Grigna meridionale, Torrione Magnaghi Centrale (m.2045), via Antiche Tracce

Grigna meridionale, Torrione Magnaghi Centrale (m.2045), via Antiche Tracce

Dettagli

  • Accesso stradale: da Lecco salire ai Piani Resinelli, proseguire per il rifugio Porta e parcheggiare in prossimità della sbarra.
  • Avvicinamento: salire il sentiero che attraversa un breve tratto di bosco e porta direttamente sulla cresta Cermenati (n°7). Salire la cresta fino ad un bivio con palina indicativa. Seguire a destra il sentiero che traversa in costa e raggiunge il canalone Porta in prossimità del Sigaro Dones e dei Magnaghi. Proseguire fino ad una forcella (piazzola elicottero). Salire a sx per tracce di sentiero e detriti fino alla base della parete Sud Est del Magnaghi Centrale appena oltre la rampa della via normale al Magnaghi Meridionale. Salire un breve canale verso dx e raggiungere il terrazzino dove attacca la via Gandin (fittone resinato a destra di un piccolo mugo) dove conviene lasciare gli zaini, indossare imbraco e l'attrezzatura. Salire ora il ripido canalino che porta alla base della parete Sud Est (passi di II) e raggiungere un terrazzino detritico dove attacca la via. (1h30)
    Nota bene: per orientarsi in Grigna, se non si è pratici della zona, è consigliabile almeno una delle pubblicazioni più avanti indicate.
  • Attacco: sosta di partenza su singolo fix con maglia rapida.
  • Discesa: tre opzioni:
    1. in doppia dalla via (soluzione non verificata):
      • prima da 40 metri dalla S4 alla S3;
      • seconda da 50 metri dalla S3 alla S1 (oppure 2 doppie brevi dalla S3 alla S2 e poi alla S1);
      • terza da 50 metri dalla S1 alla base della parete.
    2. Noi ci siamo calati sulla vicina via dei Ragni:
      • dalla S4 della via traversare orizzontalmente a sinistra (faccia a monte) per circa dieci metri fino all'ultima sosta attrezzata della via dei Ragni (2 fix con cordone e moschettone a ghiera) dalla quale si effettua la prima doppia:
      • prima da 25 metri fino ad una nicchia sopra ad uno strapiombo;
      • seconda da 50 metri nel vuoto alla sosta della via Normale di salita al Torrione Magnaghi Meridionale;
      • terza da 25 metri sulla via Normale fino alla base della parete.
    3. Soluzione consigliata per il concatenamento di altre vie sul Torrione Magnaghi Settentrionale (Lecco, Bartesaghi e via Normale). Dalla vetta seguire in discesa la crestina in direzione Nord, verso il Torrione Magnaghi Settentionale, giunti ad una sella, scendere in arrampicata sulla parete Ovest per circa 15 metri fino ad un cavo metallico (oppure è possibile effettuare una breve calata su catena). Seguire il cavo metallico che scende costeggiando la parete e porta alla forcella G.L.A.S.G. (Gruppo Lombardo Alpinisti Senza Guide) dove attaccano le vie Lecco e Bartesaghi sul Torrione Magnaghi Settentrionale, 20 metri più a dx attacca la via Normale. Scendere nel canale seguendo il percorso migliore su una serie di ripide placche, gradoni e detriti, a metà canale per superare un salto di roccia, scendere infilandosi in uno stretto caminetto sulla dx. Al termine del canale seguire la traccia di sentiero che riporta all'attacco della via successivamente percorrendo a ritroso l'itinerario di avvicinamento raggiungere il parcheggio. (1h30)
  • Difficoltà: VI+ e A1 (X-).
  • Sviluppo: 130 metri.
  • Attrezzatura: in via fix distanziati da integrare con un piccolo assortimento di friend medi. Per la prima lunghezza necessarie 2 staffe e fifi (almeno il capocordata). Portare 14 rinvii e due mezze corde da 60 metri per eventuale discesa in doppia dalla via. Soste attrezzate su 2 fix collegati da cordoni e maglia rapida.
  • Esposizione: sud-est.
  • Tipo di roccia: calcare.
  • Periodo consigliato: tutte le stagioni.
  • Tempo salita: 3h00.
  • Primi salitori: Paolo Vitali, Sonja Brambati, Pietro Corti il 5 aprile 1995.
  • Riferimenti bibliografici:
  • Cartografia: Kompass n° 105: Lecco-Valle Brembana.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, VI+, X- o A1, 30 metri: dalla sosta traversare a sinistra su muretto giallo fino ad una fessura, salirla su roccia discreta fino alla base di uno strapiombino, superarlo direttamente e raggiungere una nicchia di roccia scura. Traversare a sinistra in leggero strapiombo ed uscire dalla nicchia, proseguire in verticale a sinistra di una colata nera su un muro strapiombante molto impegnativo. I fix in posto non sono vicinissimi; per evitare di stancarsi troppo tornano utili due staffe e fifi per il capocordata ed almeno una staffa per il secondo.
  • Lunghezza 2, VII o A1, VI+, V, 30 metri: salire un muretto impegnativo ed una breve fessurina strapiombante (2 fix vicini), proseguire poi su un muro grigio scuro e rossastro a buchi e piccole lame parallelamente al diedro della via Butta, giunti all'altezza di un vecchio chiodo con anello, rinviarlo ed entrare nel diedro e salirlo per circa 4 metri (clessidra), quando il diedro piega a destra proseguire dritti fino ad un terrazzino detritico dove si sosta.
  • Lunghezza 3, V+, 25 metri: salire in obliquo a sinistra su un muretto articolato (fix nascosto), proseguire in verticale e superare uno strapiombino poco accennato sulla sinistra e proseguire fino all'estremità destra di uno strapiombo di roccia gialla e nera dove si sosta.
  • Lunghezza 4, VII+ o A1, V+, IV, 45 metri: salire lo strapiombino tecnico sopra la sosta, proseguire obliquando a sinistra per un vago diedrino fino alla base del canalino d'uscita, salirlo (roccia da verificare) fino ad un terrazzino detritico dove si sosta.
  • Note: bellissima via, tracciata su una delle pareti più impegnative ed estetiche della Grigna Meridionale. Sale per muri strapiombanti, placche verticali, diedri e fessure poco a sinistra della via Butta. Da non perdere!
    La via è stata liberata nel Novembre 2015 dal Ragno di Lecco Paolo Spreafico che ha proposto il grado di 8a+ per la prima lunghezza.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Simone Rossin, da un'ascensione effettuata con Luca Galbiati il 19 dicembre 2015.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.