Spallone del Sassolungo (m.3081) - cascata dello Spallone

Spallone del Sassolungo (m.3081) - cascata dello Spallone

Dettagli

  • Accesso stradale: raggiungere il Passo Sella, dalla val di Fassa o dalla Val Gardena. Parcheggiare nei pressi delle piste da sci, sulla strada.
  • Avvicinamento: seguire brevemente le piste da sci, per poi deviare a dx per il sentiero che conduce al Rifugio Demez (chiuso in inverno), posto sulla forcella del Sassolungo, tra il Sassolungo e le Cinquedita, all'arrivo di una funivia che è chiusa d'inverno. Il sentiero pima sale per dossi, per poi piegare verso il ripido pendio. Si sale a zig-zag, arrivando infine al rifugio (1h30).
    Ora si prosegue verso il versante opposto, traversando poi a dx verso la cosiddetta Cengia dei Fassani, una cengia nevosa inclinata. Prima si scende qualche metro e si risale subito dopo alla cengia, che è molto esposta.
    Se non la si trova tracciata non è così facile da percorrere. Inoltre la neve deve essere ben assestata (altri 0h15).
  • Attacco: percorrendo circa 200 metri la cengia, si arriva sotto la direttiva di un evidente canale roccioso con il primo saltino ghiacciato visibile.
  • Discesa: in corda doppia.
    Se si è arrivati in cima allo Spallone, occorre ritornare fino alla fine della cascata (non so se siano state attrezzate altre soste dopo il tiro 8, non avendo percorso il tratto dopo la cascata). In seguito:
    • doppia 1 dalla sosta 7 alla sosta 6, alla base della stretta goulottina;
    • doppia 2 alla sosta 5, dove occorre attrezzare una abalakov alla base del salto ghiacciato;
    • doppia 3 alla sosta 4, dopo il tratto nevoso, dove occorre attrezzare una abalakov;
    • doppia 4 alla sosta 3, su abalakov alla base della cascata, oppure su clessidra su roccia a sx (faccia a monte), dove attrezzare con cordino;
    • doppia 5 alla sosta 2 nel canale nevoso, già attrezzata, facendo attenzione a passare sopra il grande masso incastrato;
    • doppia 6 alla sosta 1, già attrezzata, dopo il tratto di cascata verticale;
    • doppia 7 direttamente alla Cengia dei Fassani.

    Noi abbiamo trovato tutte le abalakov già preparate.

  • Difficoltà: 4+,5/IV
  • Sviluppo: Circa 300 metri la sola goulotte.
  • Attrezzatura: due corde da 60 metri, chiodi da ghiaccio, eventualmente qualche friend.
  • Esposizione: sud-ovest
  • Tempo salita: Circa 4h00 fino al tiro 8.
  • Primi salitori: Adam Holzknecht, Hubert Moroder, 15/12/1990
  • Riferimenti bibliografici: Cappellari F., Ghiaccio verticale, Ideamontagna edizioni
  • Relazione
  • Lunghezza 1, muretti 70°, 3, 50 metri: salire il muretto ghiacciato e stretto, seguendo un secondo muretto a sx che porta ad un canale nevoso sotto un salto ghiacciato verticale, sosta su roccia su due chiodi alti a sx.
  • Lunghezza 2, 80°-90°, 4+/5, 55 metri: affrontare il salto, trovando dopo qualche metro un chiodo con cordino a dx sulla roccia. Si prosegue per diversi metri verticali, per poi arrivare ad un masso che costituisce una strozzatura, da seguire a dx. Si continua fino ad un canale nevoso, sosta su roccia su due chiodi a dx. Tiro Chiave.
  • Lunghezza 3, neve, breve tratto a 70°, 3, 55 metri: proseguire nel canale nevoso, passando poi sotto un grosso masso per arrivare alla base di un bel salto ghiacciato, sosta su ghiaccio oppure su clessidra di roccia a sx.
  • Lunghezza 4, 90°-80°, 4/4+, 50 metri: si affronta il bel muro ghiacciato e verticale, poi continuare lungamente su pendenza inferiore, per uscire su terreno facile, dove si sosta su ghiaccio.
  • Lunghezza 5, neve, 30°, 20 metri: si procede per un breve tratto con neve-ghiaccio abbattuto, per sostare su ghiaccio alla base del salto successivo.
  • Lunghezza 6, 80°-90°, 3+, 50 metri: salire il successivo salto ghiacciato, inizialmente abbattuto e poi con un breve tratto verticale, per uscire su un tratto facile dove si va a sostare a dx su due chiodi su roccia alla base di una stretta goulottina.
  • Lunghezza 7, 70°, breve saltino 90°, 3+, 55 metri: salire la goulottina, seguita da un tratto nevoso che porta alla base di un saltino verticale, che occorre superare sfruttando in spaccata anche la roccia laterale. Segue ancora un canalino nevoso, dove stare a dx nella successiva biforcazione, arrivando su roccia a dx ad una sosta con cordoni su clessidra.
  • Lunghezza 8, 200 metri: da qui si può salire per canale nevoso e poi lungamente per roccette (circa 200 metri), fino ad arrivare alla cima dello spallone (soluzione non verificata).
  • Note: bellissima via d'ambiente, ci sono momenti in cui si scala anche al sole, se la giornata è serena. Da non perdere!
    Il tiro più impegnativo è il secondo, che però presenta ghiaccio molto lavorato, ma anche il quarto è abbastanza continuo.
    Nota sulla difficoltà: abbiamo trovato la cascata ben formata e con ghiaccio molto lavorato nel secondo tiro (tiro chiave). Inoltre il passaggio di molte cordate ha ridotto l'impegno della salita, portando il grado a circa 4+, in condizioni diverse è gradata 5/5+.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una salita del 23 dicembre 2013 con Paolo Paldi Morelli e Mattia Bocia Guzzetti.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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