Grigna Meridionale, Torrione Magnaghi Meridionale (m.2040) - spigolo Dorn

Grigna Meridionale, Torrione Magnaghi Meridionale (m.2040) - spigolo Dorn

Dettagli

  • Accesso stradale: da Lecco salire ai Piani Resinelli. Arrivati ai Piani si parcheggia comodamente (posteggio a pagamento) e si seguono le indicazioni per il rifugio Porta, risalendo un tratto di ripida strada asfaltata.
  • Avvicinamento: dal rifugio Porta seguire le indicazioni per la Cresta Cermenati, giungendo, dopo una mezz'ora circa, ad una deviazione segnalata: imboccare il sentiero che si stacca in piano verso destra e che, dopo aver traversato il Canalone Porta (indicazioni), si raccorda alla Cresta Sinigaglia. Seguire ancora il sentiero (che aggira da destra il Torrione Magnaghi Meridionale, da quì in poi TMM per brevità) superando la piazzola dell'elicottero e un contenitore arancione del soccorso alpino. Piegare infine a sinistra per tracce di sentiero, arrivando ad un breve tratto in piano, dove spesso vengono lasciati zaini. (1h00)
    Nota: per orientarsi in Grigna, se non si è pratici della zona, è consigliabile almeno una delle pubblicazioni più avanti indicate.
  • Attacco: proseguire verso sinistra e salire per roccette ad una selletta, scendendo poi in un canale di qualche decina di metri, fino ad individuare in alto sulla destra un fittone resinato, e sulla sinistra del canale, in basso, due fittoni appaiati su cui eventualmente costruire la sosta di partenza.
  • Discesa: lungo la via normale, con 5 doppie da 25 metri (o meno, effettuando calate più lunghe). Dall'ultima sosta scendere a destra di una quindicina di metri per roccette semplici, effettuando un tiro di corda in discesa, fino all'inizio di un canalino, ove, leggermente a sinistra (viso a valle) si trova la prima sosta di calata.
    Da quì è anche possibile, anzichè scendere, salire sul Torrione Magnaghi Centrale mediante il cosiddetto "Passaggino" (cfr. descrizione al termine della relazione). Dalla cima del TMC si può poi scendere ancora a doppie sulla normale al TMM, oppure traversare e discendere il TMC, arrivando alla forcella del GLASG, alla base del Torrione Magnaghi Settentrionale, di cui salire poi una via come per esempio la via Lecco, compiendo una della più classiche traversate della Grigna.
  • Difficoltà: max IV+.
  • Sviluppo: 7 lunghezze, per circa 160 metri di sviluppo (da metà della quarta lunghezza il percorso è in comune via Albertini).
  • Attrezzatura: soste attrezzate a fittoni da collegare, o già collegati da catena. In via fittoni resinati e qualche chiodo, distanziati, da integrare con nut/friend/cordini.
  • Esposizione: sud-est.
  • Tipo di roccia: dolomia.
  • Periodo consigliato: primavera, estate, autunno.
  • Tempo salita: 2h00.
  • Primi salitori: Giuseppe Dorn, Friedrich Reichert, 1901.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Corti P., Grignetta e Medale, arrampicate nel giardino di pietra, Novantiqua Multimedia, 2005
    • Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
    • Porta D., Morandin B., Grignetta - le più belle arrampicate, Edizioni Albatros, 1990
  • Cartografia:
    • TCI - Gruppo delle Grigne - scala 1:20.000
    • Multigraphic - Brianza, Prealpi Lombarde - scala 1:25.000
    • Kompass, foglio 105 - Lecco, Valle Brembana - scala 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, III, 15 metri: risalire un evidente canale (fittone). Giunti sotto una placca raggiungere a sinistra la sosta, costituita da due fittoni, uno di dimensioni normali, ed uno più grosso.
  • Lunghezza 2, IV, III, 30 metri: salire in obliquo a destra a un evidente canale: fittone poco visibile sul largo bordo destro che lo delimita. Salire direttamemte tale bordo: esposto, ma appigliato ed aereo, molto bello. In verticale fino alla base di una placca, che si risale obliquamente verso destra (al suo termine fittone poco visibile dal basso). La placca è abbastanza verticale ma sorprendentemente lavorata a grosse maniglie, leggermente lisciate dalle ripetizioni. Dal fittone, spostarsi un poco a destra, proseguire poi dritti, e tornare infine a sinsitra. Sosta comoda.
  • Lunghezza 3, IV, III: in verticale con percorso evidente, inizialmente in un canale che si chiude poi con uno strapiombino. Passare il risalto strapiombante a sinistra, uscendo un poco in placca. Sosta poco più sopra. Lunghezza breve.
  • Lunghezza 4, III+, IV, IV+: salire per placchette in obliquo leggermente a sinistra (fittone) arrivando fino ad uno spigolo: da sinistra sale il canale-camino della via Albertini, cui ci si collega poco sopra. Rimanere sullo spigolo (chiodo) ed entrare poi nel canale-camino (chiodi). Proseguire nel canale camino, verticale e ben appigliato, che piega poi un po' a sinistra. Traversare a sinistra proseguendo su placca ben appigliata, ignorare un grosso chiodo in alto a destra e piegare a sinistra (altro chiodo identico a quello ignorato). Continuare in obliquo verso sinistra, traversando e salendo leggermente, fino ad arrivare alla sosta (presenti due catene di sosta).
  • Lunghezza 5, III: a sinistra ad aggirare uno strapiombino, tornare poi a destra e seguire una facile placca (fittone) fino ad uno spuntone: sosta sul suo lato destro.
  • Dallo spuntone scendere a superare un intaglio e proseguire con altre due lunghezze semplici in cresta (passi di II) fino al macigno sulla vetta del TMM ove si sosta.
  • Da quì è possibile scendere in doppia sulla normale al TMM, o traversare al TMC con il "passaggino", salirvi in cima, scendere alla forcella del Glasg e proseguire con una via sul Torrione Magnaghi Settentrionale (TMS). Per difficoltà crescente: via Normale (III), via Lecco (IV), via Bartesaghi (V). Dal TMS si scende poi per sentiero al Passo del Gatto e alla Cresta Sinigaglia.
  • Passaggino per il Torrione Magnaghi Centrale, IV+, III: dalla prima sosta di calata (cfr. paragrafo relativo alla discesa), posta una quindicina di metri più in basso del roccione sommitale, traversare a destra (viso a monte, da dove si è scesi) superando facilmente l'intaglio tra il TMM e il TMC. Da quì si sale su buone maniglie un po' lucidate fino ad un vecchio chiodo (con anello) cementato, seguito, poco più sopra, da un fittone resinato. Non alzarsi ulteriormente, ma traversare a destra in leggera discesa ad un comodo maniglione, che consente di spostarsi ancora a destra e di salire abbastanza agevolmente. Ignorare due fittoni di sosta e proseguire per rocce più semplici, percorrendo una specie di rampa, da cui salire poi a sinistra ad una cengia, al termine della quale (verso destra) si trova una catena di calata, giusto pochi metri sotto la vetta del TMC.
    Da quì ci si può calare a destra sulla variante Polvara e quindi sulla normale al TMM, oppure traversare e discendere il TMC arrivando alla forcella del GLASG, alla base del TMS, come di seguito descritto.
  • Discesa dal TMC e traversata alla forcella del GLASG, II: si procede assicurati, eseguendo una lunghezza quasi tutta in discesa. Nel dettaglio: dalla sosta al termine del "passaggino" salire ad un evidente fittone, e seguire una cresta di roccette semplici ora in discesa, fino ad un evidente canale che scende a sinistra. Scendere per il canale (passi di II) fino ad una sosta al suo termine. Da quì con un'ulteriore lunghezza, o assicurandosi a mo' di ferrata, si segue un cavo metallico che, come un corrimano, conduce alla forcella del GLASG. Da quì si può salire una delle vie del TMS, per esempio la via Lecco compiendo così la traversata dei tre Torrioni, una delle più classiche combinazioni realizzabili in Grignetta.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 21 aprile 2007. Revisione relazione del 9 luglio 2025, da una ripetizione con Irene Decima.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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