Gruppo del Catinaccio, Torri del Vajolet, Torre Winkler (m.2800) - via Normale
Dettagli
- Avvicinamento: dal rifugio Gardeccia (raggiungibile dal piazzale degli impianti tra Pera e Pozza di Fassa con appositi pulmini navetta - 7 euro a/r, essendo la strada chiusa al traffico) salire ai rifugi Preuss e Vaiolet per comoda sterrata. Da quì a sinistra si sale al rifugio Re Alberto per sentiero e roccette, a tratti attrezzate con cavo metallico (e molto lisciate dal passaggio!). (1h10/1h30 dal rifugio Gardeccia)
- Attacco: dal rifugio Re Alberto imboccare una traccia di sentiero che, a destra, torna verso la base delle Torri. Seguire la traccia più alta, che diviene progressivamente meno evidente, e che per cengette e roccette conduce alla base della Torre Stabeler (la Torre centrale). Quì la cengia si allarga e diviene comoda: ottimo punto per lasciare eventualmente gli zaini ed imbragarsi. Seguire la cengia, semplice, a tratti esposta, che prosegue verso l'intaglio che scende tra Torre Stabeler e Torre Winkler (la Winkler è la Torre più a valle, che domina il sentiero di salita). Superare un ometto su uno spuntone sulla destra (cioè a valle) e, prima di arrivare al canale vero e proprio, salire a sinistra per facili roccette. Dopo una ventina di metri, di fronte ad un salto più ripido, traversare a destra entrando così nel canale. Risalirlo agevolmente fino a che non è possibile uscirne a sinistra, dove si traversa (sempre a sinistra) in leggera discesa, arrivando ad una comoda piazzola ove si trova la sosta di partenza, costituita da una catena su due fittoni cementati. Fin quì si arriva tranquillamente slegati (passi di I e II), ma è eventualmente possibile effettuare un tiro di corda partendo dalla cengia degli zaini. Questo attacco, come pure la prima lunghezza di corda, sono in comune con la via normale alla Torre Stabeler. (0h10 dal rifugio Re Alberto)
-
Discesa:
a corde doppie. Tornare agli anelli di calata appena fuori dal caminetto per iniziare la sequenza di doppie:
- con una calata (eventualmente spezzabile) ritornare alla sosta precedente (35 m). Traversare orizzontalmente a destra (viso a monte) mirando ad un ometto. Qui si scende un po' per roccette fino a raggiungere un'esposta cengia, che si segue lungamente verso destra, arrivando all'intaglio con la Torre Stabeler, ove si trovano gli anelli di calata. La traversata è di quasi 60 metri, semplice, ma si consiglia di procedere assicurati, facendo una lunghezza in traverso (nessun ancoraggio intermedio);
- doppia lunga, scendendo più in basso di un masso incastrato (falsa forcella) e saltando un ancoraggio intermedio (se con due corde), arrivando alla sosta due della normale alla Stabler;
- doppia lunga, arrivando così alla sosta zero. Meglio scendere direttamente di qualche metro ancora, scavalcando il muretto che in salita si scavalca a destra (viso a monte) nel canale. Da quì per semplici roccette alla cengia degli zaini.
- Difficoltà: max IV+.
- Sviluppo: 5 lunghezze, per circa 170 metri di sviluppo e 140 di dislivello.
- Attrezzatura: soste attrezzate con fittoni e catene. In via pochi chiodi, integrabili con nut/friend.
- Esposizione: sud ed est.
- Tipo di roccia: dolomia.
- Periodo consigliato: estate, inizio dell'autunno con bel tempo (attenzione alla quota!).
- Tempo salita: 2h00, in assenza di altre cordate.
- Primi salitori: G. Winkler, da solo, 17/09/1887.
- Riferimenti bibliografici: Bernard A., Catinaccio, Edizioni Mediterranee, 1996
-
Cartografia:
- Kompass n° 59 - Gruppo del Sella - Marmolada, scala 1:50.000
- Meridiani Montagne, Catinaccio, scala 1:30.000
- Relazione
- Lunghezza 1, II+, III-, 30/35 metri: dalla sosta traversare verso destra, passando così dalla Torre Stabeler alla Torre Winkler, salire un breve muretto, e seguire una specie di canale articolato verso destra, lasciando a sinistra la parete compatta. Chiodo. Più sopra, continuando a salire in obliquo verso destra, delle clessidre. In vista di una cengia, traversare un po' a sinistra ove più agevole, e uscire infine verticalmente alla cengia, dove si trova la sosta.
- Lunghezza 2, II (passi), 40 metri: traversare lungamente verso destra seguendo la larga cengia, inizialmente elementare (si cammina), poi un po' più delicata ed esposta, con alcuni passi in discesa. Saltare una sosta (rinviarla) e proseguire fino ad un'ulteriore sosta, comoda, alla base di una lama, e poco prima di un caminetto di un paio di metri, che diviene poco sopra una fessura strapiombante: la famosa fessura Winkler (chiodo visibile).
-
Lunghezza 3, III+, IV, IV+, III, 25 metri:
risalire la fessura inizialmente nel caminetto basale, poi sulla parete di destra, ben articolata, arrivando al primo chiodo (ignorare un chiodo, visibile dal basso, che rimane a destra di parecchi metri, e costituisce una variante). Tornando nella fessura, che è internamente appigliata, si raggiunge un secondo chiodo (in cui era passata una fettuccia, durante la nostra ripetizione) ed un grosso friend profondamente incastrato. Risalire con difficoltà: personalmente mi sono parzialmente incastrato nella fessura, alzandomi a poco a poco, e proteggendomi con un ulteriore friend grosso. Con scarsi appoggi per i piedi, e un po' strisciando, alzarsi nella fessura fino a raggiungere un blocco appigliato a destra, con cui ci si alza, uscendo così dalle difficoltà.
Dalla fessura attraversare quindi a destra, salendo per rocce decisamente più semplici fino ad un chiodo. Proseguire stando a destra del chiodo di un paio di metri, risalendo per rocce più semplici, fino ad uscire ad une cengia: catena di sosta un poco a sinistra. - Lunghezza 4, III+, III, 25 metri: si prosegue ora, a grandi linee, seguendo un ampio canalone. Superare un breve muretto sopra la sosta, giungendo ad una nuova cengia (chiodo). Spostarsi un po' a sinistra e seguire una larga fessura, traversando piu sopra a destra fino a raggiungere un'altra fessura (probabilmente, dal chiodo, è anche possibile spostarsi immediatamente a destra e salire direttamemte per questa seconda fessura). Proseguire lungo la fessura, proteggendosi su varie clessidre. Da una clessidra sulla parete di destra, quando la fessura si fa un po' più svasata e verticale, è possibile uscire a destra di un paio di metri, risalendo più comodamente per placca gradinata e ben appigliata. Al suo termine traversare a sinistra di alcuni metri, scendendo leggermente, arrivando alla sosta posta sotto uno strapiombo.
- Lunghezza 5, III+, III-, 15 metri: traversare a sinistra di alcuni metri fino ad una larga fessura formata con la parete di sinistra (un chiodo visibile) salire in spaccata (altro chiodo, non visibile dal basso), e poi incastrarsi parzialmente nella fessura e, poco più sopra, traversare a destra, proseguendo poi più facilmente fino ad una sella formata con un'anticima.
- Lunghezza 6, II, III-, II, IV-, 35 metri: da qui è ben visibile la prosecuzione della lunghezza: dopo un primo tratto, si salirà seguendo una netta fessura, che rimane a destra dello spigolo vero e proprio. Dalla sosta salire quindi verticalmente per roccette semplici, superare poi nel punto più agevole (una fessura) un successivo muretto di alcuni metri, rimanendo decisamente a sinistra di un grosso roccione sporgente, arrivando ad un terrazzo con anelli di calata. Proseguire seguendo la netta fessura, che si protegge bene a friend e dadi. Seguirla interamente: poco prima di un netto caminetto di un paio di metri si esce a sx sullo spigolo (chiodo, l'unico del tiro) tornando poi a destra e salendo lo stretto caminetto, piuttosto breve. Appena fuori anelli di calata a destra. Proseguire per una quindicina di metri, per roccette abbastanza semplici e percorso logico. Attraversare un breve intaglio arrivando così alla piatta vetta: sostare poco sotto su massi (non abbiamo trovato una sosta in vetta). Scatola per libro di vetta senza libro di vetta...
- Note: salita durante l'ultima uscita del Corso Base di Alpinismo 2006, in una giornata limpidissima e fredda all'ombra. Decisamente impegnativo il passo della fessura Winkler!
- Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 8 ottobre 2006.
-
Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.