Corna di Medale (m.1029) - via Kramertheorem

Corna di Medale (m.1029) - via Kramertheorem

Dettagli

  • Accesso stradale: dalla città di Lecco seguire la strada che sale in Valsassina, raggiungendo la frazione di Laorca. Al secondo marcato tornante (ampio slargo) svoltare a sinistra e seguire la strada per 200/300 metri, fino ad un parcheggio.
  • Avvicinamento: dal fondo del parcheggio seguire le indicazioni per i vari sentieri (cartello), che attraversano inizialmente il paese. Proseguendo si raggiunge la strada sotto le reti paramassi (indicazioni per il Medale) che si segue fino ad incrociare il sentiero che scende dal retro del Medale (a destra) e quello che porta all'attacco della ferrata del Medale (cartello). Seguire questo secondo sentiero, superare un primo bivio segnalato da un ometto, salire verso destra su sentiero in mezzo alla vegetazione e raggiungere la base della parete, in corrispondenza di un grosso masso con albero dove attacca la via Taveggia (scritta in vernice rossa sbiadita alla base). (0h20)
  • Attacco: per raggiungere la S0 di Kramertheorem è necessario salire la prima lunghezza della via Taveggia.
  • Discesa: con 3 calate in corda doppia da circa 35 metri sulla via Mary Poppins dalla S4 (terza sosta della via Kramertheorem), oppure a piedi per sentiero se si sale l'ultima lunghezza fino alla cengia mediana della parete.
  • Difficoltà: 6b+ (6a obbligato).
  • Sviluppo: 160 metri, compresa la prima lunghezza della via Taveggia, fino alla cengia mediana della parete.
  • Attrezzatura: ottima a fix inox e chiodi, portare almeno 15 rinvii ed un piccolo assortimento di friend medi e piccoli.
  • Esposizione: sud-est.
  • Tipo di roccia: calcare.
  • Periodo consigliato: primavera, autunno ed inverno, troppo caldo in estate.
  • Tempo salita: 2h00.
  • Primi salitori: Raffaele Dinoia e Germano Carganico il 18/03/1974. Restauro a cura di Federico Montagna, Giovanni Chiaffarelli, Filippo Colombo e Giacomo Tagliabue, concluso nel Giugno 2016.
  • Riferimenti bibliografici:
  • Cartografia: Kompass, foglio 105 - Lecco, Valle Brembana - scala 1:50.000.
  • Relazione
  • Via Taveggia (zoccolo)
  • Lunghezza 1, III+, 50 metri: salire per canalini erbosi e facili placche fino ad arrivare ad una cengia, dove si sosta su catena. A sinistra prosegue la via Taveggia (fittoni), in verticale sale Eternium (fittoni), a destra sale Kramertheorem (fix).
  • Via Kramertheorem
  • Lunghezza 2, 6b+, 25 metri: salire obliquando a destra su placca verticale (fix con maglia rapida), poi in verticale sfruttando una bella lama sulla destra, spostarsi poi a sinistra e salire un tratto della via Eternium (fittoni resinati), poco oltre uno strapiombino salire una fessura sulla destra che porta ad una nicchia, dove si sosta.
  • Lunghezza 3, 6b+, 35 metri: traversare a sinistra doppiando uno spigolo (chiodo con cordone) e salire una placca verticale fessurata molto impegnativa (fix e chiodi). Superare sulla destra un masso consolidato con della resina e proseguire sempre in verticale per fessure superficiali faticose, superare due fessure orizzontali (sosta a chiodi originale) e proseguire fino ad un pulpito roccioso, dove si sosta.
  • Lunghezza 4, 6a, 20 metri: salire in verticale un muro articolato fino alla sua sommità, obliquare poi a destra (roccia da verificare) fino ad una piccola cengia, dove si sosta su catena della via Mary Poppins.
    Da qui è possibile calarsi in doppia sulla via Mary Poppins, oppure prestando molta attenzione alla qualità della roccia proseguire per l'ultima lunghezza della via originale (soluzione non verificata).
  • Lunghezza 5, IV+/V, 30 metri: per rocce ed erba raggiungere la cengia mediana. Sosta da attrezzare su 2 fix.
  • Note: complimenti ai richiodatori per aver fatto rinascere in ottica sportiva un itinerario dimenticato da oltre quarant' anni. La via è bellissima ed impegnativa, una valida alternativa alle altre vie brevi del settore Sud Est del Medale.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Simone Rossin, da un'ascensione effettuata con Maurizio Ciampi il 4 gennaio 2017.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.