Valle Stretta, Parete dei Militi (m2100 circa) - via Diedro Giallo

Valle Stretta, Parete dei Militi (m2100 circa) - via Diedro Giallo

Dettagli

  • Accesso stradale: raggiungere Bardonecchia, Piemonte e dirigersi verso Melezet – Pian del colle. Arrivati ad un bivio, ormai in territorio francese, non continuare sulla strada principale che va a sinistra per Névache, ma proseguire dritto per la Valle Stretta. Dopo qualche tornante si arriva sul Pianoro della Militi, con la parete ben visibile, sulla sinistra.
    Ci sono diverse possibilità di parcheggio; conviene parcheggiare nei pressi della falesia della Parete dei Militi, settore Tao, poco oltre la direttiva della via.
  • Avvicinamento: dal parcheggio (settore Tao) seguire vaghe tracce in piano nella vegetazione (verso sinistra guardando la parete), fino ad una grossa pietraia, che costituisce un cono detritico. Salire, stando un po' a destra, fino a costeggiare la parete ed arrivare all’attacco. (0h10)
  • Attacco: in una zona di rocce rossastre, molto a sinistra rispetto alla direttiva del gran diedro della via. Scritta con il nome della via.
  • Discesa: faccia a monte, salire nel bosco erboso ripido, in diagonale verso sinistra, fino ad individuare un ometto. Da lì traversare nettamente verso destra, lungamente, seguendo vaghe tracce e rari ometti, puntando più avanti ad una grande radura erbosa senza alberi. Continuando a traversare verso destra, si raggiunge il sentiero (GR57/GR5 che dal Col di Thures porta alle Grange di Valle Stretta) che, in discesa verso destra, porta al Rifugio III Alpini, ormai a valle. Da lì, seguendo la strada, si torna al parcheggio. (1h00)
  • Difficoltà: 6b (6a e A0). Proteggibilità S1, in qualche punto fix leggermente più distanti.
  • Sviluppo: circa 400 metri.
  • Attrezzatura: soste attrezzate con due fix e anelli per eventuali calate. Nei tiri fix e qualche raro chiodo. Friend non necessari, ma è possibile utilizzarli in diversi punti, se si vuole ridurre ulteriormente la distanza tra le protezioni. Portare 14 rinvii.
  • Esposizione: est.
  • Tipo di roccia: calcarea, non ben precisata; in qualche punto assomiglia a gneiss.
  • Periodo consigliato: estate, autunno
  • Tempo salita: 4h30.
  • Primi salitori:
    • Guido Rossa e Giacomo Menegatti il 26 aprile 1953.
    • Via pulita, protetta con fix, modificata in qualche punto e con apertura dei tre tiri finali diretti, Guide Alpine di Bardonecchia, 2016.
  • Riferimenti bibliografici: https://www.altox.it/ValsusaVieRocciaCl/militidiedrogiallo.htm
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 5b, 35 metri: salire sopra la scritta col nome della via, a sinistra di un diedro, su muro leggermente appoggiato che poi diventa verticale. Ci si sposta leggermente a destra, per salire un altro muretto che porta ad una grande cengia, dove si sosta al suo inizio, a sinistra.
  • Lunghezza 2, III, 30 metri: traversare sulla cengia verso l'evidente grande diedro. Si sale un breve muretto e si sosta a destra.
  • Lunghezza 3, 5c, 30 metri: salire il bellissimo diedro con fessura (fix a destra, sul muro più compatto). Un paio di passaggi sono più tecnici e delicati. Quando possibile, verso la fine del tiro, spostarsi dal diedro, ora più difficile, verso sinistra e salire un breve muretto.
  • Lunghezza 4, 6b, 45 metri: salire verso sinistra, arrivando sull'apice di un piccolo torrione (qualche passo delicato). Ora salire verso l'alto, a raggiungere una zona con tetti. Traversare a destra, verso il punto di maggiore debolezza, e superare uno strapiombo (passo non facile). Si raggiunge una sosta, che si può evitare per continuare, su muro abbastanza compatto, fino alla sosta successiva, ora di nuovo nel grande diedro.
  • Lunghezza 5, 5c, 25 metri: salire nel diedro; al suo termine di trovano delle brevi placche delicate e un po' polverose, dopo le quali, su terreno facile, si arriva ad una cengia, con la sosta a destra di un grosso albero.
  • Lunghezza 6, 6b, 45 metri: salire verso sinistra, su roccette facili, fino alla base di una placca. Salire la placca, con alcuni passi delicati, e continuare fino alla base di uno strapiombo, superato il quale si arriva ad una cengia. Sosta a sinistra.
  • Lunghezza 7, 6a, 25 metri: traversare a sinistra (scritta sulla roccia "DG"), fino ad un diedro con larga fessura formato da un torrione. Salire la fessura, con un passo delicato iniziale, fino alla cima del torrione. Raggiungere una lama che sale obliqua verso sinistra e seguirla, fino alla sosta.
  • Lunghezza 8, 5a, 40 metri: su per muretti compatti, verso sinistra e poi dritto.
  • Lunghezza 9, passi di 5a, 40 metri: continuare per placchette e breve saltino, salendo poi verso destra e dritto per altre placchette, fino alla sosta alla base del verticale salto successivo.
  • Lunghezza 10, 6a+, 30 metri: salire a sinistra della sosta, abbastanza linearmente, su roccia compatta e difficoltà continua.
  • Lunghezza 11, 5c, 25 metri: traversare verso destra e poi salire alla sosta, passaggi esposti.
  • Lunghezza 12, 5c, 35 metri: con passo delicato salire sopra la sosta, traversare a destra per entrare in un breve diedro. Ci si sposta a sinistra e si sale un altro diedro, al termine del quale si arriva a dei brevi muretti, da salire leggermente a destra. Si arriva all’ultima sosta, evitabile continuando su pendio ripido nel bosco fino ad un ottimo albero comodo per sostare.
  • Note: bellissima via, ormai dalla chiodatura sportiva, ma su una parete alpinistica. Anche se la chiodatura è buona, occorre confidenza con il tipo di roccia e arrampicata. La parete è ben ripulita., ma ci sono delle prese dubbie da evitare.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 12 luglio 2025 con Claudio Boldo Boldorini.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.