Valnontey (m.2050) - cascata Repentance Super

Valnontey (m.2050) - cascata Repentance Super

Dettagli

  • Accesso stradale: valle d'Aosta, seguire il vallone che porta a Cogne. Entrati in Cogne, prendere poi la svolta a dx per Valnontey, fino al termine della strada, dove si parcheggia. Disponibile anche un parcheggio più ampio, poco prima sulla dx.
  • Avvicinamento: seguire la strada battuta innevata che si inoltra nella valle sulla sua dx orografica, continuando lungamente fino a quando termina. Ora si procede per sentiero da cui si possono ammirare le cascate sulla dx e sx orografica. Repentace Super, insieme a Monday Money, sulla dx orografica, sono molto ben evidenti. Il sentiero prosegue fino ad un cartello che indica la cascata di Gran Val. Qui allora prendere un sentiero che sale a sx ("altre cascate") e continuare fino alla svolta a sx per la cascata di Patrì. Tralasciarla e continuare nel bosco fino ad individuare un ripido pendio che porta verso Repentance e Monday Money. Fermarsi sotto il comodo strapiombo di roccia che si trova poco prima della cascata.
    Tempo: 2h00/2h30 a seconda delle condizioni della neve.
    Il canale che sale alla cascata è ripido, fare quindi attenzione alle condizioni del manto nevoso.
  • Attacco: si attacca a dx dello strapiombo roccioso, alla base di un breve salto di ghiaccio.
  • Discesa: in doppia sulla cascata. Diverse relazioni parlano di soste tutte attrezzate a spit. In realtà, dopo la terza sosta non abbiamo trovato altre soste attrezzate, forse perché coperte da ghiaccio/neve.
    Calate:
    1. prima doppia su abalakov fino alla base del tiro 5, al termine del canale (noi abbiamo spezzato questa calata con una intermedia alla base del tiro 6, su abalakov, ma dovrebbe essere possibile fare una sola doppia);
    2. doppia su abalakov nel canale, fino alla sosta a spit al termine del tiro 3 (quasi 60 metri, attenzione);
    3. doppia fino alla sosta 1, saltando la sosta 2;
    4. doppia alla base della cascata.
  • Difficoltà: 5+/III
  • Sviluppo: Circa 220 metri di dislivello.
  • Attrezzatura: due corde da 60 metri, chiodi da ghiaccio.
  • Esposizione: ovest nord ovest.
  • Tempo salita: Circa 4h00.
  • Primi salitori: F.Conta, F.Damilano, C.G.Grassi, 1989.
  • Riferimenti bibliografici: Grassi G.C., Cambiolo A., Diamanti di cristallo, Vivalda Editori
  • Relazione
  • Nota Bene: la descrizione è relativa alla conformazione della cascata trovata il giorno della salita.
  • Lunghezza 1, 85°-90°, 40 metri: salire il breve muretto a dx dello strapiombo di roccia, raggiungendo così il salto principale. Si sale abbastanza a dx, andando gradualmente sempre più a dx. Si individua una fascia di ghiaccio tutta a dx, al confine con la roccia, che risulta più lavorata e meno stalattitica. Si sale per questa fascia, fino all'altezza di una evidente nicchia sulla dx, poco sotto un diedro roccioso che si vede anche dalla base. Sosta su due fix. Poco più sopra è visibile un'altra sosta su vecchi spit. Qualche tratto del tiro è anche leggermente strapiombante, a zone ghiaccio con stalattiti e cavolfiori, di difficile chiodatura.
  • Lunghezza 2, 90°, 25 metri: uscire a sx, stando sul bordo dx della colata e sfruttando in un punto anche dei buoni gradini sulla parete rocciosa di dx. Si raggiunge una grotta, dove si sosta su spit alla dx della candela finale del salto. Ghiaccio verticale lavorato.
  • Lunghezza 3, 90°-95°, 30 metri: salire verso la candela e traversare a sx, evitando delle stalattiti e raggiungendo così il bellissimo salto verticale. Si sale direttamente per cavolfiori e conformazioni che permettono zone con buoni riposi. Si esce dalla candela su flusso appoggiato, in una strettoia rocciosa, e si sosta a dx su fix.
  • Lunghezza 4, 60°, 60 metri: salire nel canale nevoso, con una zona ghiacciata affiorante, fino a raggiungere un salto ghiacciato. Sosta su ghiaccio.
  • Lunghezza 5, 85°-90°, 30 metri: salire il salto leggermente a dx, dove in alto forma un vago diedro. Salire su ghiaccio compatto e verticale, fino ad uscire su facile pendio nevoso ed arrivare alla base del salto successivo. Sosta su ghiaccio.
    E' anche possibile seguire il canale sulla dx, evitare questa zona e salire un salto più breve e facile.
  • Lunghezza 6, 80°, 20 metri: salire direttamente il facile salto, che porta al canale dei pianori sommitali, oppure salire più a dx, arrivando al termine del ghiaccio. Sosta su ghiaccio.
  • Note: cascata-mito incredibilmente estetica, soprattutto nei primi tre tiri, che costituiscono un unico salto su una parete rocciosa.
    La qualità e la conformazione del ghiaccio impongono a zone parecchia attenzione per la difficile chiodatura e i movimenti ora tecnici, ora atletici richiesti.
    E' molto frequentata, perché molto ambita, quindi soprattutto i primi tre tiri sono solitamente lavorati anche dai passaggi.
    Pensare che è stata aperta nel 1989, pare anche con una conformazione del ghiaccio parecchio difficile ed effimera, fa pensare alle capacità dei primi salitori e ai vantaggi che abbiamo nell'utilizzare gli attuali attrezzi.
  • Aggiornamento: relazione di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 28/02/2014 con Mattia Bocia Guzzetti, Mattia Sinda Oggioni, Paolo Paldi Morelli, Matteo Nasty boy Filippini
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.