Grigna Meridionale (m.2177), Pilone Centrale - spigolo Est

Grigna Meridionale (m.2177), Pilone Centrale - spigolo Est

Dettagli

  • Accesso stradale: da Lecco salire ai Piani Resinelli, ove si parcheggia.
  • Avvicinamento: dal parcheggio raggiungere il Rifugio Porta e da lì seguire le indicazioni per il sentiero della Direttissima. Seguirlo per circa un'ora (sentiero a tratti esposto e con qualche attrezzatura) fino ad incrociare il canalone di Val Tesa, poco dopo le indicazioni per il gruppo del Fungo. Risalire il canalone fino ad imboccare il sentiero Cecilia (numero 10) che sale obliquamente ed in traversata verso destra rispetto al canalone stesso. Oltrepassare lo sperone ove attacca la via Zucchi e scendere sul fondo di un canale usando una catena. Da quì risalire verso monte un canale per quasi un centinaio di metri, fino ad una placca che lo chiude. Alla fine della primavera (abbiamo ripetuto la via a fine maggio) il canale è ancora ingombro di neve dura, da risalire con cautela, facendo attenzione ai bordi e all'ultimo tratto appoggiato alla placca d'attacco, ove la neve è scavata sotto il bordo e staccata dalla parete. (1h30/2h00)
  • Attacco: la placca di attacco è riconoscibile per gli evidenti fittoni resinati.
  • Discesa: per uno degli itinerari escursionistici, che riconducono ai Piani Resinelli. Per la Cresta Cermenati, in particolare, basta imboccare il sentiero che, rispetto all'ultimo tratto della salita, scende verso destra. (1h00)
  • Difficoltà: V, A0 (o VI).
  • Sviluppo: 6 lunghezze + 1 lunghezza finale della Cresta Segantini, per uno sviluppo di circa 240 metri.
  • Attrezzatura: via attrezzata a fittoni resinati disposti a circa 4/6 metri di distanza nei tratti semplici, oltre qualche vecchio chiodo. Consigliati dadi e friend medi per integrare le protezioni esistenti.
  • Esposizione: est.
  • Tipo di roccia: dolomia.
  • Periodo consigliato: fine primavera, estate, inizio autunno.
  • Tempo salita: 3h00/4h00.
  • Riferimenti bibliografici: Corti P., Grignetta e Medale, Arrampicate nel giardino di pietra, Edizione Novantiqua Multimedia, 2005
  • Cartografia:
    • TCI - Gruppo delle Grigne - scala 1:20.000
    • Multigraphic - Brianza, Prealpi Lombarde - scala 1:25.000
    • Kompass, foglio 105 - Lecco, Valle Brembana - scala 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, IV+: breve lunghezza: all'epoca della nostra ripetizione la parte iniziale era sepolta dalla neve. Si inizia salendo per placca appoggiata, aiutandosi con alcune fessure verso il diedro di sinistra.
  • Lunghezza 2, IV+, III: ancora per placca, su buoni appoggi, fino ad un tratto più verticale, che si risale portandosi nel diedro aperto (1 chiodo vecchio). Dal chiodo si obliqua a destra, allontanandosi dal diedro, e portandosi su rocce più semplici, via via più abbattute, fino ad una evidente sella-intaglio a sinistra, ove si sosta su due fittoni resinati.
  • Lunghezza 3, IV, V, VI (A0): partendo dalla sella si evita un tratto ripido che si lascia a destra, e ci si alza, su difficoltà medie, per rocce articolate, che si abbattono fin sotto uno strapiombino: fittone resinato. Lo strapiombino va superato direttamente in A0 (un altro fittone è infisso poco sopra) o in libera (VI?). Il problema di questo tratto è però la qualità della roccia, piuttosto delicata: nel tentativo di passare in libera mi è rimasto in mano un blocco di roccia, ed un altro mi si è sbriciolato sotto i piedi, facendomi infine optare per il passaggio in A0... Più sopra la parete si abbatte fino ad un comodo cucuzzolo.
  • Dal cucuzzolo scendere di una decina di metri ad un intaglio, dove si trova un'altra sosta.
  • Lunghezza 4, IV+, V, IV+: tiro lungo, complesso e vario. Salire direttamente la paretina sopra la sosta, che risulta meno verticale di quanto potesse sembrare guardandola dal termine della terza lunghezza. Dopo il primo fittone spostarsi un poco a destra, seguendo una specie di canale, per tornare poi (fittone) a sinistra, uscendo in cresta. Salire un tratto abbattuto, su roccia non molto buona, fino ad arrivare ad avere a destra una magnifica placca. Con difficile passo si sale a destra in placca (passo più esposto ed aereo, che effettivamente difficile), placca che è poi ben appigliata. Al termine della placca si sale girando un po' a destra (fittone) proseguendo quindi in verticale e lasciando a sinistra una zona terrosa e di sfasciumi, sopra cui si ritorna dopo alcuni metri.
    Successivamente si raggiunge un'altra fascia leggermente strapiombante, che si supera spostandosi un po' a destra (attenzione, roccia delicata, blocchi mobili). Sopra lo strapiombo si raggiunge agevolmente la sosta.
  • Lunghezza 5, III, IV, III: proseguire verticalmente per placche appoggiate, superando direttamente un muretto verticale, ma ben appigliato. Ancora per rocce appoggiate, salendo infine su un grosso masso e andando a sostare alla base della placca dell'ultimo tiro della via Zucchi-Canova.
  • Lunghezza 6, IV: si risale direttamente la magnifica placca, con qualche spostamento a destra all'inizio, e a sinistra dopo il chiodo per seguire una bella sequenza di netti buchi, fino ad uscire sulla cresta Segantini.
  • In conserva si segue la cresta (in obliquo a destra rispetto al senso di salita) scendendo ad un evidente sella ove arriva, dal versante nord, il Canalone della Lingua. Seguire la cresta (bolli rossi) sempre in conserva con qualche saliscendi, fino ad un netto intaglio, ove si scende arrampicando per 7/8 metri. Sosta alla sella (freccia con scritta: "Vetta").
  • Lunghezza 7, III: salire un lamone (direttamente, in dulfer, o tra il lamone e la parete) cui segue una rampa appoggiata. Al suo termine si gira a destra e si risale verticalmente per rocce lavorate e articolate, salendo su una specie di pilastrino. Prima di arrivare sulla sua cima si traversa a destra orizzontalmente, arrivando su rocce semplici, e sostando poi su spuntoni.
  • In conserva, su terreno elementare, si raggiunge in pochi minuti la vetta della Grignetta.
  • Note: roccia di qualità abbastanza variabile: complessivamente buona ma poco ripulita. La via, frutto del recupero di alcuni tiri di una vecchia via e dell'aggiunta di un paio di nuove lunghezze centrali, prima della placca finale della Zucchi, è evidentemente poco ripetuta, e presenta alcuni tratti di roccia non buona (marcia!) ma evidenti, ed altri di roccia buona sola in apparenza, ma con appigli e appoggi poco solidi: verificate tutto e fate attenzione!!!
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 29 maggio 2004.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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