Valle del Sarca, Colodri (m.398) - via Charlie Chaplin
Dettagli
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Accesso stradale:
autostrada MI-VE, a VR prendere per il Brennero e poi uscire a Rovereto sud. Continuare per Mori-Arco di Trento. In alternativa si può arrivare anche dalla strada Gardesana Ovest che porta a Riva del Garda e da lì ad Arco.
Provenendo dalla zona di Trento, si utilizza la strada che collega Trento alla Valle del Sarca.
Ad Arco passare di fronte all’entrata pedonale del centro (la si trova subito di fronte dopo aver attraversato un ponte) e andare a destra, passando davanti al grosso parcheggio pubblico. Si tratta della piccola strada secondaria che collega Arco a Ceniga.
Si continua sulla strada che passa sotto alla parete del Colodri, dove c'è un campeggio sulla destra, proprio di fronte alla partenza del sentiero che sale verso il Colodri ed indica la Ferrata. Parcheggiare in questa zona, dove possibile. - Avvicinamento: si sale per sentiero che arriva alla ferrata. Seguirla facilmente, verso destra. Poco dopo, la ferrata piega nettamente a sinistra, con un traverso su una lista rocciosa. Questo è il nuovo tratto della ferrata. Occorre abbandonarla, NON andare a sinistra, ma seguire le tracce della vecchia ferrata verso destra (si vedono le rocce biancastre ripulite dove si passava). Conviene fare un tiro di corda, assicurandosi ai vecchi fittoni presenti. Si traversa indicativamente poco sopra la base del grosso grottone che caratterizza la parete Sud del Colodri. Seguire una labile traccia nel ripido prato (attenzione), fino ad arrivare alla parete, circa 50 metri più a monte del grottone. (0h20)
- Attacco: in corrispondenza di un albero con cordone e fix su una roccia, poco a sinistra del diedro che caratterizza la via.
- Discesa: dirigersi verso la parte opposta a quella di uscita, trovando subito il sentiero di discesa, che va a sinistra (a destra si può raggiungere, vicina, la croce di vetta). Si segue verso sinistra, trovando segni e tracce su roccette, fino ad arrivare all'attacco superiore della via ferrata, che va scesa per tornare alla strada di partenza. (0h30)
- Difficoltà: VII+ (VI+ e A0). Proteggibilità: R3.
- Sviluppo: circa 185 metri.
- Attrezzatura: in via chiodi e cordoni, a zone vicini, in altre distanziati. Qualche breve tratto con proteggibilità un po' lunga. Soste attrezzate genericamente con uno o più fix, di cui uno con anello, alcune volte abbinati a chiodi/cordoni. Conviene portare una serie di friend fino al n° 3BD, raddoppiando i numeri 0,75, 1, 2. Ben utilizzabile anche il n°4 BD.
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: ottimo calcare, ma a zone fare attenzione.
- Periodo consigliato: fattibile tutto l’anno, ma in estate fa troppo caldo e in inverno occorre evitare le giornate con vento freddo.
- Tempo salita: 3h30.
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Primi salitori:
M. Giordani, F. Zenatti, 1984.
Pulizia e sistemazione soste nel 2021, da parte di Heinz Grill, Barbara Holzer, Martin Heiss, con variante dopo L2, per evitare una zona erbosa. - Riferimenti bibliografici: https://www.arrampicata-arco.com/via-charlie-chaplin.html
- Relazione
- Lunghezza 1, VII+ o A0, VI+, 40 metri: salire verso un cordino visibile, su gradoni. Ci si sposta a destra e si sale un muro compatto (diversi chiodi, possibile A0), raggiungendo una larga fessura-lama. Salire per tutta la lunghezza della fessura. Appena prima del suo termine, traversare a destra e raggiungere la sosta, su tre fix.
- Lunghezza 2, VI+, 45 metri: traversare a destra raggiungendo un'altra fessura, da salire in parte in dulfer. Si raggiunge uno strapiombino che si contorna a sinistra e si sale poi un diedro strapiombante. Al suo termine, su pulpito erboso a destra, si trova la sosta della Via del Bepi (2 fix), eventualmente utilizzabile (breve zona friabile per raggiungerla). Si continua invece seguendo una fessura larga e poi su gradoni più semplici, fino alla sosta su un fix con anello. Se si fa sosta sulla Via del Bepi, è possibile poi finire L2 e concatenare L3.
- Lunghezza 3, VI, 20 metri: la via originale raggiungeva la sosta 4 passando a destra, per zona erbosa. La variante di Grill qui descritta evita quella zona. Salire sopra la sosta fin sotto un tettino (cordino). Traversare a sinistra, sotto di esso, e salire ad un gradone. Continuare su stupenda lama (presente un nut incastrato), fino ad una piccola cengia con la sosta, su un fix con anello.
- Lunghezza 4, VI, V, 20 metri: salire il muretto a destra della sosta (delicato) e continuare su diedrino inclinato, fino ad una bella placca che porta alla sosta, su chiodo e fix.
- Lunghezza 5, VI, 20 metri: salire il diedro sopra la sosta, delicato e con passi obbligati (poco proteggibile), poi diventa un po' più facile. Sosta su chiodo e fix.
- Lunghezza 6, VII+ o A0, VI+, 25 metri: su per il bellissimo diedro a sinistra della sosta. Un breve traversino a sinistra costituisce il punto più difficile della lunghezza. Si continua su buone prese, con arrampicata atletica, uscendo a sinistra alla sosta su cordone e fix.
- Lunghezza 7, VI-, 15 metri: seguire il breve camino sopra la sosta, uscendo su roccia appoggiata e ricca di clessidre e rigole, sosta su clessidra con cordoni.
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Note:
la lunghezza dei tiri è indicativa.
Bellissima via, alpinistica e continua, con una linea molto estetica. Per salirla occorre sapere utilizzare bene le protezioni veloci e avere un buon VI+ alpinistico assodato. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, ripetizione del 9 novembre 2024 con Max Garavaglia.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.