Pilastro Rosso (m.550) - via Panzeri-Riva
Dettagli
- Accesso stradale: da Lecco Centro proseguire per il lungo lago in direzione Colico-Sondrio per circa 2 km, svoltare a destra sotto un ponte a tre arcate della ferrovia e parcheggiare nel prato a sinistra.
- Avvicinamento: imboccare il sentiero di fronte al ponte, che porta in breve alla falesia della "Discoteca". Costeggiare la base della parete verso destra salendo al settore alto della falesia e proseguire verso destra in costa quasi in piano fino alla base di un canale detritico, (si arriva a questo punto anche prendendo il sentiero a destra ad un bivio non segnalato poco sotto la falesia). Salire il canale detritico e raggiungere la base della parete Ovest del Pilastro Rosso. (0h10)
- Attacco: la via attacca in prossimità di una pianta, sulla verticale del netto diedro camino posto a destra della parete.
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Discesa:
dalla S6 traversare a destra faccia a monte su un'esile traccia fino ad una zona detritica (ometti), scendere qualche metro fino ad uno spigolo, aggirarlo traversando nuovamente a destra fino ad un pulpito dove è attrezzata la prima doppia:
- prima da 40 metri, nel finale tendere a sinistra faccia a monte fino in prossimità di uno spigolo;
- seconda da 40 verticale e nel vuoto, bellissima!
- terza da 40 metri fino a delle piante;
- quarta ed ultima da 40 metri fino alla base della parete.
Per il sentiero di avvicinamento si torna al parcheggio. (1h15)
- Difficoltà: VIII- o VI+ e A1.
- Sviluppo: 220 metri.
- Attrezzatura: in via fittoni resinati e vecchi chiodi, da integrare con friend medi e grandi fino al numero 4 BD. Consigliata una staffa e fifi. Portare almeno 13 rinvii, utilizzare due mezze corde da 60 metri necessarie per la discesa in corda doppia. Soste da attrezzare o attrezzate su fittoni resinati e catene.
- Esposizione: ovest.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: autunno, inverno e primavera, sconsigliata in estate: troppo caldo e la vegetazione disturba eccessivamente la progressione.
- Tempo salita: 3h00/4h00.
- Primi salitori: S. Panzeri, G. Riva, F. Passerini, maggio 1975.
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Riferimenti bibliografici:
- Corti P., Grignetta e Medale - Arrampicate nel giardino di pietra, Edizione Novantiqua Multimedia, 2005
- Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
- Pesci E., Arrampicate sportive e moderne tra Lecco e Como, Edizioni Versante Sud, 2006
- Buzzoni P., Pesci E., Lario Rock Pareti, Edizioni Versante Sud, 2011
- Cisana M., Nel Giardino di Pietra. Arrampicate tra il lago di Como e il Lago d'Iseo, Edizioni Idea Montagna, Editoria ed Alpinismo, ottobre 2015
- Si veda anche: http://www.sassbaloss.com
- Cartografia: Kompass n° 105, Lecco-Valle Brembana.
- Relazione
- Lunghezza 1, VI, VIII- o VI e A1, 30 metri: salire un gradone, proseguire su una rampa obliqua a sinistra (chiodo), rimontare un secondo gradone verticale e traversare orizzontalmente a destra per una cornice fino alla base del diedro. Salirlo con arrampicata sempre più impegnativa su roccia scivolosa (fittoni). Nella parte finale il diedro diventa una fessura camino svasata (utile 4 BD). Uscire a destra e sostare su un comodo pulpito roccioso in prossimità di una pianta.
- Lunghezza 2, IV+, VII- o VI e A1, V+, 30 metri: salire leggermente a destra della sosta (fittone) e raggiungere la base di un diedro, salirlo qualche metro, poi spostarsi a sinistra ,salire un breve muro fessurato impegnativo (chiodi e fittoni) fino alla base di un camino verticale, salirlo interamente uscendo leggermente a sinistra (fittone) e proseguire per lame con una bellissima dulfer fino ad un terrazzino posto alla base di uno strapiombino dove si sosta.
- Lunghezza 3, VI-, V, IV+, 40 metri: spostarsi a sinistra e salire una breve fessura che porta sotto lo strapiombino, superarlo direttamente per buoni appigli, traversare poi lungamente a sinistra seguendo una bellissima fessura diagonale, chiodatura distanziata ma facilmente integrabile con friend medi. Un breve tratto verticale porta ad un terrazzino dove è attrezzata la sosta.
- Lunghezza 4, V+, V, 40 metri: dalla sosta salire in obliquo a destra un muretto appigliato fino alla base di un diedro di roccia chiara, salirlo per qualche metro (fittoni), al chiodo successivo traversare orizzontalmente a sinistra per muri e placche delicate fino alla sosta, attrezzata su un pulpito roccioso posto alla base di un netto diedro.
- Lunghezza 5, VI-, VII+ o VI e A1, VI+ o A1, V+, 40 metri: traversare leggermente a destra fino ad uno spigolo, risalirlo (chiodo) per portarsi a sinistra ed entrare nel diedro. Salire in leggero strapiombo il tratto iniziale molto impegnativo, segue un tratto sostenuto ma più appigliato, la parte finale è verticale su buoni appigli. Tiro molto continuo. Sosta su un terrazzino detritico.
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Lunghezza 6, IV, V, IV, 40 metri:
dalla sosta traversare a sinistra fino ad una pianta (vecchio fittone grigio), proseguire poi in verticale su placca e successivamente in un vago diedro erboso, infine uscire a destra su un'ampia cengia erbosa poco sotto la vetta. Sosta da attrezzare su fittone e fix.
Dalla S5 sale a destra una variante all'ultima lunghezza su placca aerea e fessurata, difficoltà VII+ (VII obbligato). S6 variante attrezzata poco sotto la cengia. - Note: bellissima via storica, con arrampicata esposta, impegnativa e sostenuta su roccia ottima caratterizzata da una tonalità di colore insolita rispetto alle altre pareti del lecchese; marrone e biancastra con striature verticali nere e grigie, davvero particolare.
- Aggiornamento: relazione a cura di Simone Rossin, da un'ascensione effettuata con Riccardo Borghi il 19 febbraio 2016.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.