Valle del Sarca, Monte Colt, Croce di Ceniga - via Catia
Dettagli
- Accesso stradale: raggiungere Arco di Trento e proseguire sulla strada Arco-Trento. Entrare nel paese di Ceniga, seguire la strada principale fino ad una stradina (a sx) con indicazioni per il sentiero degli Scaloni e Ponte Romano. A dx della strada è possibile parcheggiare.
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Avvicinamento:
seguire la stradina con indicazione per il sentiero degli Scaloni, che attraversa il ponte romano. Proseguire per strada che diventa poi sterrata, al primo bivio non seguire il sentiero 431 a destra (sentiero di ritorno), ma continuare dritti fino ad un secondo bivio con sentierino sulla destra, segnato con ometto. Salire per una decina di minuti fino ad una traccia verso destra che permette di raggiungere la parete. Costeggiarla verso dx, scendendo, passando alla base di alcuni tiri di una falesia, fino all'attacco (vistosa scritta "VIA CATIA" su una rampa che sale da dx verso sx).(0h20)
Il bivio che permette di raggiungere la parete non è evidentissimo, e probabilmente ce ne è più di uno: arrivati alla parete siamo infatti scesi verso dx per qualche minuto prima di arrivare all'attacco. - Attacco: chiramente indicato da una vistosa scritta "VIA CATIA" su una rampa che sale da dx verso sx.
- Discesa: dal punto in cui termina la via superare alcuni alberi raggiungendo un sentiero che si segue in discesa verso dx, arrivando in breve alla Croce di Ceniga. Da qui un sentiero (a tratti ripido ed esposto) riporta a valle in 20/30 minuti.
- Difficoltà: 6b (6a e A0).
- Sviluppo: circa 150 metri.
- Attrezzatura: via attrezzata a spit, qualche chiodo e cordoni in clessidre naturali e trapanate. Utili cordini e friend medi. Soste su due spit da attrezzare, tranne l'ultima che va attrezzata su clessidre.
- Esposizione: est. A fine novembre la parete va in ombra dalle 14.00/14.30.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: primavera, autunno, inverno.
- Tempo salita: 2h30.
- Primi salitori: D. Cabas, P. Masera, D. Arlanch, 2011.
- Riferimenti bibliografici:
- Relazione
- Lunghezza 1, 5a e A0, 30 metri: risalire la rampa che sale verso sinistra: passi delicati ma semplici. Arrivati ad una netta sporgenza si scende leggermente e la si aggira in A0. Sosta aerea su due spit da collegare.
- Lunghezza 2, 5b, 5c, 30 metri: traversare agevolmente verso sx, in orizzontale (spit) fino a raggiungere una specie di dedro-fessura. Seguirlo salendo fino ad arrivare al culmine della fessura. Traversare verso sx sfruttando il bordo della fessura per le mani (inutile alzarsi troppo, all'interno la fessura è poco appigliata) e proseguire poi più facilmente fino alla comoda sosta, su due spit da collegare. Da qui la via prosegue verticalmente (scritta "CATIA") o verso sisnistra (variante, scritta: "VARI. SUPER").
- Lunghezza 3, 6a, 6b (6a e A0), 30 metri: salire in verticale (spit visibili) con passi non semplici fino a raggiungere un diedrino che piega verso destra. Entrare nel diedrino appoggiato, superare una pianta e abbassarsi a prendere una netta lama. Seguirla in orizzontale verso dx usando poi gocce per mani e piedi fino a quando non è possibile risalire verticalmente ed uscire infine alla sosta leggermente a dx. La seconda parte della lunghezza è la più impegnativa ed è solo parzialmente azzerabile.
- Lunghezza 4, 5a, 4a, 45/50 metri: salire a sx seguendo l'evidente fessura (due spit visibili) facendo attenzione ad alcuni sassi mobili quasi al termine della fessura stessa. Traversare in placca a dx e salire poi un muretto (ulteriore spit visibile). Da qui si prosegue senza percorso obbligato per placchette, diedrini e vegetazione fino ad uscire sulla sommità della parete, ove attrezzare la sosta su una clessidra (l'ultimo tratto presenta roccia molto lavorata).
- Note: bella via, ben attrezzata, utili comunque qualche friend e cordino per integrare le protezioni. La terza lunghezza presenta difficoltà decisamente maggiori delle altre, che sono invece abbastanza omogene da questo punto di vista.
- Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, da una ripetizione con Claudio Boldorini del 20 novembre 2022.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.