Grigna Meridionale, Torrione Magnaghi Settentrionale (m.2078) - via Bartesaghi

Grigna Meridionale, Torrione Magnaghi Settentrionale (m.2078) - via Bartesaghi

Dettagli

  • Attacco: la via attacca alla forcella del GLASG (Gruppo Lombardo Alpinisti Senza Guida), che divide il Torrione Magnaghi Centrale dal Torrione Magnaghi Settentrionale. La forcella è raggiungibile in vari modi:
  • Discesa: scendere sul retro della cima, per roccette e tracce. Superare una prima forcella e, sempre per traccia, arrivare ad una seconda forcella, da cui si scende a destra (cavi visibili). Si è a questo punto sul sentiero della Cresta Sinigaglia, da cui si può raggiungere la cima della Grigna Meridionale, o scendere ripidamente, costeggiando la base orientale dei Torrioni Magnaghi. In quest'ultimo caso si passa sotto l'attacco della normale al TMM e del punto in cui di solito vengono lasciati gli zaini per salire, sempre al TMM, vie come il Canalino Albertini, lo spigolo Falc, lo spigolo Dorn, lo spigolo Antidorn.
  • Difficoltà: max V.
  • Sviluppo: 4 lunghezze, per circa 120 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: soste attrezzate con fittoni resinati. In via presenti fittoni distanziati, da integrare con dadi/friend/cordini.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: dolomia.
  • Periodo consigliato: primavera, estate, autunno.
  • Tempo salita: 2h00.
  • Primi salitori: Angelo Longoni, Nino Bartesaghi, 29 settembre 1957. Percorso di uscita modificato nei lavori di richiodatura, per evitare un (logico) canalino friabile.
  • Riferimenti bibliografici: Corti P., Grignetta e Medale, arrampicate nel giardino di pietra, Novantiqua Multimedia, 2005
  • Cartografia:
    • TCI - Gruppo delle Grigne - scala 1:20.000
    • Multigraphic - Brianza, Prealpi Lombarde - scala 1:25.000
    • Kompass, foglio 105 - Lecco, Valle Brembana - scala 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, IV, IV+: dalla forcella del GLASG, viso a monte (al TMS) spostarsi a dx salendo un risalto, da cui si raggiunge il primo evidente fittone. Proseguire in verticale su placca a piccoli appoggi, che diviene poi più semplice (chiodo normale). Dopo il tratto semplice si prosegue sempre dritto su placca appoggiata, con chiodatura distanziata e non integrabile, fino ad una lama finale che consente di raggiungere la sosta (due fittoni da collegare) spostata leggermente a dx.
  • Lunghezza 2, IV, V: dalla sosta spostarsi un poco a dx, risalendo la placca dove è più articolata, arrivando così ad un tratto più verticale, unico evidente punto debole della parete (due fittoni ravvicinati). Alzarsi il più, possibile arrivando ad una fessura poco visibile nel fondo del diedro, che consente poi di salire a dx, raggiungendo così la sosta. Tiro breve. Difficoltà concentrate in pochi metri.
  • Lunghezza 3, IV+: dalla sosta si sale in obliquo a dx su parete abbastanza articolata fino ad un fittone, da cui si prosegue in verticale su parete esposta, che diviene più appigliata dopo il secondo fittone. Comoda clessidra a colonna, da cui a sx alla sosta.
  • Lunghezza 4, IV, III: superare una breve paretina (fittone) e proseguire su difficoltà via via decrescenti fino alla croce di vetta (singolo fittone di sosta).
  • Note: via consigliabile in abbinamento ad uno dei percorsi sul Torrione Magnaghi Meridionale.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, da una ripetizione con Bruno Illuminati del 14 agosto 2011.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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