Valle Dell'Orco, Torre Di Aimonin (m.1345) - via dello Spigolo
Dettagli
- Accesso stradale: dall’uscita dell’autostrada A4 seguire per Ceresole Reale, risalire tutta la valle Orco fino a Noasca. Arrivati alla piazzetta con il monumento ai caduti (c.a. hotel Gran Paradiso) superare il ponte sul torrente Orco e parcheggiare sulla destra. Non lasciate la macchina nel parcheggio dell’albergo in quanto è a disco orario.
- Avvicinamento: tornare indietro e passare dietro la chiesa, seguendo il sentiero sulla destra della cascata, in breve prendere la deviazione a destra per la Torre di Aimonin (palina in loco) e seguire il sentiero dapprima ripido, poi più tranquillo fino alla base della parete. (0h30)
- Attacco: la via attacca in comune con Pesce d’Aprile, alla base dello spigolo a sinistra.
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Discesa:
con corde da 60 metri in doppia sulla via:
- da s6 in obliquo con 45 metri a s5;
- da s5 con 40 metri a s2;
- da s2 con 40 metri a terra.
- Difficoltà: VI+, o VI e A0.
- Sviluppo: 150 metri.
- Attrezzatura: soste a spit attrezzate per calata (ad esclusione di s1). In via pochissimi chiodi. Necessari 10 rinvii, di cui qualcuno da 60 cm per allungare bene le protezioni, friend BD C4 dallo 0.3 al 3, utilissimo un 6 per proteggersi su L5.
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: gneiss granitoide.
- Periodo consigliato: autunno, inverno, primavera.
- Tempo salita: 2h30.
- Primi salitori: Alberto Re ed Aldo Bonino nel maggio del 1973.
- Relazione
- Lunghezza 1, IV+, 40 metri: lunghezza in parte in comune con la via Pesce D'Aprile. Risalire la facile rampa da sinistra a destra, ignorare la sosta su due golfari e superare il diedro ben appigliato, una volta usciti sulla sosta di Pesce, continuare al di sopra in verticale e deviare infine a sinistra su una facile placca. Sosta su due golfari da collegare.
- Lunghezza 2, IV+, 20 metri: obliquare a destra verso un diedro fessurato (presenti due chiodi) risalirlo e uscire su una grossa cengia. Consiglio di sostare qui per ridurre gli attriti e spezzare il tiro (sosta su due fix della via "Tutto si farà").
- Lunghezza 3, II+, 15 metri: dalla sosta obliquare a sinistra per una fessura piena di vegetazione fino a raggiungere una sosta con due fix collegati.
- Lunghezza 4, VI+, 25 metri: dalla sosta obliquare a destra per terreno più facile fin sotto ad una placca con uno spit, al di sotto di un tetto fessurato. Superare la placca ed affrontare il tetto passando per la fessurina sulla sinistra (chiodi). Da qui uscire per placca fino alla sosta dentro il grottino. In alternativa è possibile salire la fessura sulla destra con dei movimenti ad incastro e protezioni tradizionali.
- Lunghezza 5, V+, 25 metri: uscire dal grottino con movimenti atletici e continuare per la larga fessura al di fuori (utile friend n 6 BD) affrontandola direttamente con tecnica off-width o esternamente, quando questa devia a sinistra si può seguirla (ipotesi non verificata) o continuare dritti per fessura più piccola (incastri di mano) fino ad una cengia. Raggiunta la cengia traversa a sinistra fino alla sosta.
- Lunghezza 6, VI, 50 metri: superare il muro sopra la sosta (spit) con movimenti delicati e rimontare su un terrazzino. Uscire tramite un piccolo diedro (soste intermedia, tre fix) e continuare nel diedro fessurato sulla sinistra. Arrivati alla base di un diedrino con segno blu si più affrontarlo direttamente o per la placca a destra (fix). Usciti da questo passaggio obliquare verso destra per placche più semplici, ma improteggibili, fino alla sosta finale (due fix con anello di calata, da cui parte una fissa che porta alla sommità della struttura).
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Note:
via alternativa alla ben più famosa e frequentata Pesce d’aprile, rispetto a questa propone difficoltà più alte, ma meno continue. Molto bella L5, per via dell’uscita dalla grotta e la grossa fessura. Rispetto alle altre relazioni online abbiamo preferito spezzare in due il secondo tiro per via del forte attrito delle corde, nonostante avessimo messo solo due protezioni allungate e sfalsato le corde.
Finita la via consigliato fare assolutamente il giro sul sentiero della cascata. - Aggiornamento: relazione a cura di Pietro Ceriani e Claudia Cattaneo da un’ascensione effettuata il 30 settembre 2023.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.