Valle del Sarca, Monte Casale, Punta Silvia - via Il gioco e l'uomo

Valle del Sarca, Monte Casale, Punta Silvia - via Il gioco e l'uomo

Dettagli

  • Accesso stradale: autostrada MI-VE, a VR prendere per il Brennero e poi uscire a Rovereto sud. Continuare per Mori-Arco di Trento. In alternativa si può arrivare anche dalla strada Gardesana Ovest che porta a Riva del Garda e da lì ad Arco.
    Provenendo dalla zona di Trento, si utilizza la strada che collega Trento alla Valle del Sarca.
    Sulla statale Arco-Trento, procedendo verso Sarche:
    • opzione 1: subito dopo il paese di Pietramurata individuare sulla destra un ingrosso di frutta e verdura (grosso capannone). Parcheggiare subito prima a destra, in un parcheggio di fronte a dei negozi e ad un bar. Soluzione comoda per il parcheggio, ma più distante;
    • opzione 2: proseguire ulteriormente verso Sarche. Appena la strada svolta nettamente a destra per passare sul fiume Sarca, andare invece dritto in una strada sterrata. Poco dopo parcheggiare, prima del cartello di divieto di transito.
  • Avvicinamento: dal parcheggio dell'opzione 2, proseguire a piedi fino ad individuare un evidente ometto sulla sinistra, che indica una traccia. Seguirla in salita (ripido), fino ad arrivare alle prime rocce. Andare verso sinistra, trovando ometti e bolli rossi. Si seguono, si utilizza una corda fissa, e verso destra si seguono altri ometti su roccette facili, che portano ad una ultima corda fissa in una vago canale, al termine della quale si arriva alla parete. (0h40)
  • Attacco: in corrispondenza di un fix con anello, dove si trova anche il nome della via. Più a destra attacca una via sportiva.
  • Discesa: usciti dalla via non andare a sinistra in un canale, dove si vede un cordone sul lato opposto, ma scendere il facile pendio verso nord (direzione opposta a quella di uscita). Appena diventa facile, traversare a sinistra raggiungendo un bosco. Non perdere quota, ma continuare a traversare in piano, in direzione del muro della evidente falesia che si vede (falesia Terre alte). Dopo un primo tratto, si trovano diversi ometti che portano alla falesia. Ora seguire il sentiero di discesa che la costeggia, fino ad arrivare alla strada asfaltata che scende da Madonna di Campiglio verso Sarche. Attraversare un prato nei pressi di un parcheggio sul grande tornante, attraversare il tornante trovando una palina di sentiero sul lato opposto, dopo il guard rail. Il sentiero porta ad un piccolo borgo (attenzione, alla data della ripetizione il sentiero era in parte chiuso per lavori, fare attenzione nel passare). Andare verso destra ed entrare in una strada sterrata tra i vigneti. Alla fine del sentiero ci si trova sulla strada per Arco ed in breve alla macchina. (1h00)
  • Difficoltà: VII (VI+ e A0). Proteggibilità: R3, qualche zona R4.
  • Sviluppo: circa 335 metri.
  • Attrezzatura: soste attrezzate sempre con un fix e chiodi/clessidre/alberi. In qualche caso un solo fix. Nei tiri qualche raro fix, chiodi, cordini in clessidra, cordoni con nodo incastrato.
    Portare una serie di friend fino al n° 3 BD, compresi i micro (n°4 BD non indispensabile ma utile). Martello e qualche chiodo non necessari, ma meglio averli per sicurezza e se ci si vuole proteggere ulteriormente in qualche punto.
  • Esposizione: sud-est.
  • Tipo di roccia: calcare. Diversi tratti con blocchi e appigli da verificare. Qualche zona con roccia ottima.
  • Periodo consigliato: fattibile tutto l’anno, ma in estate fa troppo caldo e in inverno occorre evitare le giornate con vento freddo.
  • Tempo salita: 6h00.
  • Primi salitori: Simon Heiss, agosto 2025.
  • Riferimenti bibliografici: https://www.arrampicata-arco.com/via-il-gioco-e-l-uomo.html
  • Relazione
  • Lunghezza 1, V, 20 metri: dal fix di partenza salire un muretto a sinistra e seguire una lista piatta rocciosa che va a sinistra, fino alla sosta su fix con anello e chiodo.
  • Lunghezza 2, VII-, 30 metri: salire un muro verticale ma articolato sopra la sosta, quindi spostarsi a destra e salire un diedrino che porta ad un muretto compatto. Salirlo ed uscire a destra. Ora salire in un diedro fino alla sosta.
  • Lunghezza 3, VI+, IV, 35 metri: su diedro e fessure e muretti, a sinistra della sosta, fino ad un caratteristico pilastrino. Salirci sopra e superare un tratto più compatto, uscendo alla sosta (VI+ max). Conviene proseguire a sinistra, in orizzontale, fino alla sosta successiva, su fix con anello e chiodo (IV)
  • Lunghezza 4, VI, 25 metri: salire un diedro (attenzione ad un blocco instabile), quindi traversare a sinistra sotto una vaga orecchia, salendo poi alla sosta.
  • Lunghezza 5, V, VI-, 25 metri: salire uno speroncino ripulito, quindi continuare su rocce ripulite ma delicate salendo leggermente verso destra. Si arriva ad un muretto inciso da una fessura dove salire, per arrivare alla sosta su fix con anello, a cui si può aggiungere un albero poco distante a sinistra. Attenzione: lunghezza poco protetta e poco proteggibile.
  • Lunghezza 6, VI, 30 metri: salire un bel diedro con dei blocchi.
  • Lunghezza 7, V+, III, 35 metri: salire contornando a sinistra un evidente tetto. Continuare su fessure, fino ad una sosta (V+). Conviene continuare, salendo una breve zona terrosa e poi traversando nettamente a sinistra, raggiungendo la sosta successiva, sotto un bel muro grigio, sosta su un fix con anello.
  • Lunghezza 8, VI+, A0, 25 metri: salire una bella lama (sasso incastrato con cordino), quindi spostarsi a sinistra e salire un tratto compatto (protezione alta, utili dadi e friend, ma non facile da proteggere). Ancora leggermente a sinistra, si supera un muro che porta ad un diedro ad arco, da seguire. Si esce leggermente a sinistra, per andare poi a destra alla sosta.
  • Lunghezza 9, A0, VI+, 25 metri: traversare a destra su muro compatto, in leggera discesa. Traversare ancora e poi salire, fino ad una zona più rotta. Qui traversare a destra per raggiungere un vago diedro. Salirlo, raggiungendo la sosta, su un fix con anello, a cui si può aggiungere un cordino un po' più in alto a sinistra.
  • Lunghezza 10, VI-, 25 metri: rinviare un cordino leggermente alto, quindi stare bassi e traversare a sinistra. Salire su rocce articolate e raggiungere uno strapiombino, da superare. Continuare su bel muro con fessurine, quindi traversare a sinistra, doppiare uno spigolino e salire alla sosta.
  • Lunghezza 11, V+, 25 metri: su per diedro ripulito, per poi spostarsi nel diedro a destra. Salire fino al suo termine, quindi continuare per placca in obliquo verso sinistra. Sosta su un fix con anello. Attenzione: lunghezza poco protetta e poco proteggibile.
  • Lunghezza 12, VI+, 35 metri: salire verso sinistra, su blocchi, fino a raggiungere il diedro finale. Salirlo, con bella arrampicata, fin sotto un tettino. Continuare a sinistra, seguendo sempre il diedro, che termina direttamente sul piano sommitale. Si trova un cordone su masso, possibile fare sosta anche su altri grossi blocchi. Libro di via sotto un piccolo ometto, davanti all'uscita.
  • Note: via impegnativa e con roccia da verificare. La linea è molto bella, e alcune lunghezze sono belle, impegnative e su roccia compatta, ma altre risultano “delicate”, dove occorre procedere con cautela. Chiodatura spesso distante e non sempre integrabile. Da affrontare con una buona esperienza alpinistica.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori , ripetizione del 28 marzo 2026 con Alessandro Pelo Pelanda e la cordata Max Garavaglia–Said Taghipour.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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