Monte Cimo (m.955), Brentino, Sass de Mesdì - via Il ladro di Baghdad
Dettagli
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Accesso stradale:
da Affi (raggiungibile dall'autostrada del Brennero o da Peschiera del Garda), nei pressi della rotonda all'uscita dell'autostrada, seguire per Spiazzi (andare verso l'evidente centro commerciale all'uscita dell'autostrada) e continuare fino ad una svolta a dx per Brentino. Continuare fino ad una svolta a sx verso un ponte che attraversa un canale. Subito dopo c'è una curva in corrispondenza della quale, di fronte, c'è uno spiazzo di fianco ad un vigneto dove è possibile parcheggiare e dove parte il sentiero.
Continuando sulla strada è possibile anche parcheggiare più avanti a dx, di fronte ad un cimitero. Personalmente consiglio di andare ancora più avanti e parcheggiare nel paese di Brentino, di fronte alla chiesa (si segnalano problemi per furti alle auto. Anche zaini incustoditi alla base delle vie sono stati oggetto di furti...). - Avvicinamento: prendere il sentiero a sx delle vigne (da Brentino circa 15' camminando sulla strada), e seguirlo su terreno ripido, con molti zig-zag tra saltini di roccia. Si arriva ad una placchettina con corda (attenzione, vecchia e rovinata), continuare ancora fin sotto un salto con due corde da risalire (attenzione, vecchie, usarle insieme e uno per volta). Si continua ancora fino a quando si trova una traccia che traversa a dx, seguirla fino ad arrivare ad un sentiero orizzontale con scritta "raccordo". Andare a sx in orizzontale lungamente fin sotto l'evidente placconata sotto l'enorme tetto del Sass de Mesdì.
- Attacco: in centro alla placconata, leggermente a sx in corrispondenza di un muretto (nome alla base).
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Discesa:
in doppia sulla via a dx (Otto bastano, 3 doppie). Attenzione: presenti numerose soste. Nel caso si utilizzino soste senza catene e anello di calata, controllare e se necessario sostituire i cordoni di calata presenti.
E' anche possibile scendere per sentiero, salendo un canalino dall'ultima sosta. Seguire poi le tracce verso dx e proseguire come per la discesa dalla via Te lo do io il Verdon (soluzione non verificata da questa via, consigliata la discesa in doppia). - Difficoltà: 7a max (6a e A0).
- Sviluppo: 150 metri.
- Attrezzatura: 15 rinvii, 2 mezze corde per le calate.
- Esposizione: est-sudest.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: tutto l'anno, ma in estate troppo caldo e d'inverno sole fino al primo pomeriggio.
- Tempo salita: 2h00/3h00.
- Primi salitori: B.Vidali, E.Cipriani, E. De Bastiani (I.Micheletti, B.Zanini gli ultimi 2 tiri).
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Riferimenti bibliografici:
- Arrampicare in Val d'Adige - Monte Cimo (libro molto esplicativo ma che non riporta autore ed editore)
- Coltri S., Vidali B., Tra il lago e il fiume, 2007 (meno esplicativa ma con i riferimenti esatti delle targhette delle varie vie e dei settori)
- Cartografia: Kompass, foglio 102, Lago di Garda - Monte Baldo, scala 1:50.000
- Relazione
- Lunghezza 1, 6a, 5b, 5c: dritti dalla targhetta della via, facendo attenzione alle varie linee delle vie a spit per seguire quella giusta... Primi metri scorbutici (6a) , poi più facile (5b). Arrivati alla prima sosta abbiamo continuato direttamente sul secondo tiro su placca stupenda, con roccia molto lavorata a lamette e buchi (6a , 5c).
- Lunghezza 2, 6a, 5c: su ancora, seguendo gli spit, sempre su placca lavorata e con tratti più verticali.
- Lunghezza 3, 5b, 5c: ancora in placca; verso la fine alcuni passi verso dx contro un muretto.
- Lunghezza 4, 6b+: superare uno strapiombino e poi proseguire in placca, traversando a dx (molto delicato, tiro dato 6c+, per me 6b+) e poi risalire pochi metri dritto alla sosta.
- Lunghezza 5, 7a o A0, 5c: salire il diedro strapiombante a sx della sosta (7a/A0), poi più facilmente alla sosta finale (5c). In alternativa è possibile dalla sosta traversare a dx e risalire per placca e rocce rotte sulla via di fianco, fino alla sosta più a dx (6a, 5b, soluzione non verificata).
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Note:
via ben attrezzata a spit; la linea originale non sempre sale dritta, in qualche caso fa dei piccoli spostamenti. Occorre fare attenzione cercando di seguire sempre lo stesso tipo di spit...
Ho deciso di relazionare la via non tanto perchè sia necessario (basta seguire gli spit...), ma perchè la roccia trovata è veramente stupenda ed il posto impressionante. Si arrampica sotto enormi tetti su placche super-lavorate a gocce e lamette. Purtroppo la placconata è un po' sfruttata a livello di numero di vie e si sente il rumore dell'autostrada del Brennero.
E' possibile combinare due vie in giornata, tenendo conto che questa via può essere considerata entry level (le altre vie che ho salito sulle strutture verticali sono molto più difficili). - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione con Mario Colombo il 25 aprile 2009.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.