Grigna Meridionale, Torrione Magnaghi Meridionale (m.2040) - spigolo Falc
Dettagli
- Accesso stradale: da Lecco salire ai Piani Resinelli.
- Avvicinamento: dai Piani Resinelli salire al Rifugio Porta (parcheggiare al parcheggio dei Piani, o poco sopra lungo la strada, senza salire fino al rifugio). Da quì imboccare il sentiero della Cresta Cermenati, che sale inizialmente nel bosco e poi più ripidamente su terreno aperto. Proseguire fino ad un bivio segnalato per i Torrioni Magnaghi, imboccando un sentiero che sale leggermente a destra, e traversa poi praticamente in orizzonale: semplice ma esposto su ripidi prati, prestare attenzione! Il sentiero attraversa ora un canale franoso e risale per alcune roccette, arrivando in seguito ad incrociare il Canalone Porta (bivio segnalato). Si prosegue per un breve tratto di roccette, e si sbuca sul versante orientale dei Torrioni Magnaghi, passando dapprima nei nei pressi della piazzola per l'elicottero del soccorso, e riprendendo quindi a salire ripidamente. Dopo pochi minuti si arriva ad una breve deviazione orizzontale a sinistra, ove di solito ci si prepara per le salite sul Torrione Magnaghi Meridionale. Lo spigolo Falc (o meglio, la variante attrezzata nei lavori di richiodatura di qualche anno fa) attacca da quì: scritta sbiadita e poco visibile, mentre ben visibili dal basso sono alcuni fittoni resinati, che si tengono leggermente a destra dello spigolo di un avancorpo appoggiato al Torrione Magnaghi Meridionale. La prima lunghezza è eventualmente evitabile (ma non ne vale la pena!) proseguendo ancora per sentiero, e salendo a sinistra per roccette fino ad una cengia sotto la verticale del vertice di due evidenti camini che convegono a "V", punto che si raggiunge salendo dalla cengia con un tiro semplice di percorso libero. (1h00/1h10)
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Discesa:
lungo la via normale, con 5 doppie da 25 metri (o meno, effettuando calate più lunghe). Dall'ultima sosta scendere a destra di una quindicina di metri per roccette semplici, effettuando un tiro di corda in discesa, fino all'inizio di un canalino, ove, leggermente a sinistra (viso a valle) si trova la prima sosta di calata.
Da quì è anche possibile, anzichè scendere, salire sul Torrione Magnaghi Centrale mediante il cosiddetto "Passaggino" (cfr. descrizione al termine della relazione). Dalla cima del TMC si può poi scendere ancora a doppie sulla normale al TMM, oppure traversare e discendere il TMC, arrivando alla forcella del GLASG, alla base del Torrione Magnaghi Settentrionale, di cui salire poi una via come per esempio la via Lecco, compiendo una della più classiche traversate della Grigna. - Difficoltà: max V+.
- Sviluppo: 6 lunghezze, per circa 120 metri di sviluppo.
- Attrezzatura: soste attrezzate, in via presenti un discreto numero di fittoni resinati, da integrare a nut/friend specialmente nei tratti più semplici.
- Esposizione: est.
- Tipo di roccia: dolomia.
- Periodo consigliato: primavera, estate, autunno.
- Tempo salita: 2h00.
- Primi salitori: Carlo Mauri, Duilio Berera, 1947.
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Riferimenti bibliografici:
- Corti P., Grignetta e Medale, arrampicate nel giardino di pietra, Novantiqua Multimedia, 2005
- Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
- Porta D., Morandin B., Grignetta - le più belle arrampicate, Edizioni Albatros, 1990
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Cartografia:
- TCI - Gruppo delle Grigne - scala 1:20.000
- Multigraphic - Brianza, Prealpi Lombarde - scala 1:25.000
- Kompass, foglio 105 - Lecco, Valle Brembana - scala 1:50.000
- Relazione
- Lunghezza 1, IV: salire leggemente a destra dello spigolo, su roccia abbastanza lavorata. Dal secondo fittone traversare un poco a destra, evitando uno strapiombino e portandosi in aperta parete, dove si sale direttamente. La parete è quasi verticale, ma di roccia incredibilmente lavorata a lame e maniglie, e si lascia salire molto agevolmente. Segue un terzo fittone, poi la verticalità diminuisce, ed il percorso ritorna verso lo spigolo (comunque piuttosto largo) che si segue facilmente fino in cima all'avancorpo: sosta su fittoni da collegare. La più bella lunghezza della via!
- traversare a destra (viso a monte) per comoda ed ampia cengia, superando lo spigolo: la seconda lunghezza si svolge lungo una placca che rimane appena a destra dello spigolo vero e proprio. Scritta sulla roccia, nessuna sosta (ma la cengia è larga e non pone problemi di sicurezza).
- Lunghezza 2, V+: salire su roccia inizialmente lavorata, poi in placca: più semplice stando leggermente a destra, piuttosto che sulla verticale dei primi fittoni. Con un passo delicato si supera un tratto su placca a tacche, chiusa a destra da uno strapiombino. Da quì direttamente al fittone successivo, posto sopra uno strapiombino, raggiungibile anche salendo dapprima a destra (ben appigliato) e traversando poi a sinistra. Superare lo strapiombino direttamente o traversando a sinistra fino allo spigolo, che risulta molto più appigliato. Da quì la parete diventa via via più lavorata (fittone a destra) e conduce in breve, dopo un ultimo risalto, alla comoda sosta su due fittoni da collegare. Lunghezza impegnativa, ben attrezzata, anche se la linea chiodata va un po' forzatamente a cercare il percorso più difficile, e in alcuni punti basta spostarsi di poco per trovarsi su roccia più lavorata e difficoltà minori.
- Lunghezza 3, IV: solo in questo tiro il percorso sembra veramente percorrere un vago spigolo, seppur largo. Salire direttamente sopra la sosta, o leggermete a destra per una specie di rampa. Roccia lavorata e difficoltà discontinue. Da ultimo lo spigolo si abbatte fino ad arrivare alla comoda sosta su una cengetta.
- Lunghezza 4, III+, II: in obliquo a destra (fittone) per placche lavorate, e poi per una specie di canalino che passa tra due risalti, con percorso evidente e semplice. Si prosegue su roccia ben lavorata, per brevi risalti, evitando con percorso logico alcuni tratti più ripidi.
- Lunghezza 5, III: caratteristiche simili alla precedente: risalti semplici e discontinui, senza caratteristiche particolari. Con questo tiro si arriva alla larga cresta sommitale del Torrione Magnaghi Meridionale, ove si sosta su due fittoni.
- Lunghezza 6, II: per roccette semplici salire a destra fino all'evidente roccione sommitale, ove si sosta su due fittoni da collegare.
- Passaggino per il Torrione Magnaghi Centrale, IV+, III: dalla prima sosta di calata (cfr. paragrafo relativo alla discesa), posta una quindicina di metri più in basso del roccione sommitale, traversare a destra (viso a monte, da dove si è scesi) superando facilmente l'intaglio tra il TMM e il TMC. Da quì si sale su buone maniglie un po' lucidate fino ad un vecchio chiodo (con anello) cementato, seguito, poco più sopra, da un fittone resinato. Non alzarsi ulteriormente, ma traversare a destra in leggera discesa ad un comodo maniglione, che consente di spostarsi ancora a destra e di salire abbastanza agevolmente. Si prosegue poi per rocce più semplici, percorrendo una specie di rampa, da cui salire poi a sinistra ad una cengia, al termine della quale (verso destra) si trova una catena di calata, giusto pochi metri sotto la vetta del TMC. Da quì ci si può calare a destra sulla variante Polvara e quindi sulla normale al TMM, oppure traversare e discendere il TMC arrivando alla forcella del GLASG, alla base del TMS, come di seguito descritto.
- Discesa dal TMC e traversata alla forcella del GLASG, II: si procede assicurati, eseguendo una lunghezza quasi tutta in discesa. Nel dettaglio: dalla sosta al termine del "passaggino" salire ad un evidente fittone, e seguire una cresta di roccette semplici ora in discesa, fino ad un evidente canale che scende a sinistra. Scendere per il canale (passi di II) fino ad una sosta al suo termine. Da quì con un'ulteriore lunghezza, o assicurandosi a mo' di ferrata, si segue un cavo metallico che, come un corrimano, conduce alla forcella del GLASG. Da quì si può salire una delle vie del TMS, per esempio la via Lecco compiendo così la traversata dei tre Torrioni, una delle più classiche combinazioni realizzabili in Grignetta.
- Note: il percorso descritto è quello che risulta richiodato nei lavori di riattrezzatura eseguiti qualche anno fa. Confrontando i vari riferimenti bibliografici, se ne deduce che la prima lunghezza è in realtà una variante di attacco (peraltro il tiro più bello della via!). Anche la seconda lunghezza sembra essere una variante (cfr. Guida Monti) e non coincide con la relazione del Porta: la via originale si tiene probabilmente più a destra, ben lontana dalla spigolo, almeno nella parte bassa.
- Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 12 novembre 2006.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.