Valle del Sarca, Cima alle Coste, spalla di sx - mix delle vie: Oasi di pace, Dino Sottovia, ..., monotiro Degli Orbi

Valle del Sarca, Cima alle Coste, spalla di sx - mix delle vie: Oasi di pace, Dino Sottovia, ..., monotiro Degli Orbi

Dettagli

  • Accesso stradale: autostrada MI-VE, a VR prendere per il Brennero e poi uscire a Rovereto sud. Seguire per Mori-Arco di Trento e proseguire sulla Statale Arco-Trento. Superato il paese di Dro, individuare a sx un cartello per "Lago Bagattoli". Seguire l'indicazione e parcheggiare prima della sbarra, fuori dal parcheggio privato del laghetto.
  • Avvicinamento: seguire la strada forestale che va oltre la sbarra e continuare lungamente, passando visivamente "sotto" la parete fino a trovare un evidente ometto a dx con sentiero (verso la parete). Seguire il sentiero, che arriva fino alla parte sx dello zoccolo della parete. Si trova un ometto nel punto in cui occorre traversare verso lo zoccolo roccioso (è uno scivolo roccioso con cengette). Seguire le evidenti tracce che traversano per cengette lo scivolo fino ad una zona con detriti (ancora tracce e ometti). Puntare poi appena possibile alla parte sx delle placche dello scudo, in corrispondenza di un canale. Risalirlo fin quasi contro la parete, sulla sx di uno zoccolo. (0h40)
  • Attacco: in corrispondenza dello zoccolo, dove è evidentemente più facile. Possibile salire in conserva, data la scarsa possibilità di proteggersi, ma attenzione!!
  • Discesa: dall'uscita della via abbiamo cercato invano di raggiungere il sentiero che scende dall'altipiano superiore. Non abbiamo informazioni in merito. Abbiamo così effettuato la discesa in doppia a ritroso sugli ultimi tiri a spit e dalla sosta a spit e albero alla base del diedro grigio siamo scesi in doppia su quella via a spit (diverse doppie e diverse vie su queste placche; alcuni tiri sono obliqui e occorre rinviare la corda), fino ad arrivare al canale d'attacco della via e da qui a ritroso fino alla macchina. Attenzione nelle prime calate ai sassi che si possono fare cadere. (1h30)
  • Difficoltà: VI+ e A1.
  • Sviluppo: circa 400 metri.
  • Attrezzatura: serie di nut e friend fino al n° 3 Camelot, martello e chiodi.
  • Esposizione: sud-est.
  • Tipo di roccia: calcare/dolomia, di buona-ottima qualità ma con qualche zona friabile e erbosa.
  • Periodo consigliato: primavera e autunno.
  • Tempo salita: 8h00/9h00.
  • Primi salitori:
    • via Oasi di pace: M.Bozzetta, M.Furlani, 1994
    • via Dino Sottovia: C.Paris, M.Pegoretti, E.Degasperi, 1981
    • Tre tiri superiori a spit: ?
    • Monotiro Degli Orbi: W.Polidori, M.Guzzetti, 08/06/2013
  • Riferimenti bibliografici: Filippi D., Pareti del Sarca, Edizioni Versante Sud
  • Relazione
  • Lunghezza 1, II, IV: salire lo zoccolo scegliendo i punti più facili, fino ad arrivare ad un vago diedrino che permette di avvicinarsi alla parete. Sosta qualche metro a dx di una evidente scaglia rocciosa, su piantina alla base del muro verticale compatto.
  • Lunghezza 2, A1, VI, 'Oasi di pace': traversare a sx e salire la scaglia, fino al suo culmine. Da qui parte una serie di chiodi a pressione da salire in artificiale, poi un paio di passi in libera verso sx, quindi ancora artificiale su chiodi a pressione, fino in sosta.
  • Lunghezza 3, III/IV: salire su gradoni e appena possibile traversare verso sx e raggiungere brevemente una sosta. "Oasi di pace" continuerebbe invece più sopra, traversando di meno e raggiungendo una placca compatta, ma tentando il tiro abbiamo trovato due chiodi a pressione mancanti, con un buco inutilizzabile per il pezzo di chiodo all'interno. Lasciate due maglie rapide per la calata in moulinette da due chiodi differenti.
  • Lunghezza 4, VI, 'Dino Sottovia': salire per una fessurina erbosa che obliqua verso sx (alcuni chiodi, probabilmente possibile unire i tiri 3 e 4).
  • Lunghezza 5, VI, IV+: su per placca sopra la sosta (chiodi) e passo delicato a salire sopra una grossa lista rocciosa. Qui attraversare a sx e poi salire per roccia più articolata un vago diedro erboso, fino ad arrivare ad una cengia. Traversare una decina di metri a dx e fare sosta su albero (più sotto a dx visibile la sosta di "Oasi di pace").
  • Lunghezza 6, V+, 'Oasi di pace': traversare ancora a dx fino a trovare un evidente diedro erboso da salire, fin quasi sotto un tettino, sosta da attrezzare.
  • Lunghezza 7, VI, 'Oasi di pace': su verso il tetto e poi uscirne a sx. Continuare poi salendo leggermente verso dx, fino a trovare la sosta in una zona erbosa.
  • Lunghezza 8, VI, A1/A0, 'variante Guzzman': traversare a sx e arrivare sotto una fessurina erbosa. Salirla (due chiodi); da qui occorrerebbe salire fin sotto un tetto e continuare a dx (Oasi di pace). In realtà mancano due chiodi a pressione (buchi visibili), quindi abbiamo traversato per fessurina a sx mettendo due chiodi (poi tolti) e poi traversando delicatamente ancora a sx su roccia improteggibile, fino a raggiungere una cengia dove si trova la sosta. Probabilmente si riesce ad arrivare qui traversando su cengette verso sx direttamente dalla sosta (da verificare).
  • Lunghezza 9, V+, 'Dino Sottovia': salire per bel diedro con fessura, quindi ancora per diedro articolato, fino ad uscire su cengetta ghiaiosa dove la sosta, poco visibile, si trova di fronte e a dx di un diedrino.
  • Lunghezza 10, V-, 'Dino Sottovia': salire per diedro friabile e poi erboso (chiodo). Continuare fino ad un secondo chiodo e da qui uscire dal diedro verso sx, su rocce rotte. Salire fino a sostare su albero con cordone.
  • Lunghezza 11, III: salire per roccette facili ghiaiose ed erba, fino ad arrivare alla grande cengia. Sostare su albero.
  • Lunghezza 12, III: salire e traversare verso sx, puntando alla base di un bel diedro grigio, dove si sosta più in basso in prossimità di un albero con cordone e spit.
  • Lunghezza 13, 5c: qui l'idea era di aprire una uscita nel diedro grigio, purtroppo qualcuno ci ha preceduti spittando il diedro... Salire sopra la sosta ed entrare nel diedro, quindi non incanalarsi nel camino di sx, ma seguire delle fessure e lame, fino alla sosta a spit.
  • Lunghezza 14, 5c: continuare per bellissimo diedro con lame e fessure, fino ad un comodo terrazzino dove si sosta su spit.
  • Lunghezza 15, 5c: non salire per il diedro sopra la sosta, ma girare a dx dello spigolo e salire per gradoni, fino ad uscire nel bosco. Sosta su albero con cordone.
  • Monotiro "Degli orbi", VI/VI+, 20 metri: dalla sosta alla base del diedro grigio, salire a dx del diedro a raggiungere una pianta secca, quindi entrare in un diedro giallo che arriva sotto un evidente tetto. Ora traversare a dx grazie ad una fessura sotto il tetto (ma con roccia friabile, i friend tengono male) e raggiungere una fessurina che permette di mettere un chiodo. Raggiungere una esigua piantina che si rinvia e salire a dx su una buona cengetta rocciosa, dove abbiamo attrezzato una sosta per calata su due chiodi (poco affidabili...) e cordone. L'idea era di continuare a salire, ma sopra la sosta la roccia è marcia e a sx è grigia ma compatta.
  • Note: la lunghezza dei tiri non è stata riportata, per mancanza di informazioni.
    Bella combinazione, che abbiamo fatto casualmente cercando di ripetere la via Oasi di Pace. Su quella via mancano però dei chiodi a pressione: è possibile qualche passo nei buchini con cliff, ma trovando più chiodi mancanti e anche alcuni buchi inutilizzabili, abbiamo lasciato perdere.
    Ingaggioso il traverso della variante di Mattia Guzzman.
    Bella l'uscita nel diedro grigio superiore, di una via a spit che sale diretta dalle placche di sx; peccato che il diedro sia spittato, perchè si presta bene alla protezione con friends.
    Il tiro trad aperto sotto il tettino è molto ingaggioso, ma sconsigliabile per la roccia un po' friabile, la scarsa proteggibilità e e la sosta di calata non proprio raccomandabile. Ho chiamato questo monotiro degli orbi per i vari chiodi su Oasi di Pace e Dino Sottovia che io e Mattia non abbiamo visto...
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione con Mattia Guzzman Guzzetti dell'8 giugno 2013.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.