbiamo salita in un inverno con un freddo eccezionale, in inverni normali potrebbe costringere a passi di misto. Attenzione anche alla quantità di neve che si può trovare nel canale e agli accumuli.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Stefano Caravà, da una ripetizione del 10 gennaio 2026 con Alessandro Ceriani , Paolo Morelli e Marco Russo.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.