Val di Mello, Settore Sperone degli Gnomi (m.1100 circa) - via Tunnel Diagonale
Dettagli
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Accesso stradale:
dalla statale che da Colico porta a Sondrio, superato il centro abitato di Morbegno, svoltare a sinistra all'altezza di un ponte in cemento a tre arcate, e seguire le indicazioni per S.Martino in Val Masino.
Oltrepassato il centro del paese, prendere una traversa verso destra seguendo i cartelli per la Val di Mello. Seguire la stretta strada, che poi diventa di ciottolato e sterrata nel suo termine, fino al grosso parcheggio, ove si lascia la macchina (nel periodo estivo questa strada è chiusa al traffico; esiste però un servizio navetta che in meno di 15 min. porta alla fine di essa). - Avvicinamento: dal parcheggio si segue la strada di fondovalle per circa 10 minuti. In prossimità del bidet della Contessa, prima dell'inizio del prato, deviazione verso sinistra. Salire nel bosco per lunga diagonale e poi per alcuni tornanti (ometti) fino a un bivio, svoltare a sinistra e raggiungere la base delle placche: il sentiero è facilmente intuibile dal bidet della Contessa. (0h15)
- Discesa: dall'alberello di sosta scendere nel bosco a sinistra della via (faccia a monte) per tracce di sentiero fino alla base della struttura. (0h15)
- Difficoltà: IV+.
- Sviluppo: tre lunghezze, per circa 120 metri.
- Attrezzatura: alcuni chiodi in via. Portare una serie di nut e friend medio-grossi.
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: granito.
- Periodo consigliato: dalla primavera all'autunno, evitando i periodi più caldi.
- Tempo salita: 2h00.
- Primi salitori: P.Belgeri, B.Borsi, M.Piattoli e I. Guerini, 1976.
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Riferimenti bibliografici:
- Masa P., Merizzi J., Val di Mello, 9000 metri sopra i prati, Casa Editrice Stefanoni
- Angelici L., Boscacci A., MELLO - le 100 più belle arrampicate, Edizioni Albatros, 1990
- Maspes G., Miotti G., Masino Bregaglia Disgrazia - Montagne per quattro stagioni, Ed. Guide dalle Guide
- Cartografia: Kompass, foglio 92 - Chiavenna, Val Bregaglia - scala 1:50.000
- Relazione
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Lunghezza 1, IV+, 40 metri, 2 chiodi:
risalire lungo due spaccature fino ad un bellissimo diedro da affrontare in opposizione, rinviare su un chiodo e sorpassare un passaggio con roccia aggettante, sopra cui si trova la seconda protezione (ben visibile con un cordino).
Proseguire poi seguendo una lama e poi una piccola cenetta, superata la quale è visibile una sosta su clessidra (si notano molti cordoni). A destra sosta su spit con anello di calata della via Savonarola, molto scomoda perchè leggermente fuori dall'itinerario e perchè costringe a rimanere appesi. - Lunghezza 2, IV, 40 metri, 1 chiodo: superare il passaggio iniziale sopra la sosta dove la roccia si impenna violentemente. Proseguire per la lama fino a dove la roccia spiana, traversare a destra e risalire a sinistra su canale verso un evidente albero. Poi proseguire su placca per alcuni metri fino a sostare su piazzola comoda su albero.
- Lunghezza 3, III, 40 metri, tiro sprotetto: proseguire per le placche superiori rinviando sugli arbusti (protezioni precarie) salendo in verticale fino alle piante del bosco sopra. Sosta su albero.
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Note:
segnalata come introduzione all'arrampicata e allo "stile" tipici della Val di Mello, Tunnel Diagonale è composta da tre tiri abbastanza sostenuti ma sempre divertenti e proteggibili con friend medio-grandi e nut. E' è una classica molto piacevole e frequentata.
Bella via mai banale. Il primo tiro può essere fatto seguendo la variante (sprotetta) che parte poco più in alto della normale seguendo dapprima una splendida fessura e traversando poi sotto un tetto fino ad una placca con passaggio di V+ (aderenza per piedi e presa inversa su svaso per mano dx, mano sx in appoggio sulla placca). Tale percorso salta il primo chiodo della via, il passaggio chiave è proteggibile con un cordone incastrato in fessura, che tuttavia ci è sembrato alquanto precario come protezione.
Abbinata in giornata con la vicina Cunicolo Acuto. - Aggiornamento: relazione a cura di Mauro Luinetti e (soprattutto di) Matteo Colombo, 16 aprile 2007.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.