Corna di Medale (m.1029), Pilastro Irene - via Sogni proibiti
Dettagli
- Accesso stradale: da Lecco prendere la vecchia strada che sale in Valsassina. Alla frazione di Laorca, dopo un curvone a sx, quando la strada si allarga, svoltare a sx e proseguire per 700/800 metri fino al parcheggio al termine della strada.
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Avvicinamento:
come per la via degli Istruttori in Antimedale, in quanto questa salita comincia dopo aver percorso i suoi primi 2 tiri:
Lunghezza 1 Istruttori, III+, 40 metri: salire facilmente in verticale per balze e placche adagiate fino alla sosta alla base della placchetta.
Lunghezza 2 Istruttori, IV+, 40 metri: seguendo il percorso originale si sale dritti ad una grassa fessura obliqua e, rimontata la placchetta precedente, si sale in verticale ad una comoda cengetta dove si sosta (scritta con vernice blu Stelle cad). Esiste anche una piccola variante iniziale (V), a dx della sosta, che affronta direttamente la placchetta e che poi si ricongiunge con l'itinerario originale.
Da qui, rimanendo legati, traversare orizzontalmente con passi di I e II per una ventina di metri fino ad entrare nel largo canale detritico che separa l'Antimedale dal Pilastro Irene. Risalirlo, facendo molta attenzione a non muovere sassi, su vaga traccia puntando a dx ad un'evidente grotta ricoperta di edera. - Attacco: a dx della grotta, visibile fittone a circa 3 metri da terra, all'inizio di una larga fessura. E' possibile fare sosta sfruttando una clessidra formata da dei sassoni alla base.
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Discesa:
dall'ultima sosta risalire una ventina di metri su rocce rotte e terreno franoso (attenzione a non far cadere sassi!!!) fino a reperire il cavo metallico della ferrata. A questo punto ci si trova in cima al Pilastro Irene e da qui esistono varie possibilità:
- continuare l'arrampicata per una delle tante vie che salgono verso la cima del Medale (es. Pancera Rosa, Brianzi, Bonatti, Gogna, ecc.);
- raggiungere la vetta del Medale attraverso la ferrata (0h30), quindi seguendo il sentiero oltre la vetta che porta al versante nord (a dx faccia a monte), si scende fino ad incrociare il sentiero seguito durante l'avvicinamento (0h45 + 0h20 alla macchina). Attenzione in inverno e inizio primavera perchè essendo sempre in ombra potrebbe esserci ghiaccio e/o neve;
- raggiungere la base della parete attraverso la ferrata (molto esposto) (0h45) e ricongiungersi al sentiero seguito nell'avvicinamento.
- Difficoltà: 6b+ (VI e A0).
- Sviluppo: circa 115 metri + 80 metri della via degli Istruttori.
- Attrezzatura: normale dotazione alpinistica e friends medio-piccoli (fino al 1 BD, non indispensabili).
- Esposizione: sud, via ben soleggiata.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: autunno, inverno, primavera. Sconsigliatissima d'estate per l'eccessivo caldo.
- Tempo salita: 3h00/3h30.
- Primi salitori: Lorenzo Mazzoleni, Salvatore Panzeri, 07/09/1984.
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Riferimenti bibliografici:
- Pesci E., Arrampicate sportive e moderne fra Lecco e Como, Edizioni Versante Sud, 2006
- Corti P., Grignetta e Medale, arrampicate nel giardino di pietra, Novantiqua Multimedia, 2005
- Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
- Meciani L., Pesci E., Arrampicate moderne nel lecchese, Melograno Edizioni, 1992
- Casari V., Dinoia L., Arrampicate scelte nel lecchese, Milano, 1985
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Cartografia:
- Kompass n°105, Lecco Valle Brembana
- Touring Club Italiano - Gruppo della Grigne
- Relazione
- Lunghezza 1, VI-, 35 metri: salire la piccola rampa leggermente a dx verso la fessurona che sale dritta verso l'alto. Seguirla, in leggero strapiombo, fino ad un tettino, a questo punto attraversare a dx su buoni appigli fino ad un diedrino che verticalmente porta in sosta.
- Lunghezza 2, 6b+ (VI e A0), 20 metri: risalire qualche metro il diedrino sopra la sosta, quindi traversare a sx, in piena esposizione, ad una fessurina che incide la placca verticale. Seguirla a sx con i piedi fino a che si raddrizza e diventa più ammanigliata, a questo punto raggiungere la fessura di fondo di un vago diedro obliquo molto aperto ed uscire a dx ad una rampa che facilmente porta alla comoda sosta.
- Lunghezza 3, V+, 25 metri: entrare nel diedro a dx della sosta e salire in verticale fino alla base di una placca che (2 fittoni forzano direttamente la placca con difficoltà di VI/VI+) si può aggirare facilmente a sx arrivando al terrazzino di sosta.
- Lunghezza 4, VII- (VI- e A0), 35 metri: traversare qualche metro a sx a delle fessure che solcano la bella placca a gocce. Risalirla fin sotto ad uno strapiombino che si vince direttamente, quindi con passi più semplici si doppia lo spigolo a dx fino alla comoda sosta.
- Note: via bella e sostenuta, sempre su roccia ottima con qualche tratto un po' unto ma che non da fastidio. E' protetta molto bene a chiodi e fittoni, ma, nonostante non siano lontani, non è possibile superare completamente le difficoltà in A0. Le soste sono sempre su due fittoni collegati con catena e anello di calata.
- Aggiornamento: relazione a cura di Alessio Guzzetti, da una ripetizione del 20 novembre 2011 con Bert, Mario, Marco, Franci. Foto a cura di Walter Polidori, da una ripetizione con Simone Rossin il 18/11/2011.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.