Grigna Meridionale, Piramide Casati (m.1940) - via Donna Mathilde

Grigna Meridionale, Piramide Casati (m.1940) - via Donna Mathilde

Dettagli

  • Accesso stradale: oltrepassato il piazzale dei Piani Resinelli si prende la strada che sale a destra appena prima della chiesetta, svoltando a sinistra al primo bivio per scendere all'ex rifugio Alippi, dove si segue una sterrata a destra che porta all'inizio del Sentiero delle Foppe (n°9). Parcheggiare negli spazi laterali.
  • Avvicinamento: seguire il Sentiero delle Foppe (n°9) fino al Rifugio Rosalba, da cui si continua sul Sentiero Cecilia (n°10) fino al Colle Garibaldi. Proseguire ancora lungo il n°10 e, prima di svoltare in Val Scarettone, spostarsi brevemente a destra, risalire un canalino roccioso (catene) e traversare a destra su cenge esposte (catene); superare la Torre Vitali e proseguire in leggera discesa fino alla base della parete. (2h00)
  • Attacco: in comune con la Fessura Gasparotto, a sinistra della via Magni.
  • Discesa: lungo la via normale: dalla vetta seguire i bolli rossi, portarsi a sinistra e scendere in un canalino ghiaioso; poi traversare a destra, viso a valle, seguendo una cengia. Aggirato lo spigolo (catena per un'eventuale doppia) si scende in facile arrampicata (II) alla forcella tra Casati e Civetta. Da qui per tracce su pendio detritico si ritorna al Sentiero Cecilia. Dalla S3 è possibile calarsi lungo l'itinerario di salita con due doppie: la prima, di 30 metri, riporta alla S2, l'altra, di 50 metri, conduce direttamente a terra. Quindi si percorre a ritroso il sentiero seguito all'andata.
    ATTENZIONE: è possibile calarsi in doppia lungo la via di salita solo dalla S3. Se si arriva in cima, è necessario scendere lungo la via normale.
  • Difficoltà: VI+ (VI obbl.), S2+, TD-.
  • Sviluppo: quattro lunghezze, per circa 140 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: soste attrezzate su resinati con anello di calata. Sufficienti 8 rinvii di cui 2 da 60 cm e un paio di cordini per le clessidre. Utile un friend Camalot #0.4 per integrare l'ultima lunghezza su un tratto umido.
  • Esposizione: nord-ovest.
  • Tipo di roccia: dolomia.
  • Periodo consigliato: primavera, estate, autunno.
  • Tempo salita: 2h00.
  • Primi salitori: Walter Strada, Davide Arlati, Filippo Carpani, 08/09/1991.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Corti P., Grignetta e Medale - Arrampicate nel giardino di pietra, Edizione Novantiqua Multimedia, 2005
    • Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
  • Cartografia:
    • TCI - Gruppo delle Grigne - scala 1:20.000
    • Multigraphic - Brianza, Prealpi Lombarde - scala 1:25.000
    • Kompass, foglio 105 - Lecco, Valle Brembana - scala 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, V, 30 metri: salire lungo la fessura/diedro fino al primo fittone, poi spostarsi a destra su placca che si segue fino a uno strapiombino. Sosta in comune con la via Magni.
  • Lunghezza 2, VI, VI+, 30 metri: proseguire verso destra su parete leggermente strapiombante a buchi, superata una grossa clessidra e un chiodo normale traversare a sinistra alla S2 in comune con la via Magni. Lunghezza fisica e di resistenza. Si consiglia di allungare bene le protezioni prima del traverso per evitare attriti. Sono presenti due soste: la prima che si incontra è su clessidra e spit, poco più in alto se ne trova un'altra più comoda su resinati con anello di calata.
  • Lunghezza 3, VI+, V+, 35 metri: superare il muretto verticale a sinistra su buchi, dal secondo fittone salire dritti fino a raggiungere un chiodo normale sulla sinistra, poi ancora dritti fino a un resinato e poi ad un altro posto alla base di una fessura (possibilità di proteggersi con un Camalot #0.4 prima del resinato sotto la fessura). Seguire la fessura fino a una clessidra con cordone e a un chiodo infisso parzialmente. Uscire sulla sinistra. Tiro meno fisico del precedente ma protezioni più distanti.
  • Lunghezza 4, VI, II, 20 metri: dalla base del pinnacolo sommitale salire alcuni metri e uscire verso destra in direzione dell'obelisco di vetta accanto al quale si sosta.
  • Note: via moderna con magnifica arrampicata su placche, strapiombi e fessura. Sostenuta e continua con chiodatura buona a tratti distanziata.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Nicola Rizzato, da una ripetizione del 28 maggio 2016 con Alessandro Ceriani. Concatenata con la via Cassin al Torrione Palma.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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