Grigna Meridionale (m.2177) - via Cresta Segantini
Dettagli
- Accesso stradale: da Lecco salire ai Piani Resinelli, seguendo le indicazioni per la Valsassina prima e per i Piani Resinelli poi. Ai Piani si lascia la macchina in un ampio parcheggio.
- Avvicinamento: seguire le indicazioni per il Rifugio Porta (un tratto di ripida strada asfaltata) e prima di arrivare al rifugio, dove la strada piega decisamente a destra, proseguire diritti per sentiero. Usciti dal bosco per tracce e detriti si giunge ad un bivio con palina indicatrice; lasciare a destra il sentiero della Cresta Cermenati e imboccare a sinistra la Direttissima (segnavia numero 8). Oltrepassare l'ampio sbocco del Canalone Caimi e risalire per pendii verso alcune rocce, superare un crinale e, oltrepassata una paretina liscia, salire ad una selletta. Proseguire su un breve pendio franoso, piegare a destra e traversare una cengetta esposta (catene) e raggiungere la base della suggestiva spaccatura del Caminetto Pagani. Salire le due scalette verticali e superare la spaccatura, scendere lasciando a destra una traccia che sale ad una selletta sbarrata con segnale di pericolo, superare l'esposta Cengetta Ferrari (catene). Da una selletta successiva una lunga catena supera un tratto in costa che taglia canali ripidi e risale poi ad un'altra selletta con palina indicatrice. Lasciare a sinistra il sentiero per il gruppo del Campaniletto-Lancia-Fungo e proseguire a destra fino al Canale Angelina. Proseguendo oltre si giunge nelle vicinanze della piazzola di atterraggio degli elicotteri posta su una guglia a sinistra, oltrepassata la quale si giunge ad un bivio con palina indicatrice. Lasciare a sinistra la traccia in discesa del sentiero Giorgio e proseguire a destra per il Colle Valsecchi. Salire la frana e quindi un lungo canale (catene) fino al Colle Valsecchi; proseguire brevemente a destra sul sentiero Cecilia (segnavia numero 10) fino alla palina indicatrice per la Cresta Segantini, abbandonare il sentiero Cecilia e salire a destra per tracce e roccette fino alla base dell'evidente canale-camino dove attacca la via. (2h00)
- Discesa: per la Cresta Cermenati. (1h15)
- Difficoltà: AD, sino al III+, prevalentemente II.
- Sviluppo: 500 metri circa.
- Attrezzatura: in via fittoni resinati utili per le soste e le calate in doppia, bolli rossi e frecce di direzione indicano bene l'itinerario da seguire. Utili i cordini per le clessidre e un piccolo assortimento di nut e friend. Per chi desidera effettuare la salita nel periodo invernale sono indispensabili ramponi, piccozza e un paio di chiodi da ghiaccio.
- Esposizione: sud, nord.
- Tipo di roccia: dolomia.
- Periodo consigliato: fine primavera, estate, inizio dell'autunno.
- Tempo salita: 2h00 per l’attacco, 3h00 la via.
- Primi salitori: vedi note.
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Riferimenti bibliografici:
- Corti P., Grignetta e Medale, arrampicate nel giardino di pietra, Novantiqua Multimedia, 2005
- Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
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Cartografia:
- TCI - Gruppo delle Grigne - scala 1:20.000
- Multigraphic - Brianza, Prealpi Lombarde - scala 1:25.000
- Kompass, foglio 105 - Lecco, Valle Brembana - scala 1:50.000
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Relazione:
salire il canale-camino fino ad una piccola forcella, sosta su fittone resinato (35m, II-III).
Spaccare a sinistra sul torrione e superare una paretina strapiombante un po' lucida (fittoni resinati), continuare poi per rocce più facili fino alla sommità del torrione e sostare su fittone resinato (25m, III+ ,II).
Seguire la cresta verso destra (Sud) fino all'intaglio alla base del torrione Vertice Dorn (possibile calata di 15 metri). Salire il torrione sulla destra e raggiungerne la sommità a quota 1981 m. (35m, II,III).
Ora scendere sul filo di cresta e abbassarsi lungo una fessura di circa 3 metri (III), attraversare il canale e risalire il Torrione Svizzero sulla destra evitandone la cima (60m, II).
Proseguire fino ad un'intaglio. Aggirare a destra (sud) il seguente Torrione della Finestra passando per una graziosa statuetta della Madonna e raggiungere la sella successiva. Traversare a sinistra (nord) fino alla base di un camino verticale, superarlo (20m, III) e uscire su un'ampia cengia in pieno versante nord poco, più in alto del famoso Canalone della Lingua. Scendere prestando molta attenzione verso il fondo del Canalone, giunti all'altezza di un bollo rosso si noterà sulla destra (faccia a valle) un vecchio chiodo con anello che si può utilizzare per calarsi sul fondo del canale (soluzione consigliata).
Risalire ora il Canalone della Lingua rimontandone la sponda di sinistra (II, II-). Obliquare a destra (freccia indicatrice), imboccare un canale detritico, salire fino alla cresta e seguirla per circa 50 metri (II- roccia discreta).
Scendere nella Forcella della Ghiacciaia (possibile doppia di 15 metri). Da qui è possibile raggiungere la vetta scalando la paretina sulla sinistra (freccia indicatrice e scritta Vetta, 16 metri, III), camminando in piano per 5 minuti si raggiunge la vetta. Oppure è possibile deviare sulla Cresta Cermenati traversando a destra (Sud) per circa 80 metri, dapprima in discesa, e successivamente in salita puntando ad un'ampia forcella. In circa 10 minuti, per balze erbose e gradoni, si raggiunge la vetta. -
Note:
ad inizio stagione il tratto in discesa nel Canalone della Lingua è molto delicato; data l'esposizione non è difficile trovare le rocce coperte da residui di neve ghiacciata, perciò si raccomanda di prestare la massima attenzione.
L'ascensione della Cresta Segantini è famosa e molto frequentata, si arrampica su roccia buona su difficoltà discontinue e mai sostenute, non è comunque da sottovalutare per il grande sviluppo e i problemi di orientamento in caso di nebbia.
Sui primi salitori: prima discesa Giacomo Casati il 13/03/1901 in solitaria. Seguirono altri tentativi esplorativi dal basso e un'altra discesa in solitaria di Giuseppe Dorn, fino alla prima salita di Eugenio Moraschini e Giuseppe Clerici conclusa il 09/10/1905 partendo dal Colle del Pertusio.
Nota per principianti: con le dovute precauzioni, la via è consigliabile anche a principianti con un minimo di esperienza, possibilmente dopo aver percorso vie analoghe ma più semplici, come la Cresta G.G. OSA al Moregallo, la Cresta sud-ovest al Monte Castello di Gaino, e la Cresta Ongania allo Zucco Pesciola. Si consiglia inoltre di attendere che la cresta sia completamente libera dalla neve (estate, inizio dell'autunno). - Aggiornamento: relazione a cura di Simone Rossin, da un'ascensione effettuata in solitaria il 15 marzo 2008.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.