Zucco dell'Angelone (m.1165) - via Ortofresco

Zucco dell'Angelone (m.1165) - via Ortofresco

Dettagli

  • Accesso stradale: da Barzio (Lecco) raggiungere in auto la funivia per i Piani di Bobbio, parcheggiando nell'ampio piazzale (a pagamento e strapieno in inverno, con neve, quando sono in funzione gli impianti dei Piani di Bobbio).
  • Avvicinamento: scendere in fondo al parcheggio e inoltrarsi nel bosco verso destra per sentiero (indicazioni per l'accesso alle palestre dell'Angelone). Seguire le indicazioni per il terzo sperone. (0h20)
  • Attacco: subito dopo una catena che facilita un tratto in discesa del sentiero. Chiodo con fettuccia multicolore all'attacco.
  • Discesa: la discesa può essere effettuata con doppie lungo la via (consigliata) oppure ricongiungendosi al sentiero che porta al IV sperone. In questo secondo caso si seguono le catene visibili dall'ultima sosta raggiungendo un infido canale detritico. Si attraversa (ATTENZIONE!!!) il canale fino ad un albero con cordino di calata. Con una doppia si raggiunge il sentiero del IV sperone in corrispondenza dell'attacco di Condorpass (possibili concatenamenti).
  • Difficoltà: max 5a.
  • Sviluppo: 4 lunghezze per circa 110 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: via interamente attrezzata a fittoni resinati. Soste con anello.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: calcare.
  • Periodo consigliato: via percorribile tutto l'anno, ma sconsigliata d'estate.
  • Tempo salita: 1h00.
  • Primi salitori: Andrea Savonitto, Anna Marieni, 1982.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Savonitto A., La Chiusa della Valsassina, 1999
    • Corti P., Arrampicate sportive e moderne fra Lecco e Como, Edizioni Versante Sud, 2001
  • Cartografia: Kompass n° 105 - Lecco Valle Brembana
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 2c, 20 metri: risalire le rocce articolate sopra l'attacco fino ad un piano dove si sosta ai piedi di una placca appoggiata.
  • Lunghezza 2, 3a, 20 metri: risalire la placca (chiodatura molto “ricca"!) e il risalto al termine della placca stessa. Sosta su doppio spit alla base di un'altra placca più verticale. Questo tiro e il precedente sono unibili in una sola lunghezza.
  • Lunghezza 3, 5a, 25 metri: risalire la placca. Sulla sinistra è possibile sfruttare della fessure, mentre a destra è più difficile. Si supera uno spit con anello di calata e, passato un netto salto verticale, si raggiunge la sosta.
  • Lunghezza 4, 4c, 35/40 metri: trascurando la fila di spit a destra e il diedro cespuglioso sopra la sosta, ci si sposta a sinistra aggirando un blocco. Ci si sposta nuovamente a destra, si supera un saltino e, proseguendo su roccia malsicura, si raggiuge la sosta .
  • Aggiornamento: relazione a cura di Fabio Vergara, 22 dicembre 2002.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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