Val Masino, Dente della Vecchia (m.2913) - Via Polident
Dettagli
- Accesso stradale: dal centro del paese di S. Martino in Val Masino seguire le indicazioni per i Bagni di Masino: dopo alcuni tornanti e un rettilineo alberato la strada termina poco prima dell'ingresso delle Terme. Lasciare la macchina nel piccolo parcheggio sulla sinistra oppure ai lati della strada.
- Avvicinamento: dal parcheggio dei Bagni di Masino imboccare la strada sterrata che porta a un prato sulla destra del torrente. Da qui inizia il sentiero che per mulattiere, boschi e tornanti conduce, passando prima per le baite di Corte Vecchia m.1405 poi per la Casera Porcellizzo m.1899, al rifugio Gianetti m.2534 (3 ore dai Bagni di Masino). Il rifugio Gianetti, tappa del sentiero Roma e base per ascensioni al pizzo Badile e Cengalo, è aperto nella stagione estiva, dispone di 77 posti letto e un locale invernale con 15 posti letto. Il custode è Giacomo Fiorelli (0342 645161).
- Attacco: dal rifugio Gianetti risalire la pietraia lungo il sentiero che conduce alla via Normale del Pizzo Badile. Giunti all'altezza del Dente della Vecchia traversare a sinistra su una traccia poco evidente (ometti) portandosi alla base della parete est (30 minuti dal rifugio). La via attacca su una placca compatta a destra di una grossa fessura-diedro (primo fix con cordone visibile a 4 metri da terra).
- Discesa: in corda doppia sulla via con quattro calate da 60 metri: dalla S7 con una calata si raggiunge la S5, da qui con un'altra calata al limite si scende alla S3. Poiché la S1 della via Polident è danneggiata, è consigliabile calarsi fino alla S2 della vicina via Godzilla posta sotto la fascia di strapiombi, una quindicina di metri a destra della S1 di Polident. Da qui, con un'ultima calata, si raggiunge la base della parete.
- Difficoltà: 6a+ (5c obbl.).
- Sviluppo: 300 metri.
- Attrezzatura: soste e tiri attrezzati a fix inox. Sufficienti 8 rinvii, nut e friend fino al n°3 BD, corde da 60 metri.
- Esposizione: est.
- Tipo di roccia: granito.
- Periodo consigliato: estate: da giugno a fine settembre.
- Tempo salita: 3h00.
- Primi salitori: L. Lanfranchi, G. Maspes, M. Motto, G. Ongaro il 28/09/1997.
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Riferimenti bibliografici:
- Gaddi A., Nel Regno del Granito, Alpine Studio, maggio 2014
- Sertori M., Lisignoli G., Solo Granito, Edizioni Versante Sud
- Cartografia: Kompass, foglio 92 - Chiavenna, Val Bregaglia - scala 1:50.000.
- Relazione
- Lunghezza 1, 5b, 40 metri: salire la placca compatta fino al primo fix, poi seguire la fessura obliqua a destra da proteggere che conduce sotto a uno strapiombo. Qui si trova la sosta (due fix di cui uno rotto).
- Lunghezza 2, 6a, 30 metri: superare lo strapiombo sul suo lato sinistro poi uscire a destra per placca fino a raggiungere la sosta.
- Lunghezza 3, 4a, 50 metri: superare un breve muro poi per placca appoggiata fino alla sosta posta sotto la verticale di due grosse fessure-camino che incidono la parete.
- Lunghezza 4, 5b, 40 metri: continuare lungo la placca puntando alla fessura di destra, quando la placca diventa più verticale superare un risalto sulla destra, poi una fessura e infine sostare su un piccolo pulpito.
- Lunghezza 5, 5c+, 35 metri: con un passo atletico portarsi all'interno della fessura-camino e seguirla fino a quando essa si apre sul terrazzino di sosta.
- Lunghezza 6, 6a+, 40 metri: attaccare il muro verticale e compatto restando il più possibile a sinistra dei fix, dove è più facile, fino a quando, con passo obbligato, ci si sbilancia verso destra portandosi sul filo dello spigolo per poi rientrare a sinistra e proseguire facilmente fino alla sosta.
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Lunghezza 7, 5c, 30 metri:
per placca raggiugere una zona appoggiata proprio sotto la vetta, da qui traversare verso sinistra doppiando lo spigolo e salire alla sosta.
Ora è possibile calarsi direttamente sulla via oppure raggiungere la vetta vera e propria pochi metri più in alto. La sosta in cima al Dente è stata rimossa, è però possibile attrezzarne una provvisoria in una fessura. - Note: via moderna molto bella che sale per placche e fessure. Nei tiri sotto al 6a la chiodatura è distanziata ma facilmente integrabile con protezioni veloci.
- Aggiornamento: relazione a cura di Nicola Rizzato, da un'ascensione effettuata il 13 agosto 2016 con Alessandro Ceriani.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.