Presolana Occidentale (m.2521) - via Bosio

Presolana Occidentale (m.2521) - via Bosio

Dettagli

  • Accesso stradale: da Bergamo seguire le indicazioni per la Val Seriana e per il Passo della Presolana. Dal passo scendere a Colere ed entrare in paese, fino al parcheggio in zona seggiovia (frazione Carbonera).
  • Avvicinamento: dal parcheggio seguire il sentiero per il Rifugio Albani, che parte tra le case, poi sale per strada cementata ed in seguito sterrata fino a trovare le indicazioni per sentiero a sx per il Rif. Albani. Il sentiero sale comodo tra piante, prati, massi fino al rifugio (1h30). Si può evitare di passare dal rifugio continuando dritti per traccia su dosso erboso.
    La traccia arriva ad una zona con cespugli, segue poi un tratto ripido con catena e attraversa verso la parete a sx, poco più sotto dello spigolo nord dove sale la via Bramani (0h30 dal rifugio, in totale circa 2h00 dalla macchina).
  • Attacco: scendere costeggiando la parete fino ad individuare una grossa scaglia quadrata appoggiata alla parete. Raggiungere alla sua dx una fessura/lama per facili roccette (1 spit di sosta).
  • Discesa: due possibilità:
    1. seguire gli evidenti bolli rossi che portano verso la cengia Bendotti (dal rifugio Albani, guardando la parete, è a sx dell'uscita della via). Percorrerla tutta, e poi scendere alla base della parete con passi di arrampicata. Soluzione non verificata, pare che la cengia verso il termine sia molto esposta e friabile. Molto impegnativa nel caso di neve;
    2. consigliato: dirigersi facilmente verso la cresta sommitale e poi seguirla verso dx fino a trovare uno spit con anello di calata. Calarsi nel canalino a dx (faccia a valle) fino a trovare una sosta con spit e catena (attenzione al recupero delle corde!! Caduta sassi). Calarsi e andare verso dx (faccia a valle) fino ad un'altra sosta con spit e catena. A questo punto si è sullo Spigolo Nord (via Castiglioni). Scendere ancora in doppia seguendo dei bolli rossi sbiaditi che portano ad un'altra sosta con spit e catena. Continuare con 3 doppie sullo spigolo fino ad un intaglio dove inizia lo spigolo. Una ultima doppia porta alla base delle rocce ed alla traccia di sentiero iniziale. (2h00/3h00)
  • Difficoltà: VI+/VII, A0-A1.
  • Sviluppo: circa 400 metri.
  • Attrezzatura: 18 rinvii, serie di nut e friend, chiodi e martello per emergenza, due mezze corde (meglio da 60mt), 1-2 staffe.
  • Esposizione: nord.
  • Tipo di roccia: calcare.
  • Periodo consigliato: estate-autunno, a seconda dell'innevamento. L'avvicinamento in caso di neve presente (in primavera molto probabile) può dare qualche problema (attenzione al pericolo di valanghe).
  • Tempo salita: 9h00/11h00.
  • Primi salitori: Carlo Nembrini, Placido Piantoni, 1962.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Savonitto A., Scalate scelte nel Bergamasco, Melograno edizioni
    • ALP Grandi Montagne #32 - Orobie
  • Cartografia:
    • Meridiani Montagne, Alpi Orobie, scala 1:30.000
    • Kompass, foglio 104, Foppolo - Valle Seriana, 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, V+, VI+ o A0, passo duro in libera: salire la lama (chiodi) e poi attraversare a sx ad un piccolo terrazzino nascosto.
  • Lunghezza 2, V: salire leggermente a sx della sosta e poi ancora a sx ad un diedrino (chiodi). Continuare verso una zona franata chiara poco prima della quale si traversa ancora sx alla sosta in una nicchia (attenzione roccia a tratti delicata).
  • Lunghezza 3, VI, VI+/A0: dritti dalla sosta per un diedrino inizialmente difficile (chiodi), poi più appoggiato fino a sosta su comodo ballatoio.
  • Lunghezza 4, A0/A1, V+: traversare a dx per pochi metri e poi salire una placchettina (non traversare ad una cengia con sosta a spit + altri spit visibili) fino alla parete verticale/strapiombante attrezzata con chiodi a pressione e classici + un paio di vecchi spit poco affidabili. Salire in artificiale (A0/A1) ed uscire in sosta a sx.
  • Lunghezza 5, A0/A1, VI: riprendere in artificiale a dx della sosta arrivando ad uno strapiombino da evitare in obliquo a dx, fino alla sosta sotto ad una placca a buchi.
  • Lunghezza 6, VII o VI e A0, V+: salire la placca (chiodo visibile, VII o VI/A0), poi continuare in un diedro che diventa più stretto e liscio (qualche chiodo , VI+/A0) e poi più facile, sosta sul fondo di un diedro.
  • Lunghezza 7, V+/VI, II/III: salire la parete sx del diedro (V+/VI), poi traversare orizzontalmente a sx su cengia + roccette (un paio di chiodi) fino alla sosta comoda in fondo alla cengia (II/III).
  • Lunghezza 8, VII o A0, VI+/A0: superare lo strapiombino sopra la sosta (VII o A0), poi continuare per diedro (alla base del diedro dovrebbe esserci un'altra sosta che non abbiamo trovato, ed abbiamo continuato concatenando due tiri). Tiro impegnativo, roccia lisciata e a tratti poco appigliata. Sosta alla base di una placconata sotto un tetto (VI+/A0).
  • Lunghezza 9, VI: su per la placconata a dx, al margine del tetto (roccia infida, qualche chiodo); uscita verso sx e poi dritti (sosta da rinforzare su 1 clessidra a dx oppure poco più in alto a sx su 1 chiodo; attenzione!!).
  • Lunghezza 10, III, circa 60 metri: continuare nel canale dritti dalla sosta fino a sosta con chiodo su placca + chiodi meno visibili a destra.
  • Lunghezza 11, II, circa 100 metri: continuare ancora per roccette e poi più avanti per canaletto con roccia più friabile fino alle roccette alla fine delle difficoltà.
  • Lunghezza 12, I: per terreno facile arrivare ai pratoni sotto la cresta sommitale.
  • Note: la parete nord della Presolana è proprio bella e verticale; sembra di essere in Dolomiti.
    La via è sostenuta e alpinistica, in arrampicata mista libera-artificiale; i tiri in artificiale sono molto chiodati ma occorre fare attenzione alla qualità dei chiodi...
    Si consiglia un buon allenamento fisico e esperienza con roccia a volte "delicata". Non facilissimo trovare le calate per le doppie se non si conosce la Castiglioni.
    Abbiamo ripetuto la via in giornata, ma la bellezza del posto e l'accoglienza del rifugio Albani (il rifugista è veramente un ragazzo alla mano) suggeriscono una fermata, almeno per una pastasciutta...
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione con Antonio Mattion e Gianmario Piazza il 5 luglio 2008.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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