Zucco Barbisino (m.2154), versante Ovest - 50° Scuola Guido Della Torre - via 'Plaisir'
Dettagli
- Accesso stradale: da Lecco salire in Valsassina e raggiungere il parcheggio delle funivia per i Piani di Bobbio (a pagamento in periodi di apertura delle funivia - 5 euro al giorno).
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Avvicinamento:
dal parcheggio della funivia raggiungere i Piani di Bobbio in funivia (a/r 18 euro - estate 2025) o a piedi per sterrata (1h30).
Dall'arrivo della funivia imboccare la sterrata che sale al rifugio Lecco (possibilità in qualche tratto di tagliare per prati) e, quasi all'altezza del rifugio Lecco, seguire un'ulteriore sterrata che sale sotto i piloni della seggiovia.
All'ultimo pilone, prima di arrivare alla costruzione posta all'arrivo della seggiovia, seguire un sentiero segnalato che si stacca sulla sx. Dopo poche decine di metri abbandonare il sentiero e salire a dx per prato verso la base della parete: visibile la targhetta della via "Classica", posta all'attacco della via. L'attacco della "Plaisir" è una decina di metri a dx di tale via (presente un'altra targhetta). (0h35) - Attacco: targhetta metallica con il nome della via e qr code che rimanda al sito della Scuola dove viene descritta l'iniziativa che ha portato alla sua apertura.
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Discesa:
se ci si ferma alla prima cengia (dopo la terza lunghezza), pochi metri sopra l'ultima sosta si incrocia un evidente sentiero che scende a sx.
Se si prosegue fino in cima, dai due fittoni resinati di sosta, si effettua una calata im corda doppia a dx rispetto alla direzione di salita, scendendo sul sentiero sottostante (calata di 45/50 metri).
Calandoci abbiamo visto almeno un'altra sosta (a dx, viso a monte) che potrebbe permettere di spezzare in due la calata, soluzione che però non abbiamo verificato. - Difficoltà: 5a-5b. Proteggibilità: S1.
- Sviluppo: circa 120 metri.
- Attrezzatura: soste attrezzate con due fix da collegare. Lunghezze chiodate sistematicamente a spit, protezioni veloci inutili. Roccia comunque in qualche breve tratto delicata, che richiede attenzione.
- Esposizione: ovest. A inizio settembre il sole arriva dopo le 11.00/12.00.
- Tipo di roccia: dolomia.
- Periodo consigliato: tarda primavera, estate, inizio dell'autunno.
- Tempo salita: 2h00.
- Primi salitori: Riccardo Girardi, Claudio Boldorini, Alberto Valenti il 06/09/2025. Chiodata a spit in due riprese (14/09/2025 e 04/10/2025) da Riccardo Girardi e Alberto Valenti.
- Relazione
- Lunghezza 1, 5b, 8 spit, 20 metri: salire un primo risalto sopra la sosta, traversare a dx fino alla base di una placca. Salirla direttamente e spostarsi poi a dx a prendere una netta fessura. Seguirla fino al suo termine ed uscirne a dx. Da qui per rocce più semplici fino ad un cengia erbosa, da attraversare raggiungendo infine la sosta.
- Lunghezza 2, 5b, 11 spit, 30 metri: dritto sopra la sosta e un po' a dx a rimontare una specie di rampa che immette in un ampio canalone, che viene risalito direttamente. Ultimo tratto con roccia un po' delicata (prestare attenzione), spit sopra un risalto poco visibile, possibilità di passare a dx o a sx. Sosta su tre spit.
- Lunghezza 3, 4c, 4 spit, 15 metri: salire obliquamente a sx, senza entrare nel canale erboso e proseguire poi in obliquo verso dx, su roccia lavorata, fino alla sosta in cima al pilastro.
- Salire per prato incrociando la traccia di sentiero che scende a sx e permette eventualmente di abbandonare la via. Arrivare fino ad un netto risalto successivo (cordino in clessidra alla base e due spit di sosta). Poco più a dx è presente un altra sosta su due spit: sono della via "Il sorriso di Anna" (Buzzoni). La nostra sale parallelamente alla sua sx.
- Lunghezza 4, 5a, 5 spit, 15 metri: salire dritti e piegare poi a sx (a dx, chiodi visibili, via "Il sorriso di Anna") e proseguire per rocce appigliato superando alcuni terrazzi. Una volta sul risalto, salire obliquamente a sx contornando il risalto successivo.
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Lunghezza 5, 5a, 8 spit, 40 metri:
salire dritti per rocce lavorate fino ad un'evidente fessura che porta poi a sx di alcuni metri. Da li proseguire per evidente canale. Al suo termine proseguire dritti puntando abbastanza a sx, quasi sul bordo del canale/camino che contorna il risalto a sx, proseguendo su rocce via via più semplici fino ad una sosta su due fittoni resinati (ultima sosta della via "Rampini" e della via "Il sorriso di Anna").
Sebbene nel percorso si sia rimasti molto a sx, non si può escludere di aver in qualche punto, specie nella seconda metà del tiro, toccato la vicina L6 della via "Il Sorriso di Anna" (Buzzoni-Chindano 2016) che in questo tratto, trattandosi di via alpinistica ed essendo in questo punto facile, non presenta attrezzatura.
Dalla descrizione gentilmente fornitaci dallo stesso Buzzoni, che ringraziamo, riteniamo comunque di essere rimasti più a sx, su una linea indipendente, praticamente sul bordo del profondo canale che contona la struttura a sx, viso a monte.
Libro di via in una scatola di plastica con adesivo del 50°sotto una roccia praticamente alla base della sosta. -
Note:
la via è parte di un progetto realizzato per il 50° anniversario della fondazione della Scuola di Alpinismo e Scialpinismo Guido Della Torre.
L'iniziativa è consistita nella realizzazione di due vie "didattiche", dalle difficoltà contenute, denominate rispettivamente "via Classica" e "via Plaisir".
Come si intuisce dai nomi, la via "classica" è una via alpinistica, con soste ottime (spit) e lunghezze solo parzialmente attrezzate in modo tradizionale (chiodi e cordini/cordoni in clessidre), da integrare con nut e friend.
La via "plaisir" è invece un percorso attrezzato sistematicamente a spit, che non richiede integrazioni di alcun tipo.
Le difficoltà delle due vie sono analoghe (un po' più difficile la via "plaisir").
Sono state realizzate per essere proposte essenzialmente agli allievi dei nostri corsi, sia durante i corsi stessi, sia, soprattutto, perchè le ripercorrano successivamente in modo autonomo, prendendo coscienza che il solo "grado" dice poco di una via: la via "classica" è decisamente alpinistica, e richiede qualche abilità nella posa di protezioni ulteriori. La via "plaisir" non richiede integrazioni, anche se è opportuno un approccio "alpinistico" a causa della delicatezza della roccia in alcuni punti.
Come istruttori ci piace percorrere entrambi i tipi di vie, non abbiamo preclusioni verso le vie "plaisir", ma siamo consapevoli del diverso "ingaggio" richiesto, e come spesso questo maggior ingaggio lasci ricordi più duraturi e profondi, rispetto al semplice "consumo" di una via "plaisir".
Nessun giudizio di merito, la cosa importante è sapere cosa si fa!
Buone arrampicate a tutti. - Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, dalla chiodatura del 4 ottobre 2025.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.