Briancon, Le Ponteil - via Les Diables
Dettagli
- Accesso stradale: raggiungere Briancon, paese situato poco a valle del Passo del Monginevro, dalla Val di Susa. Da Briancon si prosegue per la strada che scende in direzione Gap. Oltrepassato il paese di L'Argentière-la-Bessée, seguire a destra le indicazioni per Freissinières-Champcella, oltrepassare il paese di Champcella e seguire le indicazioni per il paesetto di Ponteil. Parcheggiare nei pressi di un ponte di legno, dove c'è un piccolo spiazzo. La parete è molto evidente poco sopra.
- Avvicinamento: tornare indietro sul ponte e salire a destra individuando un sentiero (sinistra orografica del ruscello). Seguire il sentiero che in breve porta alla base della parete. (0h10)
- Attacco: prendere come riferimento il grande diedro sulla destra della parete. La via attacca alla base di un diedro circa 50 metri a destra del grande diedro, scritta alla base.
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Discesa:
dall'ultima sosta salire con attenzione qualche metro a raggiungere la grande cengia. Traversare a sinistra (faccia a monte), seguendo una traccia e qualche ometto (attenzione a non fare cadere sassi sulla parete sottostante). La traccia poi sale e arriva ad una corda fissa. Non seguire la corda fissa, ma attraversare a sinistra arrivando ad un pulpito, dove si trova un fix. Poco sotto, molto esposta, c'è la prima sosta di calata (fare attenzione, raggiungerla assicurati).
- doppia 1 molto esposta fino ad una evidente cengia, circa 50 metri;
- dalla cengia scendere qualche metro a raggiungere la successiva sosta, dietro un masso;
- doppia 2 nel vuoto, che porta direttamente ad una sosta nella via del Gran diedro, circa 45 metri;
- doppia 3 sul piano inclinato del gran diedro. Tralasciare una sosta subito dopo la precedente, e fermarsi ad una sosta su una lista piatta, circa 30 metri;
- doppia 4 fino alla base del Gran diedro, circa 40 metri;
- Difficoltà: 6a+ e A0 (6b+)(proteggibilità: S2/R2).
- Sviluppo: circa 180 metri. I tiri sono all'incorca da 30 metri.
- Attrezzatura: 12 rinvii, friend fino al n°3 BD. In via soste a fix. Tiri attrezzati a fix.
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: calcare, nei primi tiri un po' lisciato dalle ripetizioni, poi migliore. Roccia con blocchi a zone a cui fare attenzione, comunque in genere ripulita dalle ripetizioni.
- Periodo consigliato: primavera e autunno, parete calda.
- Tempo salita: 3h00.
- Primi salitori: D. Margaillan, Martine e Jean-Jacques Rolland, 1978.
- Riferimenti bibliografici: Cambon J.M., Oisans Nouveau, Oisans Sauvage, Livre Est (non riporta questa via, ma è utile per avere informazioni sulla zona).
- Relazione
- Lunghezza 1, 5c: salire nel diedro con fessure, fino ad un pulpito. Qui traversare a destra e salire un diedro. Arrivati sotto un tetto si traversa a destra ad una cengia, dove si sosta.
- Lunghezza 2, 6a: su sopra la sosta, per poi spostarsi faticosamente a destra. Si continua ora verticalmente, arrivando ad una comoda cengia con alberi.
- Lunghezza 3, 6a: si sale in direttiva di un bellissimo diedro, affrontando prima una fessura. Al termine del diedro si arriva ad un tetto, da cui si esce a sinistra. Si continua poi dritto per roccette.
- Lunghezza 4, 4c: si prosegue per roccette più sporche, prima dritto, poi a destra in un diedrino, poi per placchetta con concrezioni, fino ad arrivare ad una cengia (attenzione, molti detriti), dove si sosta leggermente a destra.
- Lunghezza 5, 5c: su sopra la sosta su roccia delicata, arrivando poi ad uno strapiombino che immette in una spaccatura. Si entra nella spaccatura e poi si prosegue per il bel muro verticale di sinistra.
- Lunghezza 6, 6b+ (6a+ e a0): proseguire a sinistra della sosta, per tratto verticale (un passo impegnativo). Si arriva sotto ad uno strapiombo, da cui si esce a destra (difficile in libera), per poi salire più facilmente per placchetta alla sosta.
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Note:
via breve e interessante ma con roccia un po' lisciata nei primi tiri. Bell'ambiente nei diedri.
La parete è da considerare una sorta di falesia a più tiri, anche se alcune volte le protezioni sono distanti e risulta utile proteggersi con qualche friend. Accesso e discesa veloci. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 20 maggio 2017 con Alessandro Ceriani e Nicola Rizzato.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.