Zucco Barbisino, Torre Conica (m.1920) - via Normale
Dettagli
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Avvicinamento:
da Barzio (Lecco) raggiungere i Piani di Bobbio: funivia (http://www.pianidibobbio.com, per periodi di apertura ed orari) o strada sterrata (1h30). Salire poi al rifugio Lecco (0h20). Dal rifugio inoltrarsi nel vallone dei Camosci, risalendo l'ampia pista da sci (a sx si avrà uno skilift, a dx i pali per le reti di protezione). Superare la stazione terminale dello skilift e la Bastionata Sud dello Zucco Barbisino (sulla sx) fino ad incrociare due canaloni che scendono da sinistra. Risalire uno dei due fino ad incociare il sentiero che arriva da sx, proveniente dalla cengia che sovrasta la Bastionata Sud. Seguire le tracce di sentiero verso dx fino alla base della Torre Conica, e, prima di passare sul suo versante sud, risalire a sx di pochi metri il canalone che la contorna ad ovest (il secondo dei due incrociati) arrivando ad una caratteristica zona di grossi buchi e gradoni. Visibili un paio di fittoni a una decina di metri da terra. (0h30 dal rifugio Lecco).
Se si arriva da una delle vie della Bastionata Sud, è sufficiente, dal termine della via, seguire la traccia di sentiero, parzialmente attrezzata, verso dx (viso a monte). Superare un primo canalone, caratterizzato da un masso imbragato con dei cavi, entrare in un secondo canalone (visibili a monte due cavi) e, prima di uscirne, ormai al piede della Torre Conica, risalire a sx il canalone per pochi metri, fino all'attacco. -
Discesa:
dalla sosta con anelli ci si cala in doppia sulla Via Guffanti: nella calata scendere nel canalone sotto la paretina finale e seguire a ritroso le protezioni della via per individuare le varie soste.
Con un po' di attenzione è possibile arrivare a terra (sul sentiero che passa alla base della Torre Conica) con un'unica calata da 60 metri. Occorre prestare attenzione nel recupero delle corde, ed è bene che l'ultimo a scendere verifichi con attenzione i punti ove le corde (ed il nodo) dovrebbero scorrere durante il recupero. Con un'unica calata si tratta di una doppia spettacolare, in parte nel vuoto.
Si ridiscende poi a valle per uno dei due canaloni descritti: noi siamo ritornati al primo, quello del masso imbragato, e siamo scesi stando sul suo lato dx (viso a valle) arrampicando a tratti per arrivare sul fondo: ci sembrava la soluzione più solida, ma, da valle, sembra che sia possibile scendere anche all'interno dei canaloni. Sceso il tratto più ripido si torna sulla pista da sci che in breve riconduce al Rifugio Lecco. - Difficoltà: max 3c (IV).
- Sviluppo: 4 lunghezze, per circa 85 metri di sviluppo.
- Attrezzatura: soste attrezzate a fittoni resinati da collegare, in via chiodatura discreta a fittoni e qualche chiodo, eventualmente integrabile con dadi/friend.
- Esposizione: ovest, sud.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: primavera, estate, autunno (tenere presente che le prime due lunghezze rimangono abbastanza all'ombra).
- Tempo salita: 2h00.
- Primi salitori: sconosciuti.
- Riferimenti bibliografici: Buzzoni P., Il Gruppo dei Campelli, 2009
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Cartografia:
- Cartina allegata alla guida indicata
- Kompass n° 105 - Lecco Valle Brembana
- Relazione
- Lunghezza 1, 3a (III+), 25 metri: salire liberamente la rampa, puntando ai due fittoni, su terreno non difficile ma delicato perchè un po' viscido (la zona data l'esposizione è piuttosto ombreggiata). Dopo il secondo fittone si esce con passo delicato su una cengetta, da cui si prosegue nel fondo del canale (spit a dx) arrivando così alla sosta. Facile ma delicato, viscido e un po' sgradevole: prestare attenzione.
- Lunghezza 2, 3c (IV), 25 metri: dalla sosta per una evidente rampa che sale a dx, su roccia inizialmente ancora viscida, poi, man mano che si sale, migliore. Traversare a dx in esposizione, superare un caminetto e salire alla sua dx, rientrando poi nel caminetto al suo termine, e uscendone su cengia erbosa (attenzione!). Sosta su fittoni da collegare.
- Lunghezza 3, 2b (III-), 25 metri: proseguire sopra la sosta, e traversare a dx su terreno semplice ma esposto fino alla sosta: due fittoni da collegare.
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Lunghezza 4, 3c (IV), 10 metri:
varie possibilità: salire il muretto sopra la sosta e seguire la cengia che traversa a dx (chiodo vecchio), superando un canalone, fino ad una bancata rocciosa (un gradone) con un evidente fittone. Salire sul gradone con difficoltà e rimontare la parete alle sue spalle: sprotetta ma molto appigliata. Poco sopra si trova la sosta, questa volta con catena ed anelli di calata.
Dovrebbe essere possibile anche un percorso più logico di quello descritto: rimontato il muretto sopra la sosta, raggiungere la struttura retrostante (chiodo vecchio), andare a sx e poi risalirla: spit. Salire sopra lo spit e traversare a dx alla sosta terminale (soluzione non verificata, ma che dalla sosta sembra più logica, anche se porta ad evitare l'ultimo muretto molto appigliato).
Dalla sosta con catena ed anelli di calata si può salire ancora di un paio di metri, per arrivare alla cima vera e propria (presente ulteriore sosta). - Note: consigliabile come prosecuzione di una delle vie sulla Bastionata Sud, per esempio la via Gelida Pipata.
- Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, da una ripetizione con Bruno Illuminati il 12 settembre 2010.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.