Grigna Meridionale, Torrione Magnaghi Centrale (m.2045) - via Fessura Gandini

Grigna Meridionale, Torrione Magnaghi Centrale (m.2045) - via Fessura Gandini

Dettagli

  • Accesso stradale: da Lecco salire ai Piani Resinelli.
  • Avvicinamento: dai Piani Resinelli salire al Rifugio Porta (parcheggiare al parcheggio dei Piani, o poco sopra lungo la strada, senza salire fino al rifugio). Da quì imboccare il sentiero della Cresta Cermenati, che sale inizialmente nel bosco e poi più ripidamente su terreno aperto. Proseguire fino ad un bivio segnalato per i Torrioni Magnaghi, imboccando un sentiero che sale leggermente a destra, e traversa poi praticamente in orizzonale: semplice ma esposto su ripidi prati, prestare attenzione! Il sentiero attraversa ora un canale franoso e risale alcune roccette, arrivando in seguito ad incrociare il Canalone Porta (bivio segnalato). Si prosegue per un breve tratto di roccette, e si sbuca sul versante orientale dei Torrioni Magnaghi, passando dapprima nei pressi della piazzola per l'elicottero del soccorso, e riprendendo quindi a salire ripidamente. Dopo pochi minuti si arriva ad una breve deviazione orizzontale a sinistra, ove di solito ci si prepara per le salite sul Torrione Magnaghi Meridionale. Ignorare la deviazione e proseguire verso monte, costeggiando così la base orientale del TMM. Proseguire fino ad un punto in cui, a monte verso sinistra, si apre un netto canale, che sale verso la base del Torrione Magnaghi Centrale, lasciando a sinistra le rampe della normale al TMM. Risalire il canale per qualche decina di metri, ed uscirne infine a destra ad un comodo terrazzino con un fittone resinato (per una individuazione più precisa si vedano le foto). (1h15)
  • Discesa: dalla cima proseguire per una decina di metri verso il versante opposto a quello di salita, scendere ad una cengia (fittone resinato) e di quì subito a sinistra ad una catena di sosta. La discesa consiste di 3 doppie lunghe, sempre su resinati e catena, lungo la variante Polvara alla normale al TMM, e poi lungo la normale stessa. Tutte le doppie sono eventualmente spezzabili in calate da 25 metri.
    Un'altra possibilità è invece quella di scendere alla forcella del GLASG, alla base del Torrione Magnaghi Settentrionale, di cui salire poi una via, per esempio la via Lecco, compiendo una della più classiche traversate della Grigna. Per questa seconda possibilità, dalla vetta del TMC, giunti sulla cengia, proseguire verso destra anzichè sinistra, e imboccare poi un canalino che scende a sinistra (passi di II: effettuare un tiro di corda in discesa). Da quì traversare per cengia evidente lungo dei cavi (procedere assicurati) giungendo così alla forcella del GLASG, alla base del Torrione Magnaghi Settentrionale.
    Nel caso in cui si scenda a doppie, non servono le scarpe: si ritorna esattamente al punto di partenza, o lì vicino. Se si prosegue invece con una via sul TMS, le scarpe sono indispensabili, perchè la discesa avviene per sentiero.
  • Difficoltà: max V+.
  • Sviluppo: 4/5 lunghezze, per circa 160 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: soste attrezzate, in via presenti fittoni resinati distanziati e chiodi, da integrare a nut/friend.
  • Esposizione: est.
  • Tipo di roccia: dolomia.
  • Periodo consigliato: primavera, estate, autunno.
  • Tempo salita: 2h00.
  • Primi salitori: Giovanni Gandini, Renzo Galbiati, Eros Bonaiti, 6/9/1931.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Corti P., Grignetta e Medale, arrampicate nel giardino di pietra, Novantiqua Multimedia, 2005
    • Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
    • Porta D., Morandin B., Grignetta - le più belle arrampicate, Edizioni Albatros, 1990
  • Cartografia:
    • TCI - Gruppo delle Grigne - scala 1:20.000
    • Multigraphic - Brianza, Prealpi Lombarde - scala 1:25.000
    • Kompass, foglio 105 - Lecco, Valle Brembana - scala 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, IV+, IV, III+: dal terrazzino di sosta, salire obliquamente a destra per placca, meno semplice di quanto sembri a prima vista. Proseguire poi dritti su difficoltà leggermente minori e su roccia magnificamente lavorata. Arrivare fino ad un fittone posto sul bordo destro di un evidente camino, risalirlo, fino ad arrivare ad un comodo punto di sosta. Tiro molto lungo: dal primo riferimento bibliografico indicato sembrava dovesse esserci una sosta dove si entra nel camino: nel caso andrebbe attrezzata su un singolo fittone. (Nota: questa lunghezza è indicata solo nel primo riferimento bibliografico)
  • Lunghezza 2, IV+, V+ (A0): lunghezza chiave, atletica, e molto bella. Dalla sosta si scende leggermente a raggiungere la parete retrostante. Salire seguendo una bella lama (fittone). Ancora dritto ad un chiodo e poi spostarsi un poco a destra, nel diedro-camino, che si segue ritornando successivamente ancora a sinistra, fino ad un tratto più atletico e verticale (fittone e chiodi, alcuni passi parzialmente azzerabili). Superare uno strapiombino e proseguire in un canalino più semplice, uscendone poi a sinistra su rocce ben appigliate (o anche rimanendo nel canalino fino alla sosta).
  • Lunghezza 3, III, II: ancora nel canale (o sulle rocce a destra) (fittone) proseguendo per gradoni e rocce semplici, molto lavorate, fino ad una sella, a destra di un grosso spuntone.
  • Lunghezza 4, II, III: scendere ad attraversare il canale oltre la sella, e proseguire per roccette semplici (fittone) piegando poi leggermente a sinistra per entrare in un evidente canale. Uscirne sul lato destro, arrivando in breve alla vetta (fittone di sosta poco sotto).
  • Note: bella via con una lunghezza atletica ma ben appigliata (e discretamente chiodata).
    Abbiamo ripetuto la via approfittando del clima insolitamente mite per la stagione...
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 20 gennaio 2007.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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