Marmolada, Punta Ombretta (m.3230), Parete Sud - via Don Quixote
Dettagli
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Accesso stradale:
raggiungere Malga Ciapèla (è il primo paese a valle del passo Fedaia, venendo dalla val di Fassa), dove parte la funivia per la Marmolada-Punta Rocca.
Non fermarsi al piazzale della funivia ma continuare e scendere per il campeggio. Attraversarlo e continuare fino al termine della strada asfaltata e arrivando al cartello di divieto di transito (cercare uno slargo disponibile dove parcheggiare). -
Avvicinamento:
dalla macchina seguire il segnavia 610 (cartelli per Rifugio Falier – Passo Ombretta) che, prima per strada sterrata e poi per sentiero, porta al Pian d'Ombretta dove si trova Malga Ombretta (bella conca con stupendo panorama sulla Parete Sud della Marmolada) ed infine conduce al Rif. Falier (m.2080)(1h00 di buon passo).
Dal Rif. Falier prendere l'evidente sentiero che sale verso la parete Sud e porta al Passo. Il sentiero sale ripido e passa fra grossi massi, quindi in un punto dove piega a sx si trova un ometto che indica di lasciare il sentiero (noi abbiamo lasciato il sentiero dal secondo ometto, probabilmente è meglio farlo dal primo). Ci si dirige per prati, roccette e ghiaie verso la parete, andando verso dx. Si rimontano delle roccette e si segue una cengia che continua a dx, non a contatto della parete ma più sotto. La cengia va seguita quasi fino al termine. Dopo un tratto che sale ripido si trova una zona più facile: da lì non salire l'ultimo tratto facile ma andare alla parete ormai vicina e risalire delle roccette per arrivare alla base di un diedro-camino che dà evidentemente l'accesso ad una spaccatura nella parete che sale da dx a sx. Parecchio prima nella parete c'è un altro evidente camino che sale, ma è visibilmente difficile e non costituisce l'attacco. (1h00) - Attacco: su cengetta alla base del diedro-camino.
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Discesa:
(indicazioni faccia a valle): dalla sosta a spit della cima scendere in corda doppia sul lato opposto.
Si possono eseguire due o tre doppie, noi ne abbiamo fatte tre corte ma siamo arrivati troppo alti sul ghiacciaio, vicino alla terminale. Si consigliano doppie più lunghe, soprattutto l'ultima, in modo da arrivare sul ghiacciaio dove è pianeggiante. Le soste non sono perfettamente allineate, ma vanno cercate. Dal ghiacciaio dirigersi a valle verso l'evidente stazione della funivia di Punta Serauta:- se si arriva entro le 16:30 si riesce a prendere l'ultima corsa che porta direttamente a Malga Ciapèla (1h30 dalla cima alla funivia);
- se non si riesce a prendere la funivia occorre scendere a valle seguendo le piste da sci e arrivando al Passo Fedaia, dove occorre tornare a Malga Ciapèla con autostop (oppure con una seconda auto lasciata lì per poi scendere).
Attenzione! Se il ghiacciaio è coperto di neve, come di solito, occorre stare legati in cordata per la presenza di crepacci non visibili.
- Difficoltà: VI/VI+ max.
- Sviluppo: circa 800 metri.
- Attrezzatura: serie di friend fino al 3 BD, martello e scelta di chiodi per emergenza.
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: calcare di ottima qualità, soprattutto nella parte alta.
- Periodo consigliato: da inizio estate all’autunno. Informarsi sia sulle condizioni della parete sia su quelle del ghiacciaio di discesa.
- Tempo salita: 7h00/10h00.
- Primi salitori: H.Mariacher, R.Schiestl, 24/06/1979.
- Riferimenti bibliografici: Giordani M., Marmolada Parete Sud, Edizioni Versante Sud.
- Relazione
- Lunghezza 1, III: salire per diedro-camino che continua evidentemente per una spaccatura che incide la parete da dx a sx. Si supera una zona con roccette ed erba e si arriva per zona facile fino alla sosta.
- Lunghezza 2, III: si continua in piano per cengia e si arriva ad uno speroncino appoggiato alla parete, al cui culmine c'è un sasso incastrato con cordone. Scendere sul lato opposto per continuare nella spaccatura, uscirne a sx e arrivare alla base del successivo diedro, dove si sosta.
- Lunghezza 3, IV: salire per il diedro e poi per rocce più facili, fino a sostare.
- Lunghezza 4, IV: si continua per placchetta e poi per spaccatura e caminetto a sx, arrivando a roccette più facili dove infine si trova la sosta a dx.
- Lunghezza 5, IV: a sx ancora per spaccatura, fino ad arrivare ad una sosta sotto la direttiva di alcuni strapiombi.
- Lunghezza 6, IV+: traversare a sx per delle roccette delicate, quindi salire poco e poi traversare ancora a sx, raggiungendo la sosta sotto una evidente fessura-lama in mezzo ad una placca .
- Lunghezza 7, V+: salire sopra la sosta per bella fessura-lama verticale che porta alla sosta.
- Lunghezza 8, VI: traversare verso dx, verso un evidente camino che deve essere risalito (2 chiodi). Quando si arriva sotto uno strapiombo della parete di dx, ci sono due chiodi vicini e da lì occorre traversare a dx (passaggio delicato) e subito dopo si trova la sosta.
- Lunghezza 9, IV: su per un diedro-spaccatura sopra la sosta, sosta poco prima della grande cengia.
- Lunghezza 10, I/II: continuare per roccette e poi sulla grande cengia con detriti e facili rocce, puntando ad una zona con roccette nere, sotto la direttiva di due enormi nicchie sovrapposte nella parete.
- Lunghezza 11, III+: salire per rocce rotte nere, quindi in obliquo verso dx e poi dritto per placca fino alla sosta.
- Lunghezza 12, IV+: obliquare verso dx, e poi puntare alla grossa nicchia più sopra, dove si sosta (è una nicchia circa alla stessa altezza delle altre due a sx).
- Lunghezza 13, VI+, poi V: salire a dx la parete strapiombante della nicchia (chiodi) e poi andare verso sx seguendo una spaccatura, fino alla sosta.
- Lunghezza 14, IV+: salire sopra la sosta, quindi stare a sx ed entrare in un diedro-camino, risalirlo e continuare più facilmente su roccette, fino ad una zona comoda dove attrezzare una sosta (non l'abbiamo trovata).
- Lunghezza 15, III: continuare dritto per roccette, poi ancora una zona facile, fino alla base dello spigolo arrotondato.
- Lunghezza 16, IV: su per lo spigolo arrotondato, seguendo alcuni punti deboli, fino alla sosta alla base di una placca con buchi.
- Lunghezza 17, V: traversare a dx, non salendo troppo verso gli invitanti buchi più sopra (chiodo a circa metà traverso). Si raggiunge così un diedro da salire per poi raggiungere la sosta dopo il suo termine.
- Lunghezza 18, V+: salire per muro e poi per fessura-spaccatura che sale da dx a sx, e poi diventa verticale. Si raggiunge così la sosta. Volendo qualche metro più sopra c'è un'altra sosta.
- Lunghezza 19, VI+: continuare nella fessura-spaccatura. All'altezza della seconda sosta traversare a sx (delicato) a raggiungere una fessura da seguire (qualche chiodo), arrivando poi ad uno strapiombetto più ammanigliato e alla sosta a dx. Possibile dalla sosta continuare dritto per fessura leggermente a dx, arrivando alla stessa sosta (dovrebbe essere leggermente più difficile, ma più chiodato, soluzione non verificata).
- Lunghezza 20, VI oppure V+ e A0: salire e poi andare leggermente a sx (a dx visibile una fessura chiodata, soluzione non verificata). Si trova un muro con chiodo e clessidra. Ora traversare a sx e poi salire il bel muro con buchi (molti chiodi), fino alla sosta.
- Lunghezza 21, V+: salire il bellissimo sperone compatto e ricco di buchi, andando prima leggermente a dx e poi salendo cercando gli appigli migliori (qualche chiodo), uscendo poi verso sx seguendo sempre i migliori appigli, verso il grande canale laterale. La sosta è poco più in alto.
- Lunghezza 22, V+: dalla sosta salire dritto per una fessura e poi leggermente a sx per muretto con 2 chiodi, quindi uscire a dx per diedro fino ad un ripiano con due spit martellati; continuare su rocce compatte ma più appoggiate (chiodo) e un ultimo muretto arrotondato dopo il quale si arriva sulla piatta cima, dove di trova la sosta su due fix con cordoni e maillon di calata (attenzione all'attrito della corda).
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Note:
attenzione alla descrizione dei tiri: abbiamo percorso la parte bassa della via prevalentemente in conserva e velocemente, quindi ci potrebbero essere delle imprecisioni, confrontare con altre relazioni.
Via godibile e non particolarmente dura per essere sulla parete Sud della Marmolada. La parte alta è la più compatta e con qualche tiro molto bello a buchi, di soddisfazione.
Non è detto che si riesca a prendere la funivia, quindi preventivare la possibilità di scendere per il ghiacciaio. - Aggiornamento: relazione a cura Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 31 agosto 2013 con Mattia Guzzman Guzzetti.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.