Grigna Meridionale, Torrione Cinquantenario (m.1743) - via Unicef

Grigna Meridionale, Torrione Cinquantenario (m.1743) - via Unicef

Dettagli

  • Accesso stradale: da Lecco raggiungere Ballabio e da lì salire al Pian dei Resinelli. Si oltrepassa il parcheggio e si arriva ad una svolta a dx in salita da seguire. La strada continua e poi scende. Prima di arrivare all'ex Rifugio Alippi, prendere a dx una strada sterrata stretta che costeggia delle case ed arriva in un bosco, dove si parcheggia in un comodo slargo.
    Nota 2024: recentemente è comparso un divieto di accesso all'imbocco della sterrata: si consiglia di posteggiare lungo la strada (pochi posti disponibili).
  • Avvicinamento: seguire il sentiero delle Foppe verso il rif. Rosalba (segnavia 9) fino ad arrivare ad un marcato traverso che va a dx verso il Torrione del Cinquantenario. (1h10)
  • Attacco: individuare una spaccatura subito a sx della zona più verticale del Torrione (visibile fittone in alto su uno strapiombino). Ancora più a sx invece attacca la via normale di salita.
  • Discesa: dalla sosta con catena sotto la campana ci si cala ad una grossa spalla (direzione Torre Cecilia).
    Si procede assicurati verso la torre Cecilia. Non si sale su uno speroncino ma si traversa facilmente a sx (faccia a valle). Dopo qualche metro si arriva ad un fittone e poco dopo si arriva alla sosta con catena.
    Ci si cala direttamente verso il canale sottostante (non seguire il diedro sotto la sosta) e si risale il lato opposto del canale, salendo poi a dx (faccia a valle), fino a trovare una sosta con catena.
    Per scendere occorre un'altra doppia che riporta alla base della parete, mentre per proseguire verso la via Pom d'Anouk si sale il canale verso monte.
  • Difficoltà: max VI+, VI obbligato.
  • Sviluppo: 120 metri.
  • Attrezzatura: serie di friend.
  • Esposizione: ovest.
  • Tipo di roccia: calcare-dolomia di buona qualità.
  • Periodo consigliato: estate, fine primavera e inizio autunno. La zona prende poco sole.
  • Tempo salita: 1h30/2h00.
  • Primi salitori: I. Mozzanica, A. Redaelli, G. Orlandi, 1978.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
    • Corti P., Anghileri M., Grignetta, un secolo di arrampicate, Comunità Montana del Lario Orientale
  • Relazione
  • Lunghezza 1, III, V, III, 15 metri: salire un breve diedro (fittoni) e portarsi alla base di uno strapiombo, superarlo direttamente e traversare a dx fino alla targa della via. Sosta su due fittoni resinati da collegare. Difficoltà concentrate in un singolo passaggio.
  • Lunghezza 2, VI+, 40 metri: salire a dx della sosta e poi ancora verso dx, fino ad arrivare ad uno strapiombo con fittone. Salire direttamente lo strapiombo, da cui si esce a dx, per poi continuare dritto ad una terrazzino sotto una nicchia. Salire lo strapiombo della nicchia (fittone) ed arrivare ad un altro terrazzino dove si sosta. Le difficoltà del tiro sono concentrate nel superamento dei due strapiombi, difficoltà in ambedue i casi parzialmente azzerabili (fittoni).
  • Lunghezza 3, V, 35 metri: proseguire verso sx scalando un diedro abbattuto fino alla base di un muro verticale. Superarlo collegando una serie di ottimi appigli e proseguire obliquando a dx per un diedrino superficiale fino in sosta. E' anche possibile sostare in prossimità del terrazzo della via normale alla S3 della via Gufo Triste traversando 4 metri a sx dopo aver superato il muro verticale.
  • Lunghezza 4, VI, 30 metri: salire verso un intaglio a dx tra la parte superiore del Torrione ed una piccola torre staccata (fix). Salire il torrione per parete compatta fin sotto un piccolo strapiombo da superare direttamente. Continuare ora per rocce più ammanigliate fino alla vetta. Dopo la campana sulla vetta si trova una sosta per la calata. Anche in questa lunghezza le difficoltà sono concentrate nel breve tratto in cui si supera lo strapiombo.
  • Note: attenzione a non seguire i fittoni della via Gufo Triste, che sale vicina e interseca questa via in qualche punto.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori e Simone Rossin, da una ripetizione del 22 luglio 2012. Revisione relazione del 2 giugno 2024, da una ripetizione di Riccardo Girardi e Matteo Bonvicini.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.