Resegone, Pala del Cammello (m.950) - via del Caminetto
Dettagli
- Accesso stradale: da Lecco raggiungere il parcheggio della funivia per i Piani d'Erna.
- Avvicinamento: dal parcheggio prendere un sentiero a dx (viso a monte) e seguirlo in discesa fino ad incontrare una strada asfaltata. Seguire la strada a sx per poco, fino ad incontrare un sentiero che sale a dx (è lo stesso sentiero che porta alla falesia di Versasio). Seguirlo fino a quando si trova una traccia che sale ripida a dx verso la parete e che poi continua attraversando sempre verso dx. Come riferimento la via sale a sx della fascia marrone centrale della parete, poco a dx della direttiva di un grande tetto.
- Attacco: poco prima di un pulpito con alberi (via Annamaria), nei pressi di un diedro con chiodo e cordino a qualche metro da terra.
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Discesa:
in doppia:
- dalla sosta 7 alla sosta 4 nella nicchia (50 metri);
- dalla sosta 4 alla sosta 3 dopo il tiro di artificiale (50 metri);
- all'albero con cordone sul cengione che si trova lungo il tiro 1 (50 metri);
- alla base della parete, scendendo verso dx (faccia alla parete), ricalcando il tiro 1 (non scendere dritto sotto l'albero cordonato: quella zona è invasa dai rovi!)
- Difficoltà: VI+ e A2.
- Sviluppo: 210 metri.
- Attrezzatura: due mezze corde da 60 metri, serie di friend fino al n°3 BD, nut, almeno una staffa (utili due), martello e qualche chiodo per eventuali fuoriuscite di chiodi. Soste attrezzate genericamente con almeno due chiodi e cordoni vecchi. Sui tiri diversi chiodi.
- Esposizione: ovest.
- Tipo di roccia: calcare-dolomia a tratti delicata ma ottima in altre zone. Roccia
- Periodo consigliato: primavera, autunno.
- Tempo salita: 5h00.
- Primi salitori: A. Anghileri, C. Corti, 1972. Chiodatura risistemata da M. Mandelli, D. Guerra nel 2012, con apertura di qualche variante.
- Relazione
- Lunghezza 1, V+, 30 metri: salire il diedro (chiodo con cordino e chiodo poco sopra) inizialmente verticale e poi leggermente strapiombante. Si esce al suo termine su gradoni, su tratto terroso. Si arriva ad un albero con cordone (ultima doppia in discesa), si scende qualche metro e si sale poi su un gradone, attraversando sotto degli alberi. Si arriva contro la parete (muro verticale con dei chiodi) e si sosta su albero.
- Lunghezza 2, VI, 20 metri: su per la placca (chiodo), andando poi verso dx ad un muretto con chiodo con cordone. Si sale il muretto e si arriva ad un pulpito, dove si sosta.
- Lunghezza 3, VI, A2, 35 metri: salire lo spigolo sopra la sosta (canne) e poi procedere in artificiale lungo uno strapiombo (molti chiodi, alcuni non belli). Si piega verso dx, si sale un ultimo strapiombino e si esce su roccia più adagiata. Andare verso sx ad un piccolo ballatoio a sostare.
- Lunghezza 4, V+, 50 metri: vago diedrino sopra la sosta, quindi continuare per parete verso sx ed entrare in un altro diedro, da seguire fino ad una nicchia dove si sosta.
- Lunghezza 5, VI-, 35 metri: salire un muretto a sx della sosta, per entrare poco più sopra nel diedro-fessura a dx contro la parete. All'apparenza sporco e con erba, non è poi male da salire. Si continua lungamente per diedro, arrivando ad una grande cengia dove si sosta.
- Lunghezza 6, VI, 30 metri: traversare a sx per arrivare ad una parete compatta (chiodi). Si arriva ad una sosta con cordone. Qui probabilmente sarebbe bene arrivarci dal tiro precedente, se non ci sono eccessivi attriti delle corde. Salire sopra la sosta per parete compatta poco protetta (ma bella roccia), per poi arrivare leggermente a dx ad un chiodo e clessidra con cordone, dove sostare. Utilizzare nella sosta anche il primo chiodo del tiro successivo, poco distante.
- Lunghezza 7, VI+, 15 metri: traversare delicatamente in piena esposizione verso dx (un chiodo poco dopo la sosta, un chiodo diversi metri dopo, non visibile). Si arriva ad una rampa (chiodo) e si sale in breve alla sosta. Probabilmente meglio unire questo tiro col precedente, se si è fatta sosta dopo il traversino sotto la parete compatta.
- Note: via breve ma decisamente alpinistica e meritevole di una ripetizione. Occorre saper valutare la roccia in alcuni punti e sapere utilizzare le protezioni veloci. Faticoso il tiro di artificiale, ma con bellissima esposizione!
- Aggiornamento: relazione di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 17 settembre 2016 con Alessandro Pelo.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.