Antimedale (m.780) - via Frecce Perdute

Antimedale (m.780) - via Frecce Perdute

Dettagli

  • Accesso stradale: da Lecco prendere la strada che sale in Valsassina, raggiungendo la frazione di Laorca. Al secondo marcato tornante (ampio slargo) svoltare a sinistra e seguire la strada per 200/300 metri, fino ad un parcheggio.
  • Avvicinamento: dal fondo del parcheggio seguire le indicazioni per i vari sentieri (cartello), che attraversano inizialmente il paese. Proseguendo si raggiunge la strada sotto le reti paramassi (indicazioni per il Medale) che si segue fino ad incrociare il sentiero che scende dal retro del Medale (a destra) e quello che porta all'attacco della ferrata del Medale (cartello). Seguire questo secondo sentiero, passando alla base del Medale (il sentiero rimane scostato dalla parete) superando l'attacco della ferrata, e risalendo poi verso destra (secondo il senso di marcia) il canale dell'Antimedale. Si passa così alla base di alcune frequentate vie lunghe (via degli Istruttori, via Chiappa) arrivando in corrispondenza dei monotiri della falesia dell'Antimedale. (0h40)
  • Attacco: all'estremità sinistra della falesia, in un ampio slargo tra rovi e piante: nessuna indicazione, ma sono ben visibili due fittoni resinati della prima lunghezza.
  • Discesa: al termine della via proseguire per roccette fino ad incrociare il sentiero di discesa, che si segue verso sinistra: ancora roccette, qualche cavo, catene, riportano in breve al canale dell'Antimedale e alla base della via. (0h30)
  • Difficoltà: max VI.
  • Sviluppo: 4 lunghezze, per circa 120 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: via abbastanza chiodata (fittoni resinati e chiodi), utili friend/dadi di varie misure.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: calcare.
  • Periodo consigliato: via percorribile tutto l'anno, ma sconsigliata d'estate (caldo e vegetazione). Ad inizio novembre la parete va al sole poco prima delle 8.00. Ad inizio dicembre la parete va al sole dopo le 8.30.
  • Tempo salita: 2h00/3h00.
  • Primi salitori: Don Agostino Butturini, Pietro Corti, 1983.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Pesci Eugenio, Arrampicate sportive e moderne fra Lecco e Como, Edizioni Versante Sud, 2006
    • Corti Pietro, Grignetta e Medale, arrampicate nel giardino di pietra, Novantiqua Multimedia, 2005
    • Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
  • Relazione
  • Lunghezza 1, V, VI, V, 40 metri: salire il salto iniziale, verticale ma non particolarmente difficoltoso (due fittoni). Spostarsi leggermente a sx e proseguire per rocce più semplici ed articolate (chiodo) piegando poi a destra (percorso logico) fino alla base di un nuovo risalto leggermente strapiombante, che si supera con un passo complicato (stare un poco a sx). Segue un canalino verticale (visibili due chiodi) che poco più sopra consente di arrivare ad una specie di grossa lama. Chiodo a sx. Dal chiodo traversare decisamente a sx e proseguire per rocce semplici, oppure continuare a salire verticalmente per rocce più appigliate di quanto si possa intuire dal basso (lo si capisce guardando poi dall'alto, dalla sosta...).
  • Lunghezza 2, V-, 25 metri: dalla sosta verticalmente un po' a sinistra per rocce semplici, fino ad una placca di un paio di metri, da superare. Traversare poi decisamente a destra e raggiungere la sosta con passi in traverso non difficili, ma delicati ed esposti.
  • Lunghezza 3, V, VI, 20 metri: breve lunghezza, molto estetica. Dalla sosta ci si sposta a destra (fittone), salendo su una lama e proseguendo con un passo inizialmente delicato, ma poi più semplice di quanto sembri, che consente di alzarsi di tre/quattro metri fino ad una cengetta (chiodo). Da quì in verticale più semplicemente (lamone a dx) fino ad un successivo chiodo (non visibile dalla sosta), da cui si sale con passo difficile, sfruttando una fessuretta per la mano destra (fittone). Dal fittone ci si alza ancora un poco e si traversa subito a destra, fino alla sosta. Il chiodo che si vede sopra il fittone (ed i fittoni successivi) appartengono ad una variante.
  • Lunghezza 4, V+, IV, 20 metri: superare direttamente un risalto verticale (fittone), uscendo poi su placche più appoggiate (fittone). Puntare ad un diedrino leggermente a sinistra (clessidra) ignorando un chiodo molto a destra in una zona invasa da rovi. Dalla clessidra tornare decisamente a destra sotto la verticale di un altro fittone, che si raggiunge per rocce inaspettatamente appigliate. Un breve tratto un po' sporco conduce alla sosta, posta leggermente a sinistra.
  • Dall'ultima sosta proseguire con una breve lunghezza su roccia con detriti (prestare attenzione) fino ad incrociare il sentiero di discesa. Sosta su alberelli.
  • Note: bella via, con un primo tiro lungo, vario, atletico e abbastanza impegnativo (portare qualche rinvio in più). Molto bella anche la terza lunghezza.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 13 marzo 1999. Revisione: dicembre 2008.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.