Terza Torre di Sella (m.2696) - via Jahn

Terza Torre di Sella (m.2696) - via Jahn

Dettagli

  • Avvicinamento: dal passo Sella imboccare il largo sentiero che sale a destra dell'albergo Maria Flora (guardando le Torri) e che costeggia il lato sud delle Torri stesse. Superare un breve muretto di 20 metri di II, evitabile a destra per un canalino, e salire verso sinistra lungo le normali alla Prima e Seconda Torre (la Terza Torre si vede oltre la forcella formata dalla Seconda Torre e dal Piz Ciavazes). Salire seguendo ometti e tracce di sentiero, cercando il facile, fino ad una cengia erbosa ed un bivio: seguire la traccia che sale a destra (viso a monte) e, ad una deviazione, ancora a destra. Costeggiare una fascia di rocce verticali e strapiombanti, traversando, sempre verso destra, in leggera discesa fin dove le rocce si abbassano (clessidra con cordone).
    Da qui, con un tiro di corda (passo di III all'inizio, poi più semplice) si raggiunge la sella tra la Seconda Torre ed Piz Ciavazes (sosta su spuntone).
    Appena al di là della sella (quasi nel suo punto più basso) è posto il primo ancoraggio per le calate a corda doppia: 2 x 20 metri o 1 x 40 metri. Dalla sella è ben visibile l'andamento della via: a circa 50 metri dal fondo del canale, verso sinistra, sale una rampa da sinistra verso destra, e si intuisce poi la presenza di una cengia che ritorna orizzontalmente da destra a sinistra, ed il proseguimento nella parte alta della parete (la via è classica e logica, e cerca i punti deboli). Dal punto ove si arriva con le doppie seguire la cengia (ev. un tiro di corda), passare il canale e proseguire sulla cengia della Terza Torre per una cinquantina di metri fino al punto di attacco. (1h30)
  • Discesa: si veda la descrizione della discesa data nella relazione della via Vinatzer.
    In alternativa, dopo la prima doppia, si può scendere stando abbastanza a sinistra (viso a valle) incontrando altri ancoraggi per doppie: 3 x 30 metri, che permettono di arrivare direttamente sulla cengia a spirale. Roccia friabile, fare attenzione.
    Nel canale tra la Seconda e Terza Torre, dopo essere scesi un primo tratto arrampicando, ci si cala con due doppie: 1 x 30 metri, 1 x 50 metri (spezzabile), o con altre calate più semplici se si riesce a stare più a sinistra (viso a valle).
  • Difficoltà: III, IV-, passo di IV.
  • Sviluppo: 8 lunghezze, per circa 180 metri di dislivello e 250 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: via discretamente attrezzata: quasi tutte le soste hanno chiodi cementati e l'esposto traverso del terzo tiro è ben protetto. Consigliati dadi e friend.
  • Esposizione: sud-ovest.
  • Periodo consigliato: estate.
  • Tempo salita: 2h30.
  • Primi salitori: G. Jahn, G.O. Dyrenfurth, E. Merlet, 11 Agosto 1918.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Bernardi M., Arrampicare in Val Gardena, Athesia Touristik, 2002
    • Dragosei F., Dolomiti. Itinerari scelti di croda, Vivalda Editori
    • Favaretto F., Zannini A., Gruppo di Sella, CAI-TCI, 1991
  • Cartografia: Kompass n° 59 - Gruppo del Sella - Marmolada
  • Relazione
  • Lunghezza 1, IV-, III+, 30 metri: si inizia con una fessura abbastanza verticale (al suo termine fittone cromato) e si prosegue poi per la rampa, stando a piacere più o meno vicino alla parete di sinistra, o più sulle rocce a destra. Sosta su chiodo cementato con anelli.
  • Lunghezza 2, IV-, III, 35 metri: proseguire ancora per rampa. Quasi al suo termine aggirare da destra uno spuntone fino alla sosta su chiodo cementato con anelli.
  • Lunghezza 3, III+, 25 metri: tiro in traverso, con un po' di saliscendi, ben protetto: 4 anelli cementati e un chiodo normale. Esposto ma con solo un breve tratto difficile. Sosta su chiodo cementato con anelli.
  • Lunghezza 4, III+, IV-, 30 metri: salire più o meno verticalmente sopra la sosta, con uno zig zag per aggirare alcuni strapiombi. Segue un tratto un po' abbattuto ed infine, leggermente a destra, una fessura verticale di alcuni metri fino alla sosta in una nicchia gialla. Sosta su chiodo cementato.
  • Lunghezza 5, III+, 25 metri: salire per rocce abbastanza semplici, obliquando verso sinistra, cercando il percorso più semplice fino quasi alla base di una fessura/camino. Sosta su un chiodo cementato (senza anelli) poco visibile.
  • Lunghezza 6, III, 25 metri: salire per la fessura/camino (un paio di clessidre) fino alla base di una lama che sale verso sinistra. Sosta con un solo chiodo normale (da rinforzare!).
  • Lunghezza 7, IV, III, 30 metri: salire la lama (il suo bordo è in parte scalinato) e proseguire per canale, fino a sostare su uno spuntone o, qualche metro oltre, su un massi incastrato o su un chiodo.
  • Lunghezza 8, III, 25/30 metri: a destra per belle placche compatte, poi per fessure fino ad una sosta su piccola clessidra (da rinforzare!).
  • Per terra e roccette in 50 metri all'ometto di vetta.
  • Note: bella via con un traverso esposto.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 23 agosto 2002.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.