Pilastro Lomasti (m.950 circa) - via del 94esimo (o via Lomasti)

Pilastro Lomasti (m.950 circa) - via del 94esimo (o via Lomasti)

Dettagli

  • Accesso stradale: dall'uscita di Pont S.Martin dell'autostrada A5 Torino-Aosta seguire la strada per Donnas, superare il forte di Bard e oltrepassare la svolta a sinistra per la Valle di Champorcher. In vista dell'ampia parete della Corma di Machaby svoltare a destra ove possibile e seguire le indicazioni "Machaby". La strada risale il boscoso versante opposto della Corma, fino ad un comodo parcheggio.
  • Avvicinamento: dal parcheggio tornare indietro di pochi metri, attraversare il ponte sul torrente e salire, per strada acciotolata, ad una chiesa e poi ad un agriturismo (aperto il sabato e la domenica, ottime merende!). Dall'agriturismo seguire la sterrata che passa a fianco (a dx) di una costruzione in ristrutturazione, e piega poi a sinistra. Seguire la sterrata per circa 0h30 (dal parcheggio), fino ad una curva dove si trova un cartello giallo con indicazioni per la base del Pilastro Lomasti, che si raggiunge in 0h15 su sentiero. (0h45 complessivi)
  • Attacco: a destra della colata nera centrale, scritta evidente su targhetta metallica.
  • Discesa: con quattro calate in corda doppia lungo l'itinerario di salita: dalla S7 calarsi per 50 metri fino alla S5. Con un'altra calata da 50 metri leggermente obliqua a sinistra si ritorna alla S3. Una calata da 30 metri obliqua a sinistra riporta alla S2. Con un'ultima calata da 50 metri si raggiunge la basse del pilastro in prossimità dell'attacco della via La Rossa e il Vampirla. Da qui è possibile ritornare all'attacco della via o imboccare direttamente il sentiero di ritorno.
  • Difficoltà: 6a+ (6a obbl.).
  • Sviluppo: 7 lunghezze, per circa 220 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: la via è interamente attrezzata a spit e le soste presentano tutte l'anello di calata. Sufficienti 12 rinvii di cui alcuni lunghi per ridurre gli attriti. Consigliate mezze corde per le calate.
  • Esposizione: sud-ovest.
  • Tipo di roccia: gneiss.
  • Periodo consigliato: mezze stagioni.
  • Tempo salita: 4h00/5h00.
  • Primi salitori: Ernesto Lomasti, 1979.
  • Riferimenti bibliografici: Bal M., Raspo P., Mani Nude - Arrampicata sportiva in Valle d'Aosta, Martini Multimedia Editore, 2003.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 6a+, 50 metri: salire la placca e portarsi all'estrema destra del tetto che si supera con un passo di equilibrio. Seguire la fessura obliqua verso sinistra tenendo le mani nella fessura e i piedi in aderenza fino a uscire su rocce più facili che conducono a una placca verticale. Salire la placca superando prima una sosta scomoda poi uno strapiombino e portarsi a sinistra fino a raggiungere la sosta.
  • Lunghezza 2, 6a+, 35 metri: traversare a sinistra superando una sosta, poi alzarsi e spostarsi ulteriormente a sinistra sfruttando la grande lama staccata rovescia. Poi in verticale per placca fino ad aggirare lo spigolo. Doppiare lo spigolo e proseguire in traverso verso sinistra fino a raggiungere la sosta in prossimità di un albero.
  • Lunghezza 3, 5b, 35 metri: salire in obliquo a sinistra poi dritto lungo due fessure una di seguito all'altra fino a raggiungere una sosta. Lasciare questa sosta alla propria sinistra e traversare a destra su un gradino accennato fino a un pilastrino. Risalire il pilastrino sulla sinistra fino a raggiungere la sosta posta di fianco a quella di Control... e vai tranquillo.
  • Lunghezza 4, 6a+, 30 metri: superare il tetto sovrastante nel suo punto più debole, poi salire lungo un diedrino e successivamente lungo una fessura fino alla sosta.
  • Lunghezza 5, 6a+, 30 metri: per placca a buchi si segue la linea del diedro di sinistra, poi si supera un bombamento che conduce a un terrazzino alberato dove si trovano tre soste.
  • Lunghezza 6, 6a, 35 metri: salire lungo un diedrino che diventa sempre più grande fino a raggiungere un ampio terrazzo dove si sosta.
  • Lunghezza 7, 5c, 20 metri: salire lungo il diedro di sinistra su roccia molto lavorata a buchi. Rinviare la prima sosta che si incontra sulla sinistra appena usciti dal diedro e salire ancora qualche metro a destra fino a una sosta più comoda su placca appoggiata.
  • Note: bella via con passaggi tecnici su roccia buona, diversa dalla roccia della vicina parete del Machaby. Riprende in parte la linea della via originale aperta da Lomasti. È facile smarrirsi nel mare di spit entro cui si intrecciano i diversi itinerari, fortunatamente alcune placchette segnavia aiutano ad orientarsi.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Nicola Rizzato, da una ripetizione del 5 giugno 2016 con Alessandro Ceriani.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.