Resegone, Bastionata (m.1500) - via Bonatti

Resegone, Bastionata (m.1500) - via Bonatti

Dettagli

  • Accesso stradale: da Lecco salire al parcheggio della funivia per i Piani d'Erna.
  • Avvicinamento: dal parcheggio della funivia raggiungere il Passo del Fo' e il Rifugio Monzesi, o prendendo la funivia per i Piani d'Erna e seguendo poi il sentiero numero 7 per circa 45 minuti, o direttamente per sentiero dal parcheggio in poco più di un'ora (di buon passo!).
    Dal rifugio salire sul dosso a monte, e imboccare un sentiero sulla destra (cartello: Canale Valnegra - Rifugio Azzoni, 11A). Poco dopo si arriva ad un bivio: prendere la traccia a destra. Proseguire per circa un quarto d'ora, con numerosi saliscendi, arrivando infine ad un punto ove il sentiero si spiana ed allarga, passando alla base dell'imponente Bastionata del Resegone. (1h00/1h20 a seconda dell'accesso scelto).
  • Attacco: la via Bonatti vera e propria parte da una cengia posta ad una cinquantina di metri da terra, che, dalle guide, potrebbe essere raggiunta direttamente salendo per tracce a sinistra e poi attraversando a destra lungo la cengia stessa. Normalmente si preferisce salire le prime due lunghezze di qualche altra via, spostandosi poi di qualche metro fino all'attacco della Bonatti. Nella nostra ripetizione abbiamo salito le prime due lunghezze di Nuovi Orizzonti, quì descritte, spostandoci poi di pochi metri a destra. Esistono anche altre soluzioni: per esempio, quasi sulla verticale della Bonatti, esiste la via Riesling, più sostenuta di nuovi Orizzonti: due lunghezze, 5c, 6a+, chiodata a spit non sempre vicini.
    L'attacco di Nuovi Orizzonti è posto in centro parete, in corrispondenza di un picchetto con anello e scritta con il nome della via (molto sbiadito).
  • Discesa: con 3/5 calate in funzione delle corde usate, sfruttando le ottime soste della via o di altre vie di poco discoste ed un po' più sulla verticale.
  • Difficoltà: 5b.
  • Sviluppo: 5 lunghezze per circa 150 metri di sviluppo e 120 metri di dislivello (comprese le prime due lunghezze di Nuovi Orizzonti).
  • Attrezzatura: soste attrezzate a fittoni resinati e catene con anelli per le calate. In via numerosi chiodi e qualche spit. Eventualmente utile qualche friend medio-piccolo.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: dolomia.
  • Periodo consigliato: via percorribile tutto l'anno. La parete rimane bagnata in certe porzioni dopo prolungati periodi di pioggia.
  • Tempo salita: 3h00.
  • Primi salitori: Walter Bonatti, Adelino Bombardieri, 1952.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Pesci E., Arrampicate Sportive e Moderne tra Lecco e Como, Edizioni Versante Sud, 2006
    • Porta D., Tutto il Resegone, Edizioni Albatros, 1990
  • Cartografia:
    • Multigraphic - Brianza, Prealpi Lombarde - scala 1:25.000
    • Kompass, foglio 105 - Lecco, Valle Brembana - scala 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 5b: dal picchetto spostarsi un poco a sinistra, salire per qualche metro per rocce non dificili, ritornando infine facilmente a destra sulla verticale del picchetto: chiodo. Poco sopra si trova un altro chiodo, arrivando così ad una cengia. Dalla cengia si sale obliquamente a sx (chiodi visibili), e si traversa poi con passo delicato e poco appigliato, verso destra, da cui verticalmente per rocce decisamente più facili. Si prosegue obliquamente verso sx seguendo un evidente grossa lama, e poi, aiutandosi con un rovescio a sx (ma sono possibili anche altre soluzioni) in un diedrino a sx, da cui ad un cengia (spit). Con un ultimo passo complicato (buoni appigli, scarsi appoggi) si supera un muretto, arrivando alla sosta posta su comoda cengia.
  • Lunghezza 2, 5b: lunghezza breve ma intensa: appena a dx della sosta, in verticale fino ad una clessidra, da cui si raggiunge una protezione a destra. Spostarsi un poco a dx e da quì in verticale (chiodo e spit) fino a un tratto più semplice che conduce ad una sosta su cengia. Dalla sosta spostarsi a destra di una decina di metri fino ad un'altra catena.
  • Lunghezza 3, 5b: salire un poco a destra della sosta fino ad un primo chiodo poco visibile, proseguendo poi in obliquo a destra ad uno spit, e poi chiodi. Salire in obliquo a dx, e traversare, sempre a dx ad un evidente spuntone. Dallo spuntone salire in verticale (chiodo) fino ad un piccolo tetto obliquo verso sx: salire obliquamente verso sinistra, seguendolo (tratto delicato), fino a due protezioni appaiate. Da lì a sx ad un chiodo e poi in verticale su difficoltà via via descrescenti, uscendo infine per placche più appigliate di quanto sembri (un chiodo), e arrivando così ad un cengia. Chiodo appena sopra la cengia, che si segue verso sx per alcuni metri fino alla sosta su fittoni e catena.
  • Lunghezza 4, 5a: in verticale sopra la sosta ad un chiodo poco visibile. Ancora in verticale, superando alcuni strapiombini: il tratto è abbastanza esposto, ma ben appigliato, fare comunque attenzione a qualche sasso mobile. Chiodo poco visibile sotto uno strapiombino. Seguire quindi una fessura che sale da destra e che permette di superare l'ultimo strapiombino: spit. Ormai fuori dagli strapiombini si traversa obliquamente salendo verso sx seguendo una comoda fessura, con cui si arriva infine ad un diedro. Salire direttamente il diedro (due chiodi) arrivando alla sosta su fittoni e catena. La lunghezza è più semplice di quanto sembri dal basso, da dove non si intuisce che gli strapiombini sono ben appigliati, nè si vedono il secondo chiodo e la terza protezione (uno spit).
  • Lunghezza 5, 5a: ancora brevemente nel diedro, poi a dx ad uno spit e, quasi attaccato, ad un chiodo. In verticale con un passo delicato, uscendo poi su rocce più semplici che si seguono fino ad un ulteriore spit. Da quì spostarsi decisamente a destra (visibile un chiodo con anello), poi in verticale, tornando infine verso sx, verso una specie di rientranza. Con percorso logico proseguire in obliquo a sx superando la rientranza (chiodo) e traversando infine verso sinistra fino all'evidente catena di sosta.
  • Note: bella via che sale su un'ampia parete alla ricerca del percorso più agevole.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 11 novembre 2007.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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