Valle dell'Orco, Scoglio di Mroz (Punta del Fendù) (m.1900), Parete Est - via Impressioni di Settembre

Valle dell'Orco, Scoglio di Mroz (Punta del Fendù) (m.1900), Parete Est - via Impressioni di Settembre

Dettagli

  • Accesso stradale: prendere per Ivrea, quindi Castellamonte e continuare per Ceresole Reale. Dopo il paese di Rosone seguire una strada a dx in salita con indicazione per la valle di Piantonetto – Rif.Pontese (poco visibile). Dopo S.Giacomo proseguire per la stretta strada asfaltata fino ad individuare una stradina sulla sx che porta alla stazione di una vecchia teleferica.
  • Avvicinamento: salire a destra della costruzione, per traccia, continuare fino a passare dietro ad un paravalanghe e poi per traccia tra arbusti (a zone poco visibile), fino ad una pietraia con ometti.
    Qui due possibilità:
    • a destra sale una traccia verso il bosco, con bolli rossi; con vari zig-zag e tratti ripidi (una corda fissa), arriva ai saltini sotto la parete (una corda fissa) e quindi alla base dello spigolo di destra dello Scoglio;
    • andando dritto, si seguono gli ometti tra i massi, per poi piegare a destra nel bosco (una corda fissa) e arrivare a congiungersi con la traccia della prima possibilità. Questa traccia è più marcata.
     Attenzione!! Presenza di vipere nella zona. Non disturbarle…. (0h45)
  • Attacco: a sx dello spigolone di centro/dx parete, dietro dei sassoni addossati ad essa, e sotto una evidente fessura-lama con un paio di spit visibili. Più a dx un'altra via a spit (?), mentre più a sx si trova il diedro con alberi della via Gogna.
  • Discesa: con 3 doppie da 50-55 metri sulla via di salita o sulla via Gogna, che sta a sx della via (faccia a monte, soste attrezzate con catene).
  • Difficoltà: 6b (obbligato 6a/6a+).
  • Sviluppo: 160 metri.
  • Attrezzatura: serie di nut e soprattutto friend (se si vuole salire particolarmente tranquilli raddoppiare le misure medie).
  • Esposizione: est.
  • Tipo di roccia: granito di buona qualità.
  • Periodo consigliato: estate e autunno.
  • Tempo salita: 2h30/3h00.
  • Primi salitori: primi 3 tiri: Luigi Casetta e Maurizio Oviglia, 9/10/1983; ultimi 3 tiri: Giorgio Caddeo e Maurizio Oviglia, 09/1997.
  • Riferimenti bibliografici: Oviglia M., Rock Paradise, Edizioni Versante Sud.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 6a+: salire direttamente per la fessura-lama, che presenta una buona presa ma è abbastanza continua (arrampicata in opposizione/incastro). Ci sono un paio di buoni punti di riposo. Si sosta su un gradino.
  • Lunghezza 2, 6a: si sale sopra la sosta sotto uno strapiombetto e si traversa su liste e tacche allo spit a dx. Si sale quindi per diedro (qualche chiodo). Si continua sullo spigolo, seguendo alcune fessurine, quindi al termine di queste si traversa a sx aldilà dello spigolo, su bella placca ricca di concrezioni, che si sale direttamente fino alla sosta poco sopra su comoda cengetta rocciosa.
  • Lunghezza 3, 6a+/6b: salire facilmente sopra la sosta, oltre il bordo di una spaccatura. Andare a sx e seguire la spaccatura, inizialmente facile e poi più impegnativa, fino ad arrivare ad una bella lama da seguire a sx ed arrivare alla base di una grossa lama verticale (bordo sx della torre staccata) con alcuni spit (fin qui 6a+/6b). Qui due possibilità:
    • la via originale sale dritto sulla dx degli spit (6b o A0) e arriva sulla cima della torre staccata, dove si sosta su due spit posizionati sulla parete successiva;
    • in alternativa salire la lamona in dulfer, spingendo con i piedi sulla parete alla sua sx. Quando non è più possibile continuare in questo modo, traversare a sx sulla fessura della vicina Gogna (delicato) e sostare più sopra (sosta Gogna), oppure sulla torre staccata a dx (sosta indicata prima) (6a+).
  • Lunghezza 4, 6a, 5b: salire a sx della sosta della torre staccata, su fessura (6a, si arriva facilmente anche traversando a dx dalla sosta della Gogna), quindi si continua facilmente per muretti-terrazzini fino alla sosta su comodo terrazzo.
  • Lunghezza 5, 6a, 35 metri: si prosegue a sinistra, arrivando ad una fessura, che con una breve dulfer porta sopra un ripiano. Si continua con una bella lama in dulfer a destra, raggiungendo poi un diedro inclinato, che si segue inizialmente. Dopo il secondo fix sulla parete di destra, salire ancora leggermente, fino a quando è possibile traversare a destra su buoni appigli, salire ancora e poi uscire su comodo pianerottolo a destra.
  • Lunghezza 6, 5c, 30 metri: su per roccette sopra la sosta, poi spigoletto e paretina, arrivando ad una cengia. Superare un muretto ed entrare in un canaletto, per poi uscire al ballatoio di sinistra, dove si trova la sosta.
  • Note: via corta ma decisamente bella , soprattutto i primi 3 tiri. Roccia molto bella e rugosa. Presenti spit, ma sono pochi e occorre integrare. Soste attrezzate con due spit e maillon di calata; eventualmente cambiare i cordini che li uniscono, per la discesa in doppia.
    Consigliabile in autunno oppure in estate quando la meteo non permette salite più importanti.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione con Olindo Fioretto il 24 luglio 2011.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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